Cheesecake al salmone affumicato

Dopo il Camembert fuso da spalmare sulla baguette calda, per il menù minimalista ma intrigante di qualche sera fa che ho postato ieri, avevo previsto un’insalata di finocchi e queste cupcake al salmone che ci hanno riconciliati con il mondo, nonostante il grande caldo.

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Si frullano 70 gr di grissini Torinesi, con 30 gr di burro a temperatura ambiente.
Si compatta il composto sul fondo di 2 coppapasta che vanno riposti in frigorifero per un’oretta.
Intanto si lavorano con una spatola 100 gr di formaggio Philadelphia con qualche goccia di limone e 1 cucchiaio di maionese.
Si tritano grossolanamente 100 gr di salmone affumicato a fette e si aggiungono alla salsa.
Si mettono ad ammollare in acqua fresca 2 fogli di gelatina, si strizzano, si sciolgono in una tazzina con 2 cucchiaiate di Vermut caldo e si aggiungono al composto.
Si insaporisce con un pizzico di pepe, si completa con un trito di finocchietto e di prezzemolo, si mescola con cura e si suddivide sopra le due basi di grissini ben fredde e compatte.
Si fa aderire bene e si rimette in frigorifero.
Si serve decorato con una fettina di salmone e del finocchietto.

Normalmente questo è un signor antipasto senza stagione, ma qualche volta va bene anche come piatto centrale di una cena a due… possibilmente su un terrazzo fiorito.

Camembert “au four” per stupire

Ormai fa caldo a sufficienza per cenare con riso freddo, roast beef, vitello tonnato, insalata russa, salmone, bresaola, queste cose qua insomma.
Per non banalizzare la serata, però suggerisco una nota calda, l’unica se si esclude il caffè a fine cena: il Camembert fatto leggermente fondere in forno, da spalmare su fragranti fettine di baguette.
Sarà una vera sorpresa per il vostro partner, dato che avevate annunciato una cena fredda, ma questo farà la differenza, soprattutto se accompagnato da un piccolo calice di Sauternes.
Secondo me anche questi tocchi, semplici ma non banali, geniali anche se elementari, contribuiscono alla buona riuscita non solo di una cena, ma alla lunga perfino di un rapporto!
Sono certa che il mio matrimonio funziona anche grazie a questi piccoli accorgimenti per vivacizzare i menù quotidiani di una coppia, poi naturalmente devi anche mettercela tutta in molti altri aspetti della vita a due, ma una coccola culinaria fa già la sua parte.

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Tornando al Camember, questa pseudo-ricetta l’avevo proposta anche l’anno scorso (https://silvarigobello.com/2014/07/14/camembert-al-forno) coi crostini all’aglio da intingere direttamente nel formaggio.
Oggi vi ricordo solo come procedere per fonderlo perché ho preferito servirlo in purezza, senza aromatizzarlo, anticipando la delicata portata principale costituita da una cheesecake al salmone.

Dopo aver estratto dalla sua inconfondibile scatola tonda di legno il formaggio, si scarta, si fa un taglio a croce sulla crosta e si rimette nella scatola senza il coperchio.
Si inforna a 180 gr per qualche minuto, oppure si passa al microonde, ma bisogna guardarlo perché non si afflosci. Quando diventa fluido e comincia a colare dal taglio, si serve con i cucchiaini per spalmarlo sul pane.

Questa idea potreste tenervela di riserva anche per una cena a buffet con ospiti in giardino o sul terrazzo, fa molta scena e non richiede grandi sforzi, però introdurre un piatto caldo dà un tocco molto elegante al classico menù di una cena fredda estiva e informale.
In genere a volte si offrono quasi a fine serata gli spaghetti aglio e olio o il risotto alla Parmigiana, vero? Noi però siamo più innovativi e creativi, quindi offriamo il Camembert au four, che con questo caldo sarà il “four” a microonde, naturalmente.
So per esperienza che alcune amiche vi odieranno, altre copieranno l’idea alla prima occasione, alcune vi faranno dei complimenti sinceri.
Decidete voi se volete correre il rischio…

Pranzo a base di insalata sul terrazzo fiorito di bianco

Il titolo del post di oggi sembra quello di uno dei film di Lina Wertmuller, ma non saprei come altro descrivere questo angolo del nostro terrazzo.

