Parliamo ancora un po’ di antipasti

20141228-181522.jpgLa fotografia, da sola, basta a raccontare questo piatto di antipasti che ha aperto il pranzo di Natale.
Come sempre nelle occasioni importanti, siano pranzi o cene, inviti formali o riunioni di famiglia, non riesco a trattenermi e limitare la preparazione degli antipasti, soprattutto degli antipasti, a uno solo, semplice e classico.
Devo insomma esibirmi in una carrellata di assaggi che a volte nel tempo finiscono col ripetersi ma solo perché tengo conto delle preferenze dei miei commensali.
Di queste tre verrine, l’unica novità è quella con insalata, avocado, polpa di granchio e chicchi di melagrana.
Ecco, ho già detto tutto in pratica perché questo antipasto si compone solo di questi ingredienti e pochi altri giusto per insaporirli.

Si sgocciola la polpa di granchio di 2 scatolette, si condisce con succo di lime, sale, pepe, peperoncino, 1 tazzina di panna, 1 cucchiaio di olio e si conserva al fresco.
Si sbuccia 1 avocado maturo e si riduce la polpa a cubetti, si spruzza di succo di limone e si sala appena.
Si prepara una julienne con qualche foglia di insalata iceberg, si condisce con olio e sale e si suddivide sul fondo dei bicchieri scelti per questo antipasto, si aggiunge l’avocado, la polpa di granchio e si completa con i chicchi di 1 melagrana.
Si serve fresco.

Gli altri antipastini della fotografia sono una passatina piccante di fagioli cannellini completa di 2 code di gambero, un piccolo assaggio di formaggio Roquefort su confettura di fichi e pinoli tostati e una coccinella portafortuna che mi piace da morire e prima o poi diventerà un vero post tutto dedicato a lei.

Mancava solo il pesce spada

Ve lo ricordate vero che mercoledì scorso ero in crisi perché avevo acquistato al Supermercato storione, salmone e pesce spada affumicati senza realmente aver pensato a come poterli utilizzare?
L’avevo definito un acquisto compulsivo ed ero preoccupata per la data di scadenza.
Comunque ero riuscita a trovare una bella soluzione per lo storione, facendolo diventare l’ingrediente principale di un’interessante insalatina col cavolo cappuccio, le mandorle, le uvette e la mela. La ricetta esatta è quella pubblicata il 13 novembre.
Utilizzando il salmone, avevo contemporaneamente cucinato per mio marito la Carbonara del venerdì, che è il post del 28 giugno.
Restava quindi da trovare una soluzione soddisfacente solo per il pesce spada, magari pensando a qualcosa di brillante adatto alle Feste.
Detto fatto. È bastato acquistare della frutta esotica e il resto è venuto da sé.

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Ho lavato bene 1 mango maturo, ne ho tagliato due fette spesse dai lati lasciando il grosso nocciolo al centro e ho inciso la polpa a scacchiera.
Ho pelato 1 papaia, l’ho tagliata a metà, privata dei semi e affettata.
Ho sbucciato, mondato e tagliato a fettine 1/2 melone.
Ho sgranato una melagrana.
Ho emulsionato olio, succo di limone, sale e pepe.
Ho composto i piatti dividendo i 300 gr di pesce spada affumicato e affettato decorandolo con la frutta. Ho cosparso tutto con i chicchi di melagrana e l’ho condito con la citronette.

Secondo me è proprio un piatto di apertura per il Cenone di Capodanno: fresco, elegante, esotico, insolito, squisito. Vero?
L’ho catalogato tra gli antipasti, ma per noi è diventato un piatto unico a pranzo.
A mio marito non è piaciuto mica tanto, ma come sapete non ama i piatti freddi troppo creativi.
Domani gli faccio le penne col ragù.