Premio Curiosità 2014

20140623-003439.jpgLo scorso week end è stato molto gratificante dal punto di vista delle Nominations.
Anche oggi devo un affettuoso ringraziamento a Pamela, che mi ha scelta per il Premio Curiosità 2014. Vi consiglio di dare un’occhiata al suo blog, c’è anche un video (http//:cucinaconpamela.wordpress.com/).
Questa nuova appagante manifestazione di interesse e di stima mi riempie di gioia e di orgoglio. Farò del mio meglio per continuare a meritarmi il vostro affetto e la vostra considerazione.
Come in passato, condivido con tutti i blogger che mi seguono anche questo premio, che mi è particolarmente caro soprattutto per il soggetto del logo, perché adoro i gatti.
Questi sono i miei: il grigio (Blue Tabby) è George e il rosso (Red Self) è Mickey, che quando è stata scattata la foto avevano rispettivamente 4 e 3 mesi.

20140626-004255.jpgDunque, per concludere, se lo scopo di questo premio era di farmi conoscere meglio e soddisfare la curiosità di chi mi segue, mi sa che ho esaurito i segreti da condividere: di me, della mia famiglia e della mia cucina ho già raccontato molto in più occasioni.
Vi ho fatto conoscere attraverso le ricette la mia mamma, le mie nonne, mia figlia, il mio nipotino, mia nuora e le mie consuocere.
Proprio martedì ho pubblicato, in ottemperanza ad un’altra Nomination, l’Epilogo del mio libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)”, che dice molto sul mio modo ironico e tenero di vedere la vita.
L’unico tassello che forse mancava perché fossi completamente svelata è forse quello relativo ai due adorabili Persiani che sono entrati a far parte della nostra famiglia un po’ prima di Pasqua. Adesso sapete anche questo e avete perfino un’idea dell’aspetto fisico del mio famoso marito.
Grazie ancora a Pamela e un abbraccio a tutti.

Paté di sgombro affumicato

I “Buitost” della Buitoni mi hanno aiutata a riconquistare la linea dopo la nascita del primo figlio. Li mettevo in tavola al posto del pane.
Erano sfoglie sottili e gustose di pane croccante con le quali era impossibile fare la scarpetta e quindi scoraggiavano la preparazione di ogni tipo di salse o intingoli.
Sono scomparsi dagli scaffali dei Supermercati da anni, ma al loro posto sono magicamente apparsi i “Crostini Dorati”, sempre della Buitoni
Sono molto simili ai Buitost che ricordo e molto diversi dai crackers, ma col metabolismo che non funziona più come negli anni Settanta, non mi sono più di grande aiuto nel mantenere o recuperare la linea.
Quindi ho smesso di considerarli un prodotto dietetico, ma li utilizzo per accompagnare alcune mousse o alcuni paté con i quali si sposano benissimo, come per esempio quello di sgombro affumicato, rustico e dal sapore robusto, che consiglio come amuse bouche o piatto da buffet. Ma anche come pranzo veloce quando non si vogliono accendere i fornelli e prosciutto e melone o mozzarella e pomodoro ci sembrano banali…
Questo saporitissimo paté si prepara in un lampo e altrettanto velocemente viene fatto sparire: vedrete!

20140620-005114.jpgSi spezzettano con una forchetta i filetti di 2 scatole di sgombro affumicato, sgocciolati dall’olio, e si frullano con 1 confezione di formaggio Philadelphia, 1/2 spicchio d’aglio, il succo di 1/2 limone, 1 cucchiaiata di prezzemolo tritato, 1 generoso spruzzo di salsa Worcestershire e 1 abbondante pizzico di peperoncino.
Si raccoglie la crema di sgombro con una spatola e si trasferisce in una ciotola. Si ripone in frigo, coperta con la pellicola, per qualche ora e si serve con l’aggiunta di erba cipollina tagliata sottile con la forbice.
Si porta in tavola con i Crostini e qualche fettina di limone.

Naturalmente potete fare i crostini di pancarrè al forno o tostare una baguette tagliata a fettine, ma io adoro il sapore un po’ retrò di quelli che continuo a ricordare come “Buitost”.

Siamo fuori dai Mondiali (e fuori dai gangheri)

Con l’amaro in bocca per la sconfitta della Nazionale, mangiamo l’ultima porzione di Three Berry Pie, così posso accontentare Mchan e Coccola time che si rammaricavano di non aver visto il ripieno!

20140624-212857.jpgBuona serata a tutti, facciamocene una ragione!

Una nuova prestigiosa Nomination

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È successo di nuovo. Nonostante l’odore delle vacanze, gli esami di maturità, il futuro incerto degli Azzurri, l’attesa per la conclusione del Rubygate, il mio blog, secondo Bea (http://viaggiandoconbea.wordpress.com) è uno fra i 15 meritevoli di una Nomination nuova di zecca: il prestigioso Very Inspiring Blogger Award.
Mille grazie: sapessi quanto sono felice!
Come in passato, contravverrò alla regola che prevede di nominare a mia volta altri 15 blogger per la semplice (ma non banale…) ragione che non posso scegliere solo 15 di voi. Quindi anche questa volta dedico il premio a tutti voi, amici blogger che mi seguite.
Per quanto riguarda le 7 cose che dovrei dirvi di me, be’ preferisco regalarvi l’ultimo capitolo del mio libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)”.
Se avrete la pazienza di leggerlo tutto, magari alla fine saprete molto più di sette cose su di me, ma come dice il Vangelo, addirittura settanta volte sette…

“EPILOGO
Ecco, ho finito.
Il compito di riordinare i ricordi e dettagliare le ricette collegate mi ha di volta in volta impegnato, divertito, immalinconito o intenerito in un momento molto difficile della mia vita, anzi mi ha proprio salvato dalla depressione molto più efficacemente dello Zoloft.
Sono infinitamente grata alla mia famiglia perché, ognuno a modo suo, mi ha permesso di trasformare due quadernoni di appunti nella possibilità di condividere questa mia evasione scaccia pensieri con alcune delle persone che hanno un significato nella mia vita.
So di aver tralasciato tante cose, persone, ricordi, viaggi, ricette, episodi, ma questa volta non ho saputo fare di meglio.
Magari fra un po’ ci riprovo, con un ulteriore arricchimento personale o concretizzando qualche mezza idea che qui non ho approfondito.
Sempre che non mi dimentichi tutto quello che ho vissuto prima di riuscire a scriverlo, alla mia età non si sa mai.
Certo, invecchiare è terribile, ma comunque è sempre meglio dell’alternativa!
Ci sono ancora tanti luoghi che voglio visitare, tante persone di cui voglio parlare, tanti momenti da ricordare e quello che desidero è avere la fortuna di poter contare sul minimo sindacale di salute per poterlo fare. Alla faccia degli acciacchi.
Ho un sacco di disturbi che tengo sotto controllo grazie ai farmaci e alla convinzione che non essendoci limite al peggio, tanto vale non solo accontentarsi di quello che si è e che si ha, ma proprio esserne grati.
Fortunatamente non ho malattie invalidanti, facendo gli scongiuri, di quelle che ti tolgono dignità, fiducia, capacità di scelta, prospettive, indipendenza e quindi spero di avere ancora la voglia e l’opportunità di assecondare la mia fantasia, la curiosità, la gioia di scoprire nuove mete, di assaporare e condividere altre emozioni. Emozioni calde e forti come l’abbraccio quasi protettivo dei miei figli, preziose e rassicuranti come la tenerezza negli occhi di mio marito, stimolanti come nuovi viaggi da intraprendere con curiosa aspettativa o imprevedibili come piatti non ancora assaggiati.
E poi non voglio dover rinunciare ai miei ricordi, ma poter continuare a ripensare a mia madre, a mia nonna, al mio papà, a tutti i miei cari e anche al gatto Andrea, anche se fa un po’ male, perché mi mancano tanto.
Insomma, l’avrete capito: mi dispiacerebbe proprio tanto essere colpita dall’Alzheimer perché perderei il tesoro della memoria accumulato in tanti anni di impegno.
Se proprio è scritto che debba contrarre un morbo, potendo scegliere preferirei il Parkinson, così almeno avrei la possibilità di continuare a tritare le verdure per il soffritto…
E poi ci sono tante di quelle cose che non ho ancora fatto e che mi piacerebbe realizzare, che sarebbe un vero spreco non riuscirci.
Qualche esempio?
Tornare nel Maine, imparare a usare Internet, visitare la Normandia, mettermi seriamente a dieta, aprire una scuola di cucina meglio se negli Stati Uniti e preferibilmente in California, che potrei chiamare con un sacco di nomi fantasiosi adatti agli Americani.
Ne ho in mente così tanti che potrei aprire anche delle filiali. Ve ne dico qualcuno: EATALIAN COOKING, GRILL & DILL, AROMA DI ROMA, SI FA COSI’ (sea far cozy).
Adesso basta, il libro è proprio finito anche se ho cercato di prolungarne la conclusione per non immalinconirmi. Mi succede sempre quando giungo al termine di qualunque cosa, siano le vacanze, un libro, perfino un film replicato su Sky.
Mi assale una tristezza sottile e strisciante, un rammarico profondo per tutto quanto è andato perduto, che si dilatano nella consapevolezza e nel ricordo di ciò che è stato e non può più tornare e nel rimpianto per ciò che non si è avuto.
E non è mica tanto semplice scrollarsi di dosso tutta ‘sta malinconia. L’unico modo è avere un altro progetto o un altro obiettivo, se no sprofondi nella Palude della Tristezza come Atreyu e addio, per uscirne ti serve lo strizza cervelli.
Ma ce l’avete almeno un’idea di massima del costo delle sedute psicanalitiche?
Una vera esagerazione: minimo 200 Euro a botta.
E solo per sdraiarsi su un lettino.
Almeno l’anno scorso a Positano con la stessa cifra oltre al lettino, ci davano anche l’ombrellone!”

Il libro è stato scritto nel 2010 e pubblicato nel 2012. Da allora sono cambiate molte cose, ma sostanzialmente sono sempre la stessa persona: appassionata, curiosa, ironica, divertente, sentimentale, acuta, sognatrice…

La Three Berry Pie

20140618-005119.jpgSecondo me la strada più suggestiva di tutta la Costa Occidentale degli Stati Uniti è la Pacific Coast Highway, conosciuta come Route 1.
Questo tratto di costa, che serpeggia a sud di Carmel, offre molti punti panoramici dove fermarsi per fotografare le foche e i leoni marini che sonnecchiano sugli stretti arenili e le divertentissime lontre che popolano questo litorale e nuotano sul dorso fra le onde, grattandosi di tanto in tanto il pancino.
Qui le verdi colline erbose si trasformano di botto in aspri scogli a strapiombo sul mare e non è raro scorgere gli spruzzi delle balene che migrano verso la Baja California.
Nella cittadina di Big Sur c’è un ristorante storico e per gli standard Statunitensi addirittura antico: il Nepenthe, che da oltre 60 anni delizia i viaggiatori con ottimo cibo e vini pregiati in un’atmosfera indimenticabile.
La costruzione, con le sue splendide travi a vista e il camino al centro della sala, è situata su una scogliera a picco sul Pacifico (vi lascio immaginare il panorama che si gode dai tavoli in veranda) ed è stata progettata da un allievo di Frank Lloyd Wright.
Il ristorante era frequentato anche da Orson Welles e da Henry Miller e questo, nella giovane America e ancor più giovane California, ne fa un’attrazione sociale e non solo gastronomica.
Probabilmente anche loro gustavano la Three Berry Pie di Lolly Fasset, che ha tramandato a figli e nipoti la ricetta di questa torta deliziosa.

20140618-010032.jpgPer la doppia crosta:
2 tazze di farina
1/2 cucchiaino di sale
2/3 di tazza di margarina
6 cucchiai di acqua fredda

Per il ripieno:
1 tazza di fragole tagliate a metà
2 tazze di lamponi
1 tazza i 1/2 di mirtilli
1/2 tazza di zucchero
3 cucchiai di maizena
12 frollini al burro
Si mescolano la farina, il sale e la margarina tagliata a pezzettini piccoli come piselli, si spruzza con l’acqua molto fredda, si impasta velocemente con la punta delle dita, poi si divide in due e si mette in frigo per almeno 15 minuti.
In una ciotola si riuniscono la frutta, lo zucchero e la maizena e si mescola.
Si stende metà della pasta, si avvolge intorno al mattarello e si srotola su una tortiera di 25 cm di diametro imburrata.
Si frantumano i biscotti con il mattarello e si cosparge la pasta con le briciole.
Si versa il composto di frutta. Si stende il resto della pasta e si copre.
Si sigillano i bordi con una miscela di uovo e latte e con lo stesso composto si spennella tutta la superficie.
Si inforna per 25 minuti a 190° coperta con un foglio di alluminio, che poi si toglie e si prosegue la cottura per altri 25-30 minuti: la crosta deve essere bella dorata.

A me piace moltissimo. Il ripieno non è troppo dolce, ma morbido e fragrante. Il guscio che lo racchiude sottile e leggermente croccante.
Se poi immaginate di gustarla di fronte all’Oceano, con un panorama come quello della fotografia… be’ questa Pie è perfetta!

Spezzatino di pollo ai funghi

Un altro piatto dell’infanzia di mio marito è un pollo in umido con i funghi che nonostante tutte le ricette che ho tentato, manca sempre di qualcosa per essere esattamente come quello che ricorda.
A questo punto dunque, vi parlerei della versione di questa specie di pollo alla cacciatora che pare avvicinarsi più delle altre alla ricetta originale di mia suocera Dina.
Anche chi non ha un ricordo particolare da inseguire, secondo me la troverà squisita.

20140608-002425.jpgIn questa ricetta preferisco utilizzare solo il petto, ma si può cucinare anche tutto il pollo tagliandolo in 8 pezzi.
Metto subito a bagno in acqua tiepida 40 gr di porcini secchi, così si ammorbidiscono.
Faccio appassire a fuoco molto dolce con olio e burro: 1 cipolla affettata sottile, 1 carota e 1 gambo di sedano tritati.
Taglio in 6 porzioni della stessa dimensione un bel petto di pollo intero di circa 8-900 gr, le infarino leggermente e le accomodo nel tegame del soffritto. Alzo la fiamma, le rigiro, le spruzzo di vino bianco, insaporisco con sale e pepe e lascio sfumare.
Quindi aggiungo 1 foglia di alloro, 2 chiodi di garofano, 1 rametto di rosmarino tritato molto fine, 1 pezzetto di buccia di limone, 1 spicchio d’aglio schiacciato e privato del germoglio, 1 cucchiaiata di prezzemolo tritato, 6-7 foglie di basilico spezzettato con le mani, i funghi strizzati e tritati grossolanamente, 400 gr di pomodori pelati tagliati a tocchetti e 4 patate sbucciate e tagliate in grossi pezzi.
Copro e lascio sobbollire piano per 30-35 minuti, fino a cottura ultimata.

Se non lo servite con la polenta ma con delle belle fette di ciabatta croccante e anziché i pelati usate i pomodori freschi, lo potete fare anche adesso perché ha uno di quei sapori senza stagione che piacciono sempre.
A questa ricetta facevo cenno anche quando il 24 gennaio ho pubblicato il “Polastro in tecia”, un’altra versione di pollo in umido davvero squisita.
Se amate il pollo, non avete che l’imbarazzo della scelta!

Le pesche al forno

Dopo la delusione calcistica di ieri sera, ci vuole un dolcetto, siete d’accordo?
Eccone dunque uno decisamente estivo, dato che l’ingrediente base sono le pesche, che però necessitano di una seppur breve cottura in forno. E allora come la mettiamo?!
Personalmente sopporto stoicamente il disagio, perché il risultato ha un dolcissimo sapore di storia famigliare, di infanzia, di rientri in città dopo la “villeggiatura”, della visita all’adorata nonna dopo un mese di lontananza: questa ricetta ha il profumo delle sue mani…
Le pesche al forno sono quindi per me una sorta di eredità.
La prima volta che le ho preparate ahimè il ripieno era talmente duro da risultare immangiabile. E quella volta avevo persino due ospiti impietosi!
Stendiamo un velo sulle manchevolezze e l’inesperienza della gioventù e passiamo alla ricetta.

20140613-115855.jpgLavo e taglio a metà 4 belle pesche mature al punto giusto. Elimino i noccioli e prelevo tutto intorno un po’ di polpa in modo da allargare leggermente la cavità centrale, che farcisco col ripieno di mia nonna, che non indurisce mai!
Pesto nel mortaio 10 amaretti. Verso la polvere in una ciotola, aggiungo la polpa tritata tolta alle pesche, 1 cucchiaio di cacao amaro, 2 cucchiai di marmellata di albicocche, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio abbondante di burro fuso e 2 cucchiai di Marsala.
Miscelo tutto e lo distribuisco al centro delle mezze pesche.
Le inforno a 200 gradi per 15-20 minuti e le servo a temperatura ambiente.

Le accompagno sempre con un bicchierino di Marsala, che a casa di mia nonna non mancava mai, come l’Alchermes, l’Amaretto di Saronno e il Brandy.
Che profumo d’altri tempi, vero?

Riproviamoci, stavolta con una bruschetta patriottica

Vista l’ora in cui oggi gioca l’Italia, proporrei questo spuntino tricolore, che è una specialità di mia figlia.

20140618-103009.jpgDi solito ce lo serve come aperitivo, con lo Spritz, sul terrazzo di casa sua, ma oggi pomeriggio nel mio salotto, sul divano, a tifare per la Nazionale, farò mia questa ricetta che adesso condivido.

Occorrono alcune fette di pane alle olive, leggermente bruschettate su cui si distribuisce una cucchiaiata di pomodorini Piccadilly, sodi, dolci e maturi, tagliati in quattro e conditi con olio, pepe e sale, lasciati insaporire in frigorifero per una mezz’oretta.
Si coprono con una fetta di burrata sfilacciata con le mani e si decorano con due foglie di basilico.
Una merenda fresca e di stagione, con i colori giusti per la serata…

Naturalmente a pranzo mangeremo il riso tricolore di sabato scorso, che aveva portato bene agli Azzurri perché se, parafrasando il compianto Vujadin Boscov; “Squadra che vince, non si cambia”, meglio non cambiare nemmeno il menù della vittoria sull’Inghilterra!

Sformatini ai formaggi

A volte faccio un antipastino a base di formaggi che piace sempre a tutti.
Io preferisco come sempre la monoporzione, per i motivi che ho detto tante volte, ma si può anche prepararlo in uno stampo da zuccotto o da budino e capovolgerlo su un piatto da portata da far girare tra i commensali, da cui ognuno si serve.
Questa soluzione è più comoda e veloce quando si è in tanti a tavola e se si offrono più antipasti.
Il gesto di passarsi i vassoi inoltre a mio avviso crea un clima più conviviale: spesso si serve anche il vicino prima di prendere la nostra porzione e questo gesto di cortesia rende più confidenziale il rapporto tra gli ospiti.
Però la monoporzione è più raffinata e si può essere certi che ogni commensale potrà contare sulla stessa quantità di cibo!
Ho già raccontato delle volte in cui i primi si sono serviti con troppa generosità lasciando gli ultimi con appena un assaggio…
Insomma, scegliete come servirlo, ma non trascurate di assaggiare il mio saporito sformatino ai formaggi.

20140619-011321.jpgFriggo nell’olio 100 gr di scalogno affettato sottile, lo scolo, lo salo e lo tengo da parte.
Preparo una besciamella con 1/2 l di latte, 50 gr di farina, 50 gr di burro e un’abbondante grattata di noce moscata.
Aggiungo 100 gr di Parmigiano grattugiato, 100 gr di fontina a piccoli cubetti, 100 gr di prosciutto cotto tritato e 80 gr di gherigli di noci pestati nel mortaio.
Fuori dal fuoco, incorporo una alla volta 3 uova.
Mescolo con cura, divido il composto negli stampini da muffin o da crème caramel imburrati e inforno a bagnomaria a 200° per 15 minuti.
Li sforno, li lascio raffreddare e poi li passo in frigorifero per qualche ora prima di capovolgerli sui piatti individuali.
Completo i miei sformatini con una salsina tiepida (tipo fonduta) che preparo facendo fondere a fuoco dolcissimo 200 gr di gorgonzola a pezzettini con 1 bicchierino di grappa e 125 ml di panna da cucina.
Decoro con altre noci e servo.

Come avrete notato, questi sformatini possono essere serviti anziché all’inizio, anche a fine pasto, data la presenza dei formaggi.
Se prevedete questa soluzione, suggerisco di omettere il prosciutto e aggiungere alla salsa di gorgonzola 2 cucchiai di miele ed ecco pronto un insolito dessert.

Non è una vera pizza, però…

Dato che ad impastare non valgo un granché, faccio quello che posso perché nessuno se ne accorga.
Il fatto che raramente vi proponga una ricetta a base di pasta, lievitata o meno, significa quindi che non impasto quasi mai, ma se non lo dicessi continuamente, nessuno magari ci farebbe caso. Per me però sarebbe come mentire sull’età!
In realtà faccio piuttosto bene un sacco di altre cose, quindi soffermiamoci su quelle.
Una delle mie specialità è senza dubbio il “fumo negli occhi”, che potrebbe essere uno dei punti chiave delle mie lezioni (se mai aprirò una scuola di cucina), relative a piatti a volte legati ai ricordi e altre alla fantasia individuale.
Ieri sera mi è venuta una voglia indescrivibile di pizza, quindi ho fatto una cosa come questa.

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Ho aperto una baguette, ho spalmato l’interno di entrambe le metà con qualche cucchiaiata di passata di pomodoro, ho appoggiato sopra qualche fettina di prosciutto, ho aggiunto diversi pezzetti di formaggio Taleggio e ho completato con qualche oliva nera spezzettata e una cucchiaiata di pinoli leggermente tostati.
Ho infilato le baguette in forno a 200 gradi per 5 minuti e poi, come avrebbe detto Julia Child: Bon appétit!