Tarte tatin di ananas al cocco

Con i suoi profumi intensi ed esotici, questa torta morbida, rovesciata, di ananas e cocco fa viaggiare la fantasia fino ai tropici e con i suoi colori ricorda i tramonti sull’oceano… o sono io che ho le visioni?!

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La torta è semplice.
Si sbuccia un ananas maturo, si priva del torsolo e si taglia a fette regolari alte circa 1 cm.
Si fanno caramellare in una padella larga 75 gr di zucchero di canna con 2 cucchiai di succo di lime, si appoggiano le fette di ananas sul fondo e si fanno insaporire rigirandole una volta.
Si fodera di carta forno imburrata il fondo di una pirofila rettangolare.
Sopra si fanno due file accostate di fette d’ananas caramellate e al centro di ognuna si inserisce una ciliegina da cocktail. Gli spazi tra le fette si possono riempire con piccoli triangoli di ananas ricavati dalle fette non utilizzate e con altre ciliegine.
Mentre questo fondo riposa e si intiepidisce si prepara la pasta per coprire la frutta.
Nel vaso del food processor si versano 150 gr di farina 00, 100 gr di cocco disidratato, 3 uova intere, 100 gr di burro morbido, 100 gr di zucchero semolato, 1 bicchierino di Batida de Coco o di Rum Malibu, 1 pizzico di sale, la buccia grattugiata di 1 lime, 1/2 cucchiaino di bicarbonato e 1 bustina di lievito per dolci.
Si frulla e si ottiene un impasto morbido con cui si coprono completamente le fette di ananas senza che si spostino.
Si inforna a 180 gradi per circa 45 minuti.
Quando la torta è cotta si lascia raffreddare e poi si capovolge su un vassoio rettangolare e delicatamente si stacca la carta forno.
Per me così si ottiene l’effetto del sole al tramonto visto da una spiaggia caraibica bordata di palme.

Anziché l’ananas fresco si può usare anche una scatola di ananas sciroppato sgocciolato e asciugato, molto più comodo, ma dati i prezzi veramente bassissimi degli ananas forse vale la pena di fare un minimo di fatica in più e affettarne uno fresco.

Biscotti salati per l’aperitivo

A me con l’aperitivo piacciono molto i salatini di sfoglia, le pizzette e i biscotti salati.
Con la sfoglia già pronta si possono fare deliziosi bocconcini farciti di tonno, acciughe, prosciutto o würstel e infornarli pochi minuti spennellati con il latte.
Anche le pizzette si possono ritagliare dalla sfoglia e coprire con salsa di pomodoro, origano e mozzarella.
Quando si ha voglia di lavorare un po’ di più, si possono preparare anche dei biscotti salati veramente molto ghiotti.
Ci sono diverse ricette che mi piacciono, oggi vi segnalo questa, che ha molto successo, poi mi direte cosa ne pensate.

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Si mescolano in una ciotola 250 di farina, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaino di lievito in polvere per torte salate, 1/2 cucchiaino di aglio in polvere e 1 pizzico di sale.
Si aggiungono 100 gr di burro molto freddo tagliato a pezzettini non più grandi di piselli e 150 gr di formaggio provolone grattugiato con una grattugia a fori grossi.
Si miscela e si aggiungono 200 ml di panna da cucina.
Si mescola con una spatola solo per amalgamare tutti gli ingredienti, lasciando però il composto granuloso e con un piccolo mestolo, meglio se con il beccuccio, si distribuisce su una teglia da forno coperta di carta forno distanziando i mucchietti perché in cottura non si tocchino.
Si inforna a 200 gradi per 10-12 minuti, finché i biscotti non diventano dorati.
Intanto si miscelano in una piccola scodella 2 cucchiai di burro fuso, 1 cucchiaino di prezzemolo tritato e 1/2 cucchiaino di paprica.
Quando si sfornano i biscotti, si spennellano con questo composto di burro finché sono ancora caldi perché lo assorbano bene.

Sono salatini davvero deliziosi e sostanziosi, non fatene troppi o agli ospiti passerà l’appetito!

Lasagne light salmone e broccoletti

L’amica blogger Laura (http://laurarosa3892.wordpress.com) ha una teoria molto interessante. Dice che “se nessuno ti vede mentre lo stai mangiando quel dolce non ha calorie”, immagino valga anche per tutti gli altri piatti che ci ingolosiscono ma ai quali spesso rinunciamo per motivi diversi.
La pasta al forno è la mia tentazione peggiore e pur di non tagliarla completamente fuori dalla mia dieta ne ho elaborato una versione abbastanza light da poter essere gustata senza troppi sensi di colpa.
Se anche a voi piacciono il salmone e i broccoletti, dovreste proprio provarla.

