I HAVE A DREAM  (sognare non costa nulla)

Tratto da   “U.S.A.  E   JET  ovvero:  Come sopravvivere ai viaggi fai da te in America” Dopo alcuni racconti tratti da ” I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” desidero ora proporvi alcuni brani ,scritti … Continua a leggere

Vota:

Insalata Cobb “alla marinara”

Ve la ricordate l’insalata Cobb, con la sua storia di dove è stata creata, compresi gli accenni a Hollywood, Marilyn Monroe e Clark Gable? No?! Be’ allora la trovate qui https://silvarigobello.com/2014/07/25/insalata-cobb/.
È un piatto unico principalmente estivo, ricco e saporito che mi piace così tanto che ne ho fatto anche una versione “alla marinara” perfetta per un pranzo informale ma chic, oppure una di quelle cenette sul terrazzo che, dato che qui la cucina è al piano di sotto, richiedono piatti freddi e preparati in anticipo.

20150519-103139.jpg
Anche questa è facile come l’originale e l’utilizzo del pesce e della mela ne fa un piatto goloso e curioso.
Per primi vanno preparati gli ingredienti che richiedono la cottura.
Si rassodano le uova per 8 minuti, si fanno raffreddare e si sgusciano.
Si cuociono a vapore le code di gambero, si liberano con delicatezza del guscio lasciando le codine per decorazione.
Si rende croccante il bacon a microonde o se preferite in padella antiaderente oppure sulla piastra. Come al solito.
Adesso si possono foderare i piatti individuali con qualche foglia di lattuga e sopra, proprio come nella Cobb originale, si fanno delle strisce ordinate coi diversi ingredienti, che si acquistano al Supermercato o nelle pescherie ben fornite: fettine di carpaccio di tonno affumicato, cetrioli affettati, gamberi, uova tagliate a spicchi, bacon, fettine sottili di mela, polpa di granchio (in scatola) sgocciolata.
Si condisce individualmente con una semplice citronette oppure con qualche cucchiaiata di salsa Thousand Island.

Questo è un suggerimento, naturalmente ognuno può variare la composizione del suo piatto come preferisce.
La versione che ho proposto comunque è equilibrata e molto interessante come abbinamento di sapori e consistenze: tenete conto che è stata più volte testata!
In America quando non ordino la Caesar Salad, il mio condimento preferito per l’insalata mista è proprio la Thousand Island. La vendono anche al Supermercato, ma domani magari vi do la mia ricetta.

Tagliolini di mare al forno

Come ho già detto, a Verona le lasagne al forno si chiamano “pasticcio di lasagne” e in genere le tagliatelle “lasagnette”.
Dunque, questi tagliolini al nero di seppia al forno con un delicato sugo di carciofi e polpa di granchio, anziché con la raffinata denominazione del titolo, da noi li battezzeremmo semplicemente “pasticcio di lasagnette nere”.
Liquidata brevemente la questione della denominazione del piatto, questa è la ricetta per ottenere il risultato che si può intuire dalla fotografia.

20150212-121357.jpgSi affettano sottili 4 cuori di carciofo mondati dalle foglie e i loro gambi spellati con il pelapatate.
Si tritano 2 scalogni e si fanno imbiondire con una noce di burro, si aggiungono i carciofi affettati, si regolano di sale e ci cuociono a fuoco dolce e tegame scoperto finché non diventano morbidi.
Si aggiungono 2 pelati scolati e tagliati a filetti, la polpa di granchio di 2 scatolette sgocciolata e privata di eventuali cartilagini, 1 cucchiaino di curry in polvere e una spruzzata di vermut bianco.
Si porta a bollore e si cuoce per una decina di minuti. A cottura ultimata si aggiunge 1 cucchiaio di prezzemolo tritato.
Nel frattempo si prepara una classica besciamella con 1/2 litro di latte, 30 gr di burro, 30 gr di farina, 1 pizzico di sale e una grattata di noce moscata.
Si lessano al dente 300 gr di tagliolini al nero di seppia, si scolano, si condiscono col sugo di granchio e carciofi e con la besciamella, inaspettatamente si completano con 2 cucchiai di parmigiano e si versano in una pirofila imburrata.
Si infornano a 200 gradi per circa 1/4 d’ora e si aspetta qualche minuto prima di fare le porzioni e servirli.

A me piace decorarli con qualche pomodorino tagliato in quattro sia per l’effetto cromatico che, se si volessero mangiare, per la loro gradita freschezza.

Parliamo ancora un po’ di antipasti

20141228-181522.jpgLa fotografia, da sola, basta a raccontare questo piatto di antipasti che ha aperto il pranzo di Natale.
Come sempre nelle occasioni importanti, siano pranzi o cene, inviti formali o riunioni di famiglia, non riesco a trattenermi e limitare la preparazione degli antipasti, soprattutto degli antipasti, a uno solo, semplice e classico.
Devo insomma esibirmi in una carrellata di assaggi che a volte nel tempo finiscono col ripetersi ma solo perché tengo conto delle preferenze dei miei commensali.
Di queste tre verrine, l’unica novità è quella con insalata, avocado, polpa di granchio e chicchi di melagrana.
Ecco, ho già detto tutto in pratica perché questo antipasto si compone solo di questi ingredienti e pochi altri giusto per insaporirli.

Si sgocciola la polpa di granchio di 2 scatolette, si condisce con succo di lime, sale, pepe, peperoncino, 1 tazzina di panna, 1 cucchiaio di olio e si conserva al fresco.
Si sbuccia 1 avocado maturo e si riduce la polpa a cubetti, si spruzza di succo di limone e si sala appena.
Si prepara una julienne con qualche foglia di insalata iceberg, si condisce con olio e sale e si suddivide sul fondo dei bicchieri scelti per questo antipasto, si aggiunge l’avocado, la polpa di granchio e si completa con i chicchi di 1 melagrana.
Si serve fresco.

Gli altri antipastini della fotografia sono una passatina piccante di fagioli cannellini completa di 2 code di gambero, un piccolo assaggio di formaggio Roquefort su confettura di fichi e pinoli tostati e una coccinella portafortuna che mi piace da morire e prima o poi diventerà un vero post tutto dedicato a lei.

Antipasto di avocado, mazzancolle e mousse di granchio

20141111-191632.jpgRaffinato, fresco, saporito, esotico… ma semplicissimo.
Dunque questo antipasto decisamente di effetto è senz’altro da tenere in considerazione perché i diversi elementi si possono preparare in anticipo e semplicemente assemblare poco prima dell’arrivo degli ospiti.
Per la mousse si sgocciolano 200 gr di polpa di granchio in scatola e si spezzettano con le dita eliminando le cartilagini.
Si aggiungono 1 cipollotto fresco tritato molto finemente, 2 cucchiaiate di mascarpone, il succo di 1/2 limone, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 pizzico di peperoncino, 1 filo d’olio, sale e pepe.
Si mescola delicatamente e si conserva in frigorifero in un contenitore col coperchio.
Si cuociono a vapore 400 gr di mazzancolle, si fanno raffreddare e si sgusciano. Anche le mazzancolle vanno chiuse in un contenitore e messe in frigorifero.
L’unico elemento da preparare poco prima di servire è l’avocado, che tende a scurirsi, ma sarà sufficiente sbucciarlo, affettarlo dopo aver eliminato il nocciolo e irrorarlo di succo di limone.
Si fa una semplice composizione nei piattini individuali, si completa con qualche filo di erba cipollina tagliuzzato, si decora con due fettine di limone e si serve.

Davvero semplice e facilissimo da realizzare questo è comunque un antipasto per le grandi occasioni.
Segnato?

Una spaghettata di crostacei per due.

Un piatto di spaghetti sarà anche la più banale delle pietanze da cucinare e servire, ma non delude mai.
Pensate solo agli spaghetti al pomodoro, senza scomodare carbonara, puttanesca, sughi marinari o ragù di verdure e di carne: vengono sempre bene, rallegrano la tavolata, sanno di casa e di famiglia.
Ma si può essere anche più creativi e mettere insieme una spaghettata così ricca da diventare un piatto unico che risolve un pranzo a due con gusto ed eleganza.
Con della semplice pomarola, salsa convenzionale sempre presente in dispensa e un grappolo di pomodorini, arricchiti da qualche ingrediente raffinato, possiamo portare in tavola un piatto indimenticabile.
Naturalmente parlo per me che difficilmente mi faccio cogliere impreparata di fronte all’esigenza (o al desiderio) di preparare un primo con i crostacei, che sono la mia debolezza e insieme la mia forza in cucina.

20140125-140342.jpgSguscio una decina di code di gambero e 4 code di scampi, tolgo il filo intestinale, le sciacquo e le taglio a pezzi.
Faccio imbiondire in padella 2 spicchi d’aglio schiacciati e 1 peperoncino intero, li elimino, aggiungo gamberi e scampi, li faccio saltare brevemente, li sfumo con 1/2 bicchiere di Prosecco, aggiusto di sale e pepe.
Apro 1 scatola di polpa di granchio al naturale, la sgocciolo bene e la aggiungo nella padella. Unisco qualche pomodorino Pachino tagliato a metà e 2-3 cucchiaiate di pomarola già pronta e mescolo tutto.
Scolo 160 gr di spaghetti di Gragnano (souvenir dell’ultima gita a Positano) cotti al dente e li spadello nel sugo insieme a un po’ d’acqua di cottura e un filo d’olio.
Completo con del prezzemolo tritato e servo subito.

La mia pomarola è una passata di pomodoro fatta restringere e asciugare con l’aggiunta di cipolla tritata, sale, zucchero e basilico e poi invasata a caldo.
I crostacei utilizzati in questa ricetta sono le solite code di gambero del pescivendolo del mercoledì, il granchio al naturale Chatka in scatola che mi avete sentito citare e utilizzare più volte e qualche scampo che si è salvato dalla preparazione degli Scampi al limone con cui allieto mio marito quando provo un particolare trasporto nei suoi riguardi o mi devo sdebitare per una gradita attenzione che ha mostrato nei miei confronti.
Il piatto in sé è molto raffinato, ma perde gran parte della sua eleganza nel momento in cui alla fine non si resiste e si fa la scarpetta!