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Sul nostro terrazzo i glicini dal delicato profumo hanno ormai solo foglie e le azalee sono quasi tutte sfiorite: il caldo arrivato troppo presto e tutto in una volta le ha fatte durare pochissimo quest’anno. Peccato perché i colori erano straordinari, abbellivano le ringhiere e incorniciavano le colline regalandoci una vista che faceva dimenticare che viviamo in un quartiere di città, circondati da altri condomini, fortunatamente con un piano in meno del nostro.
Adesso comincia però la stagione dei fiori bianchi dai profumi inebrianti che caratterizzano la nostra estate in città.
Le roselline tappezzanti sono già cuscini rigogliosi, i gelsomini e i rincospermi hanno iniziato le fioriture, che dureranno tutta l’estate, e a breve sbocceranno le gardenie, vero orgoglio di mio marito e legittimazione sia della sua passione che dell’intensa tonalità di verde del suo pollice.
Pranzare all’ombra sul terrazzo anche con una semplice insalata è molto piacevole quando l’acuto profumo dei fiori bianchi, che quasi stordisce, fa sognare di essere in altri luoghi…

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Magari “semplice insalata” può sembrare un po’ riduttivo per questa coperchiona* colorata e golosa, ma in realtà è proprio un modo veloce e simpatico di preparare una cena estiva.

Si mette sul fondo di una coppa (o di una ciotola) di vetro trasparente uno strato di lattuga spezzettata con le mani.
Si copre con un petto di pollo affettato e cotto alla griglia, salato, pepato e tagliato a bocconcini.
Si versa sul pollo un barattolo di fagioli neri (oppure rossi) sgocciolati e sciacquati, conditi con sale, olio e limone.
Si coprono con una dadolata di pomodori sodi e maturi insaporiti con origano fresco o maggiorana tritati e si completa con un mango a cubetti per un tocco esotico più accentuato.
Dopo una sosta in frigorifero, si porta in tavola l’insalata con il condimento a parte, per non sciupare l’effetto coperchiona*.
Il condimento che mi piace per questa che in fondo è una fresca e briosa insalata di pollo è una salsa che giudico stia bene con tutti gli ingredienti che compongono questo piatto, ma può essere variata o semplificata a piacere secondo il gusto personale.
Preparo la salsa semplicemente frullando 1 peperoncino, 1/2 spicchio d’aglio, 1 cipollotto fresco, 1 pezzetto di gambo di sedano, il succo di 1 lime, 1 ciuffo di menta, 2-3 cucchiai di olio, 1 vasetto di yogurt magro, 1 spruzzo di ketchup, sale e pepe.
La verso in una salsiera e la servo accanto all’insalata.

Se come in passato vi fidate di me, assaggiate insalata e condimento e poi ne parliamo.

* La vera storia della coperchiona la trovate su https://silvarigobello.com/2014/05/20/la-coperchiona/

Canestrelli: molluschi sconosciuti ai più

Oggi non posto la consueta ricetta, ma solo la fotografia di un piatto di capesante e canestrelli al gratin (oltre a cozze e fasolari), soprattutto per mostrare la differenza, essenzialmente solo di dimensione, fra questi due molluschi bivalvi dalla bellissima conchiglia detti anche pèttini, per quelli di voi non li conoscono.
Sembrano proprio madre e figlio, vero? E come ho già detto più volte sono entrambi deliziosi.

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Come ho detto, questo piatto non l’ho cucinato io, ma solo mangiato ieri in un ristorante di Chioggia (c’era anche un fantastico letto di verdurine fritte su cui erano appoggiati i molluschi gratinati), però se volete vedere le mie altre ricette con i canestrelli, postate prima dei recenti spaghettini trovate i link qui sotto.
https://silvarigobello.com/2013/08/02/i-molluschi-riscoperti/
https://silvarigobello.com/2014/05/06/paccheri-ai-frutti-di-mare/
Un “caloroso” augurio di buon week end.

Finger food tiepidi e sorprendenti il giorno dopo: oggi scampi al prosciutto

Come anticipavo ieri, la ricetta di oggi è di nuovo un finger food molto semplice da realizzare, ma molto raffinato.
Questa volta si utilizzeranno degli scampi freschi e del prosciutto e sarà sufficiente la prelibatezza di due soli ingredienti a creare questi ghiotti manicaretti.

