Uova alla benedict

Di ritorno da una vacanza in Florida, passata ad Orlando, diversi anni fa, avevamo programmato una sosta di 4 giorni a New York per fare shopping e in pratica scrollarci di dosso la polverina magica di Peter Pan dopo le lunghe giornate a Disney Word.
Nei nostri numerosi viaggi negli Stati Uniti ci siamo fermati nella Grande mela solo tre volte.
Non abbiamo mai subito il fascino di questa metropoli, anzi ci siamo sempre sentiti un po’ come George e Gwen, i protagonisti di Un provinciale a New York.
È un film del 1970 di Neil Simon con Jack Lemmon e chi l’ha visto sa cosa intendo.
Quella volta comunque, l’ultima, abbiamo fatto cose diverse dalle prime due e ci è piaciuta.
I nostri figli sono più avanti, loro a New York ci sono andati proprio per respirare l’aria metropolitana che ci intimorisce, per vivere i locali alla moda che noi abbiamo evitato, per rendere omaggio a Ground Zero.
Comunque in quell’occasione abbiamo provato il nostro primo brunch, la Domenica di Pasqua, al Rockefeller Center.
Consiglio, se mai vi trovaste per caso a Manhattan nella necessità di nutrirvi una domenica mattina sul tardi, di approfittare di queste soluzioni che vengono offerte soprattutto dai ristoranti dei grandi alberghi e di provare le uova alla Benedict.
Se nel frattempo ve le volete fare da soli, non è troppo complicato, ma richiedono un po’ di attenzione.

20140707-183610.jpgOccorrono dunque 2 focaccine (oppure bagel o bocconcini morbidi al latte), 4 fette di prosciutto cotto, 4 uova intere + 2 tuorli, 2 cucchiai di succo di limone, 1/4 di cucchiaino di senape di Digione, 120 gr di burro molto freddo, una spruzzata di Tabasco, sale e pepe.
Si tostano le focaccine tagliate a metà.
Si unge leggermente una padella e si fa dorare il prosciutto. Se ne stende 1 fetta su ciascuna metà delle focaccine.
Si preparano 4 uova in camicia e si appoggiano sul prosciutto.
Per tenerli al caldo si infornano a 120° fino al momento di servire.
Intanto si prepara la salsa Olandese sbattendo con una piccola frusta i tuorli in un pentolino a bagnomaria con il succo di limone e la senape.
Si incorpora il burro, un pezzetto alla volta, mescolando continuamente per far addensare la salsa.
Si aggiungono Tabasco, sale e pepe e si versa sulle uova.

La salsa Olandese è la parte più complicata della ricetta, ma se vi riesce le vostre uova alla Benedict saranno straordinarie!

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Oggi: insalata

Rieccoci a parlare di insalata, gradito piatto unico che scatena la mia fantasia al momento del pranzo.
Ovviamente parlo per me. Chissà quanti di voi invece odiano questa Babele di ortaggi, condimenti e guarnizioni e in determinate circostanze preferiscono un panino.
A me comunque, come sapete, piacciono anche i panini. Molto.
Oggi però vi parlo di un’insalata che ho mangiato in questi giorni. Buona. Anzi così buona che vale la pena di raccontarvi come l’ho preparata.

20140419-014442.jpgHo sistemato in una ciotola: radicchio rosso di Verona (l’ultimo ormai), rucola, carote, sedano e cipolla rossa un po’ affettati sottili e un po’ tagliati a julienne.
Ho aggiunto qualche pomodorino secco sott’olio tritato grossolanamente.
Ho rosolato in padella una cucchiaiata di pancetta affumicata a cubetti e l’ho versata sull’insalata.
L’ho condita con una vinaigrette bella piccantina (olio, sale, pepe, aceto balsamico e senape di Digione) e completata con due uova sode, bollite solo per 6 minuti, tagliate a spicchi e coperte con alcune cucchiaiate di salsa verde.
Insieme ci ho mangiato dei profumati crostini di pane integrale.
Insomma io l’ho trovata gustosa e appagante, ma a me le insalate piacciono molto.