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Le sfoglie di pasta all’uovo sono ahimè le solite, ma facendo meno strati delle consuete, sontuose lasagne già si “risparmia” un po’.
Il trancio di salmone, di circa 600 gr, si cuoce a vapore insaporendo l’acqua sottostante il cestello con carota, sedano, cipolla, buccia di limone, gambi di prezzemolo, qualche grano di pepe e una delle foglie esterne di un finocchio tagliata a pezzetti.
Quando il pesce è cotto, si filtra il suo liquido di cottura e se ne misurano 250 ml per la besciamella leggera.
Si fa il roux con 30 gr di burro e 30 gr di farina, si aggiunge il brodo e anche 250 ml di latte scremato, 1 pizzico di sale e si cuoce, mescolando, a fuoco dolce finché la salsa non si è addensata. Fuori dal fuoco si completa con 50 gr di parmigiano grattugiato.
Si tagliano le cimette di 5-600 gr di broccoletti, si lessano velocemente, si scolano e si passano in padella con aglio in camicia, un filo d’olio, sale e pepe.
Si fanno appassire leggermente e si possono comporre le lasagne.
Si fa uno strato di pasta, lessata in precedenza, in una teglia cosparsa di besciamella, si copre con i broccoletti, si versa altra besciamella, si stende un secondo strato di lasagne, si sistema sopra il salmone, si sparge la restante besciamella e si completa con l’ultima sfoglia.
Qualche ciuffetto di burro sulla superficie e si inforna a 180 gradi per 35-40 minuti.

Nonostante siano da inserire tra le ricette light, a queste lasagne non manca niente!

Crostata di mandorle e lamponi con crema frangipane

Dei pochi dolci che preparo credo che le crostate siano comunque quelli che faccio più spesso, in genere sono le classiche, con l’intreccio di pasta sopra la confettura scelta di volta in volta.
Sono adatte alla colazione e anche a un tè non impegnativo. Si presentano bene perché accavallo con molta grazia le strisce di pasta frolla sulla marmellata creando un intreccio regolare e piacevole.
Però, come sempre, ho bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo e di diverso, anche se magari è passato più di un mese dall’ultima crostata!
Dunque oggi parliamo di questa, farcita con una golosa crema frangipane e la marmellata di lamponi. Sentirete che goduria.

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Si prepara una pasta frolla con 250 gr di farina, 120 gr di burro, 2 tuorli, 100 gr di zucchero, la buccia grattugiata di 1 limone e 1 pizzico di sale.
Si fa riposare in frigorifero e nel frattempo si prepara il ripieno.
Si mescolano con le fruste elettriche 120 gr di burro morbido con 100 gr di zucchero per ottenere un composto spumoso ed omogeneo.
Si aggiungono 150 gr di farina di mandorle e 2 uova intere e si continua a sbattere ancora qualche minuto.
Si fodera una tortiera imburrata con la pasta frolla tirata con il mattarello, si bucherella il fondo con una forchetta e si versa il composto preparato.
Si distribuiscono su tutta la superficie 200 gr di confettura di lamponi e si copre con 40 gr di mandorle a scaglie.
Si inforna a 200 gradi per circa 35 minuti, come sempre dipende dal forno.

Questo è un dolce davvero squisito, che si può servire anche come dessert a fine pasto perché è più raffinato di una classica crostata.
Volendo si possono fare anche delle tartellette monodose, più eleganti.

Pollo alla Folies Bergère, o più semplicemente: Pollo brasato ai funghi

Domenica avevo in mente di cucinare il leggendario Pollo Zoppo (https://silvarigobello.com/2014/05/17/la-ricetta-del-primo-anniversario-del-mio-bolg-un-nostalgico-pollo-zoppo/) ma dato che ero già immalinconita per una serie di problematiche personali, ho preferito non commuovermi con i ricordi.
Quindi il pollo già tagliato a quarti dal macellaio, ha cambiato destinazione ed è diventato quello che ho chiamato Pollo alla Folies Bergère perché vagamente assomiglia al francesissimo Coq au Vin. Mi dovevo ben divertire per non farmi trascinare nella Palude della Tristezza, no?!

