Facile, fresco, squisito

Oggi vado un po’ di fretta, ma ci vogliono solo due minuti per descrivere il piatto che ho in mente, perfetto per il grande caldo, per un pranzo veloce, per surclassare la solita Caprese.
Non si cucina nulla, si compra tutto al Supermercato e si è comunque felici.

20140629-010815.jpgServe un piatto su cui stendere 200 gr di fettine di Bresaola (io prendo la punta d’anca, la più pregiata) che si insaporisce con una macinata di pepe alla Creola, quello tutto colorato, molto decorativo anche da tenere sulla tavola.
Sopra si fanno cadere a minuscoli mucchietti 2 confezioni di Robiola al tartufo.
Si tagliano a metà e si condiscono con olio, pepe e sale una decina di pomodorini a grappolo. Si distribuiscono sul formaggio.
Si condisce il tutto con un giro di olio tartufato.
Se si deve fotografare si completa con 2 foglioline di basilico, giusto per un discorso cromatico, se no si mangia così, bello fresco.
Proprio un pranzo no stress, eh?!

Cipolle ripiene in versione estiva

La cipolle sono per me come le patate: in cucina non se ne può fare a meno!
Le dolci, rosse e allungate di Tropea le uso più che altro crude, per completare con la loro fragranza alcune insalate.
Le bianche, da brava Veneta, sono le uniche che trito per i soffritti o affetto per gli intingoli che devono cuocere a lungo.
Le borettane, piccole e profumate, oltre che prepararle in agrodolce, le inserisco in certi piatti dalle cotture e i sughi complessi.
Le dorate, sode e saporite, trovo siano perfette per le cotture al forno e per essere farcite.
Queste ultime sono quindi le più adatte alla ricetta di oggi, che è decisamente un piatto unico alla grande, che reputo estivo data la presenza del tonno anziché della carne macinata e la salsiccia, che utilizzo invece d’inverno.

20140608-012047.jpgSi sbucciano 4 cipolle dorate medie, si tuffano in acqua salata in ebollizione e si cuociono per 8-10 minuti.
Si scolano e si tagliano a metà. Si svuotano con delicatezza lasciando tutto intorno un bordo di circa 2 cm.
In una ciotola si riuniscono circa 300 gr di tonno al naturale sgocciolato e sminuzzato (3 scatolette medie), 2-3 cm di pasta d’acciughe, 1 uovo, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 2 cucchiai di pangrattato, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 2 pomodori a cubetti e la polpa tolta dalle cipolle, tritata.
Si amalgamano bene questi ingredienti e si farciscono le 8 mezze cipolle.
Si spolverizzano di pangrattato, si condiscono con un filo d’olio e si infornano a 200 gradi per circa 30 minuti: le “scodelline” di cipolle devono apparire un po’ rattrappite e il ripieno leggermente gratinato.

È uno squisito piatto unico molto saporito e appetitoso, che si gusta appena tiepido.
Tranquilli: le cipolle cucinate in questo modo, e soprattutto prima sbollentate, perdono quasi del tutto il gas che determina quell’odore caratteristico, tutt’altro che gradevole, mentre il sapore appetitoso di questo generoso ortaggio viene arricchito dal ripieno di tonno.

Non è una vera pizza, però…

Dato che ad impastare non valgo un granché, faccio quello che posso perché nessuno se ne accorga.
Il fatto che raramente vi proponga una ricetta a base di pasta, lievitata o meno, significa quindi che non impasto quasi mai, ma se non lo dicessi continuamente, nessuno magari ci farebbe caso. Per me però sarebbe come mentire sull’età!
In realtà faccio piuttosto bene un sacco di altre cose, quindi soffermiamoci su quelle.
Una delle mie specialità è senza dubbio il “fumo negli occhi”, che potrebbe essere uno dei punti chiave delle mie lezioni (se mai aprirò una scuola di cucina), relative a piatti a volte legati ai ricordi e altre alla fantasia individuale.
Ieri sera mi è venuta una voglia indescrivibile di pizza, quindi ho fatto una cosa come questa.

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Ho aperto una baguette, ho spalmato l’interno di entrambe le metà con qualche cucchiaiata di passata di pomodoro, ho appoggiato sopra qualche fettina di prosciutto, ho aggiunto diversi pezzetti di formaggio Taleggio e ho completato con qualche oliva nera spezzettata e una cucchiaiata di pinoli leggermente tostati.
Ho infilato le baguette in forno a 200 gradi per 5 minuti e poi, come avrebbe detto Julia Child: Bon appétit!

Cartoccio di patate e salmone

Il mio riso tricolore di ieri sera ci ha portato bene, visto?!
Oggi però pensiamo ad una ricetta diversa, ad un piatto preparato qualche sera fa.
Con il salmone marinato avanzato (ricetta di martedì scorso) ho preparato una cena per noi due senza troppe pretese, ma da leccarsi comunque i baffi.
Questa è una di quelle ricette insomma che nascono giusto per mettere insieme un pasto non impegnativo e diventano invece lo spunto per una interessante proposta da inserire anche in una cena più importante.

20140611-104359.jpgHo sbucciato, tagliato a rondelle e lessato in acqua e latte, senza arrivare al punto che si disfacessero, 3 belle patate. Le ho scolate, messe in una ciotola, condite con pepe, sale, 1 cucchiaio di cipolla tritata molto finemente, 100 ml di panna da cucina e il succo di mezzo limone.
Le ho divise su due rettangoli di carta forno imburrata, li ho chiusi a cartoccio e infornati per 10 minuti a 250 gradi.
Li ho sfornati, aperti su due piatti, completati con le foglioline di un rametto di aneto (ma si può usare anche il timo) e con alcune fettine del mio salmone marinato.

Una cenetta sciuè-sciuè, ma gustosissima! In mancanza del salmone marinato, perché ve lo siete mangiato tutto, potete usare il salmone affumicato, quello in busta, già affettato.
A me piacciono molto i contrasti tipo questo: caldo-freddo, ma volendo si può bypassare il forno e fare solo un’insalata di patate sostituendo la cipolla tritata con l’erba cipollina e la panna con lo yogurt, completando sempre con il salmone.
Diventa subito un piatto più fresco e adatto alla stagione.
A voi la scelta!

La ciabatta golosa

Con il post di oggi (impossibile chiamarlo “ricetta”!) vi rubo giusto due minuti, che poi è il tempo che impiegherete a fare questo panino… e appena un attimo di più a mangiarlo!

20140611-114640.jpgOccorre solo una ciabatta croccante che si taglia a metà e si farcisce con prosciutto crudo meglio se Toscano, bello salato, qualche generosa cucchiaiata di confettura di fichi (io uso quella della mia amica Renata, ma sono uno dei pochi fortunati a cui è destinata la sua produzione casalinga di questa prelibatezza) e abbondante Gorgonzola dolce.
Finito.
Be’, giusto perché amo complicarmi la vita con qualche inutile dettaglio gourmet, appoggio per un minuto la ciabatta, dalla parte con mollica, sulla piastra per farla leggermente scaldare e poi la farcisco come ho detto.

Insalata di salmone e finocchi

Ormai lo sapete: non aspetto certo l’estate per prepararmi per pranzo delle belle insalate.
Le trovo gradevoli e stuzzicanti in ogni stagione. L’inverno scorso qualcuno commentava che dato il freddo esterno sarebbe stato meglio aspettare l’estate per gustare non ricordo più quale delle mie fantasiose insalate.
Errore: se le temperature sono come quelle della scorsa stagione “fredda”, grazie ai riscaldamenti condominiali e al buco nell’ozono, una bella insalata può anche essere gradita e apprezzata. In pieno inverno non sceglierei certo una caprese, ma per esempio questa si sarebbe potuta mangiare anche con temperature più basse di quelle attuali, che sono comunque decisamente estive.

20140501-020011.jpgEcco, questa accontenterebbe anche gli scettici perché si tratta di un trancio di salmone cotto al vapore e, ancora tiepido, appoggiato su un letto di finocchi affettati sottili sottili con la mandolina.
Si condisce tutto con una citronette al succo d’arancia, qualche bacca del cosiddetto pepe rosa e finocchietto selvatico, aneto o più semplicemente con le barbe fresche del finocchio.

Vi garantisco che un piatto unico così non ha veramente stagione… i finocchi purtroppo sì ma vedrete che più avanti mi inventerò comunque qualcosa di nuovo.

La polenta

Ci sono alcuni piatti che fanno talmente parte delle abitudini di famiglia che non ci si fa quasi più caso. Quando si preparano spesso è perché non si ha voglia di impegnarsi, di stare a pensarci su più di tanto. Ci sono, no, le sere in cui si mette insieme una cena che non richiede tutto ‘sto sforzo?!
La polenta è uno degli elementi che appartengono a questa filosofia di cucina.
Una bella polenta condita con ingredienti diversi è appagante e risolve felicemente la cena. Almeno per noi Veneti… per i quali fare la polenta è un’abitudine che richiede sì tempo e attenzione, ma è nel nostro DNA da secoli.

20140511-000745.jpgSi fa dunque la polenta portando a bollore 1 litro d’acqua salata con 1 cucchiaino di sale grosso, abbassando la fiamma e versando a pioggia 250 gr di farina di mais “bramata” sempre mescolando con una frusta.
Quando tutta la farina è assorbita, si alza di nuovo il fuoco, ma facendo attenzione che il bollore non sia troppo vivace.
Ci vorranno 40 minuti perché la polenta sia pronta. Durante questo periodo si mescola ma non in continuazione, soprattutto all’inizio. Si intensifica “l’unto di gomito” verso la fine, quando inizia ad addensarsi. Bisogna fare molta attenzione perché non si attacchi. La polenta è pronta quando mescolandola inizia a staccarsi dalle pareti sfrigolando.
A questo punto si versa su un vassoio da portata o sul tagliere e si condisce come si desidera.

Questa è arricchita con funghi porcini saltati semplicemente in padella con aglio e prezzemolo, rosmarino e lardo di Arnad, che a contatto con la polenta calda si fonde un po’ e rende l’insieme fantastico.
Naturalmente si può scegliere di condirla con un qualsiasi altro ingrediente come salsiccia rosolata, formaggio Gorgonzola, perfino ragù o qualunque altra cosa vi suggeriscano l’esperienza e la fantasia.
Un chiarimento tecnico: la polenta “bramata” è quella a grana leggermente più grossa ed è perfetta per queste preparazioni o per accompagnare gli umidi; il “fioretto” è quella macinata molto fine ed è più adatta per i dolci come gli zaletti per esempio (post del 23 ottobre scorso).

Reuben: ricordo di un viaggio a New York

Ogni tanto mi piace raccontarvi qualcosa su come ci siamo nutriti le molte volte in cui siamo andati negli Stati Uniti. Prendiamo New York, per esempio.
Quando si visita Manhattan, il modo più semplice per pranzare è comprarsi un panino in un Deli (contrazione di Delikatessen), in pratica una paninoteca, spesso a conduzione familiare che costituisce un’eccellente alternativa a McDonald’s e Burger King, al confronto decisamente più unti e calorici.
In un Deli si possono sia personalizzare le proprie richieste che affidarsi ai suggerimenti del locale.
All’inizio anche noi ci siamo fatti guidare dalle proposte standard del menù, ma poi abbiamo imparato a spaziare liberi e felici fra maionese e fantasia e ormai non ci ferma più nessuno.
Una delle tante esperienze culinarie fatte dunque in un Deli, è stata assaggiare un sandwich stravagante, diverso dai soliti Club, BLT, chicken, egg o tuna: il Reuben.

20140426-191856.jpgVi do la ricetta, non si sa mai. Magari qualcun altro, come me, ha ogni tanto la voglia di rivivere i ricordi di viaggio!

Si fanno tostare 2 fette di pane di segale o integrale, si spalmano con 1 cucchiaio di burro morbido e si farciscono con 2 fette di formaggio gruviera, 80-100 gr di pastrami* e 1 forchettata di crauti.
Si passa sotto il grill per un paio di minuti e si completa, una volta tostato, con la salsa Thousand Island o con la più piccante Russian dressing.
Di quest’ultima vi darei la ricetta che è semplice, intensa e pungente:
si mescolano insieme 1 tazza di maionese, 4 cucchiai di ketchup, 1 spruzzata di Tabasco, 1 cucchiaio di salsa di rafano (cren) e un cucchiaio di cipolla tritata.
Il Reuben si mangia preferibilmente su una panchina di Central park… senza addentrarsi troppo nei vialetti.

*Naturalmente, il pastrami, succulenta carne di manzo speziata e affumicata proveniente dall’Est Europa, è quasi introvabile da noi se non in alcune macellerie kosher nei quartieri ebraici delle grandi città, ma questi insoliti panini si possono preparare anche con fette sottili di “carne salada” Trentina e ottenere quasi lo stesso risultato.

Uova sode ripiene di tonno

Il 18 aprile scorso nell’articolo sulle uova Scozzesi, dicevo appunto come le uova siano una delle fondamentali componenti dei menù di questo periodo pre e post Pasquale.
Andando avanti con la stagione poi, trovo che le famose uova ripiene di tonno di casa mia, siano un piatto gradito, fresco e saporito da servire come antipasto, come piatto unico a pranzo o su un vassoio da buffet praticamente per tutta l’estate.
Insomma, abbiamo già avuto modo di confrontarci sulla versatilità delle uova sode, non resta quindi oggi che svelare la ricetta di quelle di mia nonna.

20140426-003032.jpgSi lessano per esempio 4 uova per 8 minuti, si fanno raffreddare, si sgusciano, si tagliano a metà e si prelevano i tuorli.
Si tritano insieme a coltello 4 filetti di alici sott’olio e una cucchiaiata di capperi sott’aceto strizzati.
Si versano in una ciotola con 80 gr di tonno sgocciolato (1 scatoletta) sminuzzato alla perfezione con una forchetta.
Si uniscono i tuorli schiacciati, 1 cucchiaio di maionese, un pizzico di pepe bianco, un cucchiaino di prezzemolo tritato e si monta questo composto con una spatola.
Quando tutto è ben amalgamato, si riempiono i mezzi albumi sodi tenuti da parte e si decora con qualche pezzettino di sottaceto.
Si conservano in frigorifero fino al momento di servire.

Le uova sode di mia nonna sono golose e sfiziose.
A Pasqua le ho servite tra gli antipasti, ma dato che si trattava di un pranzo importante, le ho decorate anziché con i sottaceti, con una onnipresente coda di gambero al vapore, molto più elegante.

Oggi: insalata

Rieccoci a parlare di insalata, gradito piatto unico che scatena la mia fantasia al momento del pranzo.
Ovviamente parlo per me. Chissà quanti di voi invece odiano questa Babele di ortaggi, condimenti e guarnizioni e in determinate circostanze preferiscono un panino.
A me comunque, come sapete, piacciono anche i panini. Molto.
Oggi però vi parlo di un’insalata che ho mangiato in questi giorni. Buona. Anzi così buona che vale la pena di raccontarvi come l’ho preparata.

20140419-014442.jpgHo sistemato in una ciotola: radicchio rosso di Verona (l’ultimo ormai), rucola, carote, sedano e cipolla rossa un po’ affettati sottili e un po’ tagliati a julienne.
Ho aggiunto qualche pomodorino secco sott’olio tritato grossolanamente.
Ho rosolato in padella una cucchiaiata di pancetta affumicata a cubetti e l’ho versata sull’insalata.
L’ho condita con una vinaigrette bella piccantina (olio, sale, pepe, aceto balsamico e senape di Digione) e completata con due uova sode, bollite solo per 6 minuti, tagliate a spicchi e coperte con alcune cucchiaiate di salsa verde.
Insieme ci ho mangiato dei profumati crostini di pane integrale.
Insomma io l’ho trovata gustosa e appagante, ma a me le insalate piacciono molto.