La torta a sorpresa di Odette

Oggi sto per raccontarvi una fiaba e vi darò anche una ricetta che con la fiaba ha molto a che vedere.

La bella e capricciosa contessina Odette era da tempo assiduamente corteggiata da tre nobiluomini ricchi e attraenti e tutti e tre, follemente invaghiti di lei, l’avevano chiesta in sposa.
Ognuno aveva almeno una dote che li rendeva affascinanti agli occhi della giovane Odette, che non era in grado quindi di operare una scelta definitiva e concedere la sua mano ad uno solo dei tre.

20140317-205151.jpgIl premuroso Visconte Ludovico l’ascoltava con dedizione infinita quando lei lo intratteneva suonando il liuto e le suggeriva con amore le strofe delle più dolci ballate romantiche.

20140317-205618.jpgL’appassionato Barone Manfredi, agile ballerino, le insegnava pazientemente a danzare il Rigodon perché durante le feste che si tenevano nei Palazzi signorili fosse la più brava e la più ammirata.

20140317-210449.jpgIl sofisticato Marchese Nicodemo la educava a riconoscere i vini più pregiati e le parlava di poesia durante i pomeriggi in cui non era impegnata con la danza e la musica e le offriva tazze di cioccolata calda, vero status Symbol dell’epoca.
Le attenzioni dei tre uomini erano così assidue e gradite a Odette che la giovane non riusciva a sciogliere gli indugi. Decise quindi di lasciar fare al caso e fece preparare un dolce all’interno del quale ordinò di introdurre un suo anello.
Il nobiluomo che l’avesse trovato nella fetta a lui destinata, sarebbe stato il prescelto.
La torta che il Mastro Pasticcere scelse per questo scopo era costituita da un morbido ripieno trattenuto da 2 dischi di pasta sfoglia.
Fece quindi montare al suo primo aiutante 100 gr di burro con 150 gr di zucchero, poi personalmente aggiunse 2 tuorli, uno alla volta, i semi di 1 baccello di vaniglia, 1 bicchierino di Cognac, 1 pizzico di sale, la buccia grattugiata di 1 limone e 150 gr di mandorle pelate, tritate così finemente nel mortaio dal secondo aiutante da sembrare farina.
Ordinò che venissero montati a neve fermissima i 2 albumi e li incorporò con attenzione dal basso verso l’alto.
Foderò con 1 disco di pasta sfoglia, che aveva già pronto, una teglia tonda, versò il composto preparato e lasciò cadere al suo interno l’anello che gli aveva consegnato la Contessina.
Coprì con un secondo disco di sfoglia che rigò con un coltello a striscioline perché uscisse il vapore, sigillò accuratamente i bordi e spennellò tutta la superficie con una tazzina di latte.
Fece infornare il dolce con una lunga pala ad una temperatura che ai nostri giorni si aggirerebbe sui 200 gradi per 30 minuti.
Trascorso questo tempo, quando la torta ebbe preso un bel colore dorato, la fece togliere dal forno e appena si fu intiepidita la sformò e la fece portare nel salotto dove Odette attendeva intrattenendo i suoi tre spasimanti, tra i quali divise la torta.
La storia non narra chi fu a trovare l’anello, ma colui che assolutamente all’oscuro del piano della sua amata, addentò il boccone contenente il gioiello, si scheggiò irreparabilmente due denti e non volle più saperne di lei.
Offesi da questo sotterfugio anche gli altri due innamorati l’abbandonarono.
Non ci è dato di sapere cosa ne fu di lei.
Se la torta di Odette fosse fatta ai giorni nostri, avrebbe più o meno questo aspetto:

20140318-102713.jpg

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50 thoughts on “La torta a sorpresa di Odette

  1. MA che onore!!!! quale onore…il tuo primo contest!!! e che post!!! silva hai superato te stessa…originalissimo !!!! hai capito in pieno il senso del mio contest!!! GRAZIE GRAZIE e ancora mille volte GRAZIE per aver partecipato …e per me ha davvero molto valore !!!

    • Ti prego!! Grazie a te per l’entusiasmo. Sai, mi sono anche divertita! Mi piaceva l’idea di ambientare la mia storia nel ‘700 col suo sfarzo e i suoi capricci e ci sono riuscita. Ovviamente la fiaba è originale, le illustrazioni sono… di proprietà e la ricetta si rifà a quella francese della Galette des Rois. Adesso sai tutto. Un abbraccio e buon pomeriggio.

  2. Molto ma molto carina! La storia, le immagini a cornice, il modo in cui hai inserito la preparazione nella narrazione non perdendo la fluidità del racconto. Bel post!

  3. Che buffa storia! Non la conoscevo, mi piace molto…e la trovo anche molto educativa! 🙂 Io, comunque, avrei scelto quello che mi offriva cioccolata calda e mi parlava di poesia…ci sarei caduta come una pera cotta!
    Complimenti anche per la torta e per il blog, ovviamente!
    Ciao,
    Alice

  4. Silva, sono ripetitiva, ma devo assolutamente complimentarmi anch’io. Potresti scriverne un’altra decina di queste fiabe per le mie figlie??? La tua favola mi è piaciuta tantissimo, spero ti faccia vincere il contest e mi ha incuriosito molto anche la ricetta che proverò sicuramente a fare!! Brava, brava, brava. 😊

  5. Qui è tutta una fiaba…dalla storia – originalissima 🙂 – alla descrizione della ricetta…sei sicura che vuoi fermarti a scrivere libri di cucina?
    un abbraccio

    • Un po’ le sta bene, dai! Bisognerebbe sempre sapere quello che si vuole… Comunque la torta, sì è proprio buona e il ripieno abbastanza insolito. Grazie cara, è il mio primo contest: mi piaceva l’argomento “fiabe” ed ero più interessata a questo che non a concorrere con una nuova ricetta!

  6. Pingback: Fiabe e ricette per tornare bambine in cucina…. « Coccola Time

      • Siii la conosco! Essendo appassionata della Francia conosco la ricetta ma non l’ho mai fatta..E’ un dolce che si fa mi sembra per Pasqua proprio in Francia! Brava! Complimenti!!! Proverò a fare tutte e due le ricette!! 🙂

      • No Daniela, per la precisione si fa all’Epifania e si introduce nel ripieno un oggettino di ceramica. È quello che mi ha ispirato nell’ideare la mia fiaba! Domani ne posto un’altra e anche in questa c’è un piccolo accenno a Parigi e a una specialità Francese: la Crème de Cassis, quella che serve per preparare il Kir.
        Adoro la Francia, almeno quanto gli Stati Uniti ed essendo più vicina ci andiamo relativamente spesso!

    • E ancora non ho svelato tutte le mie caratteristiche segrete! Scherzo: che nasco come scrittrice non dovrebbe essere una novità, ogni tanto cito il mio primo libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” nel corso dei miei post.
      L’occasione di cimentarmi con le fiabe me l’ha fornita Enrica di Coccola Time: partecipare al suo Contest mi ha divertito moltissimo.
      Grazie Giusy per la tua generosità.

  7. Ma che bella storia questa di Odette , oltre ad eccellere nella cucina ,sei anche una brava autrice di favole . Complimenti ed un applauso cara Silvia. Bacioni e buone pubblicazioni.
    Dora

    • Grazie Dora, questo tuo complimento mi è particolarmente caro. Ero certa avresti apprezzato le mie fiabe! È carina anche la più recente, quella di Evelina e Guendalina: anche questa piuttosto romantica…
      Un abbraccio.

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