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Si fanno rosolare in una casseruola 150 gr di pancetta a dadini con 20 gr di burro, si aggiungono 200 gr di cipolline sbucciate e si fanno rosolare.
In un altro tegame si fanno saltare con 1 cucchiaio di olio e 2 spicchi s’aglio schiacciati 200 gr di funghetti coltivati piccoli piccoli, interi o affettati. Quando tutta la loro acqua di vegetazione si è assorbita, si sala, si pepa, si elimina l’aglio e si aggiungono alle cipolline..
Con 2 cucchiai di olio si fa dorare nello stesso tegame passato con la carta da cucina 1 pollo bello grosso tagliato in 8 pezzi con 1 rametto di rosmarino e 2 rametti di timo avvolti in 1 foglia di alloro e legati per poter essere recuperati facilmente a fine cottura.
Si versa nel tegame 1/2 litro di ottimo vino rosso della propria zona. Io ho usato il Valpolicella Classico.
Si aggiusta di sale e di pepe, si aggiunge 1 cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro e a tegame coperto si lascia cuocere circa 3/4 d’ora.
Se occorre si fa restringere il sugo e si eliminano gli odori, si versano nel tegame le cipolline e i funghi e non appena si sono scaldati si può servire.

È un piatto fantastico con la polenta, che non troverete mai nel menù delle Folies Bergère…
Mi perdoneranno gli amici francesi per questa trasgressione.

Fool’s Gold – Parte seconda

Oggi concludo l’incursione nel mondo di Elvis Presley e del suo appetito, poi non ne parliamo più.
A meno che non venga ripresa dalla malinconia come in questo week end…

Ecco il mitico Re del Rock ‘n’ Roll ai tempi d’oro.

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Questo è l’originale Fool’s Gold che tanto amava.

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Qui è servito proprio da Nick Andurlakis.

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La ricetta autentica è proprio questa.

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Ecco il pane piuma che negli Stati Uniti è l’Italian White Bread.

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Vi do un esempio dei miei memorabilia.

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Ecco Elvis come non vorrei mai ricordarlo.

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Buona domenica a tutti.

Fool’s Gold: il sandwich di Elvis

Giornata grigia, giornata malinconica nella quale ascoltare Love me tender e Falling in love with you riempie di tristezza e di dolcezza.
Ma questo è un blog di cucina, dunque anche le canzoni di Elvis che stamattina mi fanno compagnia, dovranno farci pensare al cibo!
Il “Fool’s Gold” è un sandwich che sta a metà tra una leggenda metropolitana e una ricetta storica.
Pare infatti fosse il preferito di Elvis Presley, che ne era ghiottissimo e addirittura in più di un’occasione volò col suo aereo privato da Memphis a Denver per mangiare l’originale creato dall’allora giovane cuoco Nick Andurlakis del ristorante Colorado Mining Company.
La ricetta autentica, stando alle cronache dell’epoca, prevede l’uso di una pagnotta tipo pane-piuma di almeno 30 cm, 1 intero vasetto di burro di arachidi, 1 vasetto completo di gelatina di uva spina, 100 gr di burro e 1/2 kg di bacon.
Ci sono diverse testimonianze sul fatto che Elvis lo mangiasse tutto da solo, mentre queste dosi sono calcolate per 8-10 persone.
Fin qui la storia vera dell’originale Fool’s Gold.
Non si sa come dal 1967 la ricetta è arrivata fino a noi drasticamente modificata. Non so se qualcosa si è perso “in translation”, oppure si tratti di una libera interpretazione, o ancora di un modo di aggirare la difficoltà di reperire in Italia la gelatina di uva spina, o magari del suggerimento di cardiologi e dietologi.
La versione che amo comunque, perché nell’immaginario collettivo dei fans italiani è il Sandwich di Elvis, è questa.

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Si tostano leggermente 2 fette di pancarrè.
Si rendono croccanti al microonde, sulla piastra o in padella antiaderente 4 fette di bacon.
Si affetta in senso longitudinale 1 banana.
Si spalma con qualche cucchiaiata di burro di arachidi la prima fetta di pane, si copre con il bacon, ci si appoggia sopra la banana a fette e si completa con la seconda fetta di pancarrè, anche questa abbondantemente spalmata di burro di arachidi.

Chissà se a Elvis questa versione sarebbe piaciuta… a me francamente non tanto, ma confesso che quando ero giovane fingevo di adorare questo sandwich solo per amore dell’indimenticato e indimenticabile Re del Rock ‘n Roll, che l’8 gennaio scorso avrebbe compiuto 80 anni.

Antipasto di pere al Calvados

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Chiamiamolo pure antipasto, ma francamente ieri è stata in pratica la nostra cena.
Naturalmente ognuno gli riserverà lo spazio che crede, ma è fondamentale mettere a fuoco il piatto, che con piccole varianti ho già proposto in altre occasioni, perché è davvero formidabile. E semplice, nonostante l’aspetto raffinato e gourmand.

Si tagliano a metà e si sbucciano 2 pere mature ma sode.
Si fondono in un tegame che le contenga appena, 30 gr di burro, si accomodano dentro le mezze pere, si cospargono con 1 cucchiaio di miele, si aggiunge 1/2 cucchiaino di pepe nero in grani, si sala leggermente, si sfuma con 1 bicchierino abbondante di Calvados (o di brandy) e si fanno rosolare da entrambi i lati e quando sono leggermente caramellate si tolgono e si adagiano su un letto di rucola.
Nello sciroppo ancora caldo sul fondo del tegame si passano velocemente alcune fettine di prosciutto crudo e una manciata di gherigli di noce.
Si aggiungono alle pere e si completa spezzettando su tutto una fetta di gorgonzola piccante.

Questa ricetta, anche se leggermente differente, è fra gli antipasti più richiesti al mio pranzo di Natale, ma in realtà non ha stagione ed è sempre deliziosa.

Tagliatelle con le seppioline

Quand’ero piccola, ma poi anche grandicella, qui da noi in Veneto, i sughi di pesce, molluschi o crostacei si mangiavano solo con il riso o con gli spaghetti. Alla pasta all’uovo erano riservati unicamente i ragù di carne.
In Romagna erano già molto più avanti.
La prima volta che a Rimini, all’inizio degli anni Settanta, ho mangiato delle tagliatelle con gli scampi è stata una vera rivelazione.
Adesso trovo che la morbidezza e la corposità della pasta all’uovo si sposino perfettamente con molti tipi di pesce e diano la possibilità di creare piatti squisiti ed equilibrati proprio da provare.
L’altra settimana l’amica blogger Sonia http://foodnuggets.wordpress.com ha postato delle linguine condite con un sugo di seppie all’inaspettato profumo di rum che mi ha molto colpita, alle quali mi sono liberamente ispirata per la ricetta di oggi.
Il mio tocco personale sono le seppioline piccole piccole che ho cucinato intere, l’aggiunta del peperoncino, l’uso delle tagliatelle e poco altro che scoprirete leggendo più sotto.

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Ho fatto imbiondire con qualche cucchiaiata d’olio 1 spicchio d’aglio e 1 peperoncino.
Li ho eliminati e ho aggiunto 1 scalogno tritato lasciandolo appassire.
Ho spellato, privato dei semi e tritato 2 pomodori ramati sodi e maturi, li ho versati nel tegame, salati e fatti asciugare.
Ho sciacquato e controllato 400 gr di seppioline piccolissime già pulite dal pescivendolo e le ho aggiunte alla salsa.
Le ho fatte insaporire, sfumate con una generosa spruzzata di vino Zibibbo e aggiustate di sale e pepe. Ho proseguito la cottura per una ventina di minuti controllando che diventassero tenere e non gommose.
Fuori dal fuoco ho completato con prezzemolo tritato, qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta, 1 filo d’olio, peperoncino tritato e 30 gr di parmigiano grattugiato creando un sugo cremoso col quale ho condito 1/2 chilo di tagliatelle all’uovo fresche lessate e scolate.

Se utilizzate la pasta secca, per 4 persone ne bastano 300 gr.
Lo Zibibbo si può sostituire con il Moscato di Pantelleria o il Recioto bianco di Soave, oppure seguire il suggerimento di Sonia e sfumare le seppie con il rum.

Sandwich di salmone

Chi ieri ha ascoltato il mio consiglio di cucinare del salmone alla piastra in più, oggi potrebbe prepararsi per pranzo questi splendidi sandwich.

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Si fanno tostare leggermente 4 fette di pancarrè integrale, se ne spalmano 2 con una cucchiaiata di salsa tartara (https://silvarigobello.com/2015/03/04/salsa-tartara-e-analogie-bizzarre/), si coprono con una foglia di lattuga spruzzata con succo di limone e qualche goccia d’olio.
Si taglia a fettine un piccolo trancio di salmone grigliato (perfetto quello della ricetta di ieri) e si distribuisce sulla lattuga, si aggiungono 4 fette di pomodoro ramato, 1/2 avocado salato, pepato e cosparso di succo di limone e si chiudono i sandwich con le altre 2 fette di pancarrè, anche queste abbondantemente spalmate di salsa tartara.

Un sandwich o un’insalata sono il mio modo preferito di pranzare, nonostante l’atteggiamento rassegnato di mio marito che aspira sempre ad un sostanzioso piatto di pasta.
Quasi mai comunque la mia soluzione per un pranzo veloce è banale: cucinare mi piace così tanto che faccio diventare speciali anche i panini.