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Si sgusciano, si liberano del filo intestinale e si sciacquano delle belle code di scampi, meglio se fresche, ma vanno bene anche quelle surgelate lasciate scongelare in frigorifero.
Se sono molto grosse, come le mie, si tagliano in due per rispettare la dimensione dei finger food.
Si insaporiscono con pepe, un pizzico di peperoncino in polvere, qualche goccia di aceto balsamico e si avvolgono in fettine di crudo di Parma tagliate longitudinalmente a metà.
Si passano velocemente in una padella antiaderente calda e quando il prosciutto si è fatto croccante si spegne il fuoco e si mette il coperchio per permettere la cottura, se pur breve degli scampi.
Si servono anche questi tiepidi, come le capesante di ieri, accompagnati dal Prosecco invece bello fresco.

Ho proposto queste due ricette di finger food in due giorni diversi per praticità, ma naturalmente sia le Capesante al bacon che questi Scampi al prosciutto stanno bene insieme e andrebbero serviti nello stesso momento per godere due volte del piacere che danno questi facili, ma eccellenti bocconcini.

Finger food tiepidi e sorprendenti: per cominciare oggi capesante al bacon

Per due giorni, oggi e domani, vi servirò dei finger food che potrete godervi sorseggiando una flûte di eccellente Prosecco di Valdobbiadene fresco al punto giusto, mentre fate due chiacchiere rilassate guardando il lago.
Oggi preparerò per voi delle capesante al bacon semplicissime e squisite e le servirò tiepide.

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Si prelevano dal guscio i molluschi, si liberano della sabbia residua sotto l’acqua corrente, anche se oggi in commercio si trovano già puliti.
Si utilizza solo la parte più pregiata, la noce, mentre con i coralli si può preparare per esempio un sugo per la pasta*.
Si insaporisce ogni noce con pepe appena macinato e qualche goccia di limone e si avvolge prima in una foglia di salvia e poi in una fettina di bacon fermandola con uno stecchino.
Si cuociono sulla piastra, rigirandole un paio di volte finché la pancetta non diventa croccante e si servono subito.
La vista lago è un optional.

Io preferisco utilizzare solo le noci perché trattandosi di finger food la dimensione è quella giusta e anche la consistenza.
Un eventuale suggerimento per il sugo con i coralli lo trovate nel post https://silvarigobello.com/2014/07/29/insalata-di-capesante-con-unaltra-ricetta-in-omaggio/

Spaghettini al sugo di canestrelli

C’era una volta… anzi c’è ancora il lido di Jesolo, un lungo litorale sabbioso punteggiato di stabilimenti balneari, moltissimi alberghi e un’infinità di trattorie e ristoranti apprezzati per la specialissima cucina marinara caratteristica dell’Adriatico.
Il suo limite a Ovest è il faro del Cavallino, da cui si vede Venezia, mentre la zona Est, oltre la pineta, culmina nella frazione di Cortellazzo, alla foce del fiume Piave, col suo piccolo porticciolo sul canale Cavetta.
Ho raccontato in diverse occasione come la zona di Jesolo sia stata per un’infinità di estati della mia infanzia e dell’adolescenza, la meta delle nostre vacanze.
Durante quei soggiorni, che duravano tutto il mese di agosto, si andava almeno una volta a Venezia in motonave e ogni tanto la domenica si pranzava a Cortellazzo perché lì c’erano, già dagli anni ’50, i migliori ristoranti di pesce della zona.
È ancora così: tuttora si può contare su pesce freschissimo e ricette del territorio assolutamente deliziose.
Ve ne do un esempio con questi spaghettini, semplici e basici, ma innovativi perché con i canestrelli non è facile trovare ricette di primi piatti.
Oggi c’è anche il vantaggio che in pescheria li vendono già sgusciati e privati delle parti che darebbero al mollusco un cattivo sapore, se no occorre mettersi al lavoro, con pazienza e una certa abilità, per tempo!

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Si sciacquano molto bene sotto l’acqua corrente, per liberarli di eventuale sabbia residua, 400 gr di canestrelli già sgusciati e puliti.
Si fanno rosolare brevemente in una padella con olio, 1 spicchio d’aglio schiacciato e 1 peperoncino intero.
Si sfumano con 1/2 bicchiere di vino bianco e quando è evaporato, si scartano aglio e peperoncino e si versano nella padella 300 gr di pomodorini tagliati a metà, 350 gr di spaghettini lessati al dente, qualche cucchiaio di acqua di cottura e un giro d’olio crudo.
Si fanno saltare per qualche minuto e si insaporiscono con sale, pepe e un generoso trito di prezzemolo ed erba cipollina.
Si servono subito passando a parte il “parmigiano dei poveri”: pangrattato asciugato in padella con olio, peperoncino in polvere, sale e pepe.

È un piatto che bisogna assolutamente assaggiare almeno una volta e poi si avrà voglia di rifarlo e rifarlo e rifarlo…

Insalata russa

È tempo di piselli.
In questo periodo ce ne sono davvero dappertutto: cassette intere all’ingresso dei Supermercati, collinette precarie sui banchi del mercato, ceste sugli espositori lungo le pareti dei negozi di frutta e verdura.
Bisogna comprarne due o tre borse alla volta, perché lo scarto è altissimo e per ottenere una ciotola di sferette verdi da utilizzare subito e qualche sacchetto da riporre in freezer, si sguscia tutto il pomeriggio!
Nonostante tutte le ricette che si possono realizzare, questa volta sono stata ispirata dalle dimensioni dei piselli per… preparare una banale e semplice insalata russa, quella perfetta secondo me infatti, deve avere tutti gli ortaggi che contiene della stessa dimensione dei piselli.
L’insalata russa, che si chiama anche Insalata Olivier, Insalata Italiana, Insalata Invernale, Insalata Genovese o Insalata Imperiale, si serve in genere come antipasto o come contorno a piatti freddi di carne o pesce.
Quando è un antipasto, mi piace anche aggiungere una dadolata di prosciutto cotto, o del tonno sott’olio sbriciolato e perfino le uova sode tagliate a minuscoli cubetti.

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Si lessano per 15 minuti 300 gr di piselli, per 8 minuti 500 gr di patate sbucciate e tagliate nella stessa dimensione dei piselli e per 5 minuti 200 gr di carote pelate e ridotte anche loro a dadini piccolissimi. Consiglio di cuocere tutto separatamente per non bloccare le cotture dei diversi ortaggi facendo delle aggiunte nella stessa pentola, in fondo sono solo tre.
Una volta scolati, si fanno raffreddare nel colapasta, poi si versano in una ciotola e si aggiungono 50 gr di cetriolini sott’aceto tagliati nelle stesse dimensioni.
Si condisce tutto con poco olio, qualche goccia di aceto di mele, sale e pepe bianco.
Si prepara la maionese montando con le fruste elettriche i tuorli di 2 uova freschissime e sicure a temperatura ambiente, 1 pizzico di sale e 1 cucchiaino di aceto.
Poco alla volta, e versandolo a filo, si aggiungono sempre frullando 200 ml di olio d’oliva leggero e delicato come quello ligure o del Garda, oppure di ottimo olio di semi di girasole.
Quando la salsa è ben montata si uniscono goccia a goccia 2 cucchiai di succo di limone e si prosegue con le fruste finché non si addensa.
Chi non ha voglia di preparare la maionese, naturalmente può utilizzare quella in vasetto.
Si aggiunge a cucchiaiate agli ortaggi nella ciotola fino ad amalgamarli completamente e l’insalata russa è pronta.

Se si utilizza come contorno al vitello tonnato, il roast beef, il salmone in bellavista, i crostacei bolliti, eccetera è sufficiente conservarla in frigorifero fino al momento di servirla.

Boomstick Award 2015

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Sono felice di poter chiudere il mese di maggio con un prestigioso e graditissimo premio che mi ha assegnato qualche giorno fa l’amica blogger Lory di Dolce & Salato Senza Glutine: il Boomstick Award 2015, che va ad aggiungersi ai numerosissimi premi che generosamente nel corso di questi due anni mi avete conferito. Grazie di cuore.
Di recente mi sono vista costretta a rifiutare ben 3 Liebster Award perché questi premi sono destinati ai blog che non hanno ancora raggiunto i 200 followers e io, grazie a tutti voi, li ho ampiamente superati, dunque non volendo trasgredire alle regole, non li ho accettati… ma quanto mi rode!!
Non leggo invece nessuna restrizione di questo tipo tra le norme del nuovo premio, quindi ringrazio Lory per avermi scelta in una rosa di soli 7 blogger.
È un premio insolito per una tranquilla signora amante della cucina, dei viaggi e dell’antiquariato, che vive con il marito e due gatti, che si è dovuta cercare su Google chi fosse mai Ash, scoprendo che è il protagonista della saga horror La Casa.
Comunque Lory mi ha fatta felice!
Il Boomstick Award è stato ideato da Hell che ne ha anche scritto le regole, quelle che riporto pari pari qui sotto:

“Cos’è il Boomstick? È il bastone di tuono di Ash ne L’Armata delle Tenebre. Una doppietta Remington, canne d’acciaio blu cobalto, grilletto sensibilissimo, acquistata nei Magazzini S-Mart, i migliori d’America. Perché un Boomstick? Perché il blog è il nostro Bastone di Tuono!
Come si assegna il Boomstick? Niente di più facile: dal momento che in giro è un florilegio di premi zuccherosi per finti buoni (o buonisti) & diplomatici, il Boomstick Award viene assegnato non per meriti, ma per pretesti.
O scuse, se preferite.
Nessuna ipocrisia, dunque.
E ricordate, il Boomstick non ha alcun valore, eccetto quello che voi attribuite a esso.
Come funziona?
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1) i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore.
2) i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione.
3) i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.
4) è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come Hell le ha concepite.”

E adesso so che il premio mi verrà tolto d’ufficio perché non rispetterò la regola di scegliere solo 7 blogger da premiare.
Non posso farlo non perché sono “una finta buona (buonista) e una diplomatica”, ma perché dal mio punto di vista chiunque nel proprio blog ci metta grinta, impegno, tempo, energia, conoscenza, esperienza, interesse e perfino la faccia merita di essere premiato.
Quindi, chiunque di voi voglia farlo, può proseguire questa gratificante e gradita forma di catena di Sant’Antonio, con la mia approvazione.
Bravi tutti!

Fast food e Family Restaurant

Ci sono volte in cui quando mangi in America ti sembra di essere in una puntata di Happy Days.
Questo è un esempio di Family Restaurant, dei quali di tanto in tanto ho parlato.

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Forse solo la prima volta abbiamo mangiato in un Burger King, poi abbiamo imparato le alternative. I ragazzi hanno continuato per un pezzo ad adorare hamburger e fried chicken, ma hanno accettato di mangiarli non necessariamente solo nei Fast Food.
Le prime catene di ristoranti per famiglie (quelli “senza tovaglia”: segnale che significa che hanno prezzi accessibili) in cui ci siamo sfamati più spesso sono stati i Denny’s e in seguito i Sizzler, che il più delle volte hanno un arredamento esattamente come quello che siamo abituati a vedere al cinema, con le panche in similpelle, le sedie di acciaio imbottite e le cameriere che ti servono in continuazione caffè dal bollitore termico.
Sono stati i preferiti anche della mia mamma, che è venuta in America con noi due volte, perché hanno dei favolosi menù con le foto a colori di tutti i piatti, quindi anche se non sapeva una parola di Inglese, bastava che indicasse col dito la sua ordinazione e le veniva servita tale e quale, perfino con lo stesso ciuffetto di prezzemolo di decorazione. Questo la faceva sentire molto autonoma e indipendente. In più, in quanto Senior, aveva anche uno sconto sul prezzo delle portate. In America c’è molta attenzione per gli anziani.

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Gli Americani hanno una parola per indicare qualcosa di eccezionale, di formidabile, che è “terrific”. Questo aggettivo è perfetto per definire la colazione che in media si consuma al mattino, che come suggerisce il suono per noi Italiani, è terrificante!

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Colazioni di questo tipo, ovviamente per l’intero tavolo, si consumano a buffet sia da Perkins che al Ponderosa, a prezzo fisso, bevande calde e fredde incluse, con la formula “All you can eat”, cioè a volontà.
E vi assicuro che ci vuole una volontà di ferro sia per finire tutto quello che gli occhi più che lo stomaco ti inducono a scegliere, sia per rinunciarvi!