Awop-bop-a-loom-mop-alop-bam-boom: TUTTI FRUTTI

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Ma perché faticare e fare una macedonia quando si può presentare un semplice vassoio di frutta fresca come questo, che, all’occorrenza, fa anche da centro tavola?
Buona pigra domenica a tutti!

Frutti di bosco nei bicchieri

Per favore, volete tornare un momento al post di ieri, quello con la ricetta di “pizza e fichi”?
Ve lo chiedo perché il dessert che propongo oggi è proprio il modo per finire in bellezza “un pranzo improvvisato o una piccola cena tra amici”, come dicevo ieri, a base di pizza o di torta salata magari particolarmente insolita e saporita.
Quando mi è capitato di offrirlo senza essermi preparata con largo anticipo alla fine di una cena non proprio organizzata, ma lo stesso riuscita benissimo, non avevo in freezer uno dei soliti semifreddi che cerco di avere sempre a disposizione, quindi con qualche cestino di frutti di bosco, un pacchetto di savoiardi e una confezione di mascarpone, me la sono cavata con poca fatica e in poco tempo.

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Ho sciacquato un cestino per tipo di fragole, lamponi, more e mirtilli.
Ho montato con 2 cucchiai di zucchero e 1 bicchierino di Cognac 250 gr di mascarpone.
Ho imbevuto con l’Alchermes circa 1/2 confezione di savoiardi.
Ho preparato il dessert posizionando a strati nei soliti bicchieri “tumbler” savoiardi spezzettati, ho messo sopra more e mirtilli, quindi qualche cucchiaiata di mascarpone, di nuovo qualche savoiardo, poi fragole e lamponi, di nuovo mascarpone, per finire con alcuni frutti misti a decorare la sommità dei bicchieri.
Con tutta questa pioggia mi si è ammalata la menta, se no un rametto sopra ci stava proprio bene!

Come dicevo, è un dessert fresco, veloce e delizioso, che va tenuto in frigorifero fino al momento di servirlo.
È una di quelle piccole idee che consentono di riuscire ad organizzare in breve tempo un allegro momento conviviale senza troppe formalità e senza stress.

“Crostata” ai piccoli frutti

Oggi, se per voi va bene, vi parlerei di nuovo di crostate.
Sarà che invecchiando si tende ad essere ripetitivi, d’accordo, ma non potevo tenere per me questo nuovo esperimento…
Ho da poco scoperto Allison Kave e un suo impasto fantastico per le “crostate”.
Il risultato è una sfoglia friabile di stampo inconfondibilmente U.S.A. che mi è piaciuta molto.

20140411-015123.jpgSi mescolano in una ciotola 400 gr di farina 00, 1 cucchiaino raso di sale, 2 cucchiai di zucchero a velo e 200 gr di burro freddissimo a pezzettini piccoli come piselli.
Un po’ per volta si aggiungono, spruzzandoli sull’impasto, 100 ml di latte e 1-2 cucchiai di aceto di mele.
Si lavora con la punta delle dita fino ad ottenere prima delle briciole e poi un composto nel quale il burro si intravede ancora.
Si fa riposare in frigorifero avvolto nella pellicola e nel frattempo si fanno saltare velocemente in padella 600 gr in totale di piccoli frutti (fragoline, lamponi, more e mirtilli) con 150 gr di zucchero di canna e 1 bicchierino di ottimo e aromatico Liquore ai frutti di bosco o anche di Limoncello.
Quando è evaporato, si lascia intiepidire e poi si aggiungono 2 cucchiai di maizena, mescolando delicatamente.
Si riprende la pasta, si divide in due. Con metà si fodera una tortiera da crostate, si bucherella il fondo e si versa il composto di frutta.
Dall’altra metà si ricavano delle larghe strisce con la rotella dentellata e si intrecciano sulla superficie. Infine si spennellano con una miscela di uovo e latte e si inforna a 180 gradi per circa 30 minuti.
Come sempre si lascia intiepidire questa insolita crostata prima di affettarla.

L’ho definita insolita perché è una crostata senza la classica la base di frolla, ma vi assicuro che questa pasta, che non è nemmeno una brisé, è una vera scoperta. Suggerisco di provarla.
Ovviamente Allison Kave la utilizza come base per le “pies” (cioè torte completamente coperte), ma io in cucina sono un po’ anarchica…

Le crostate di frutta di Evelina e Guendalina

20140322-222517.jpgDall’appassionata storia d’amore nata tra la bellissima Angelica e il romantico Rodolfo, sfociata in un matrimonio da favola di cui tutti ancora parlavano, erano nate due splendide bambine: Evelina e Guendalina.

20140322-222642.jpgLe piccole crescevano felici, in perfetta armonia con i genitori che ad ogni compleanno le festeggiavano facendo preparare lo stesso dolce che era stato servito durante il loro ricevimento di nozze.
Si trattava di una crostata alle fragole, che da quando erano nate le gemelle veniva preparata in due piccole teglie a forma di cuore, ognuna per una delle bimbe.
Si trattava di due gusci di pasta sfoglia coperti di crema pasticcera e poi riempiti di fragole fresche affettate e spennellate di gelatina al limone.

20140322-223223.jpgGli anni passarono, le bimbe divennero deliziose adolescenti e poi giovani donne che fecero battere il cuore a molti giovanotti.
Evelina accettò la corte del Conte Andrey, che viveva a San Pietroburgo, lo sposò e si trasferì con lui in Russia dove visse felice in una grande dimora, teneramente amata dal giovane Conte, che la accompagnava spesso a fare lunghe, divertenti escursioni in slitta nei dintorni del palazzo.

20140322-224101.jpgQuasi nello stesso periodo Guendalina si fidanzò invece con il giovane Marchese Jean Baptiste e dopo uno sfarzoso matrimonio si trasferì nel suo castello di famiglia alle porte di Parigi.
Con lui, che galantemente la riempiva di attenzioni e le regalava spesso dei fiori, faceva lunghe passeggiate al Bois de Boulogne, dove arrivavano in carrozza.

20140322-225321.jpgEntrambe le giovani avevano mantenuto l’abitudine di festeggiare il loro compleanno con una crostata alla frutta, anche se non erano più i dolci con le fragole di quando, bambine, vivevano con i genitori.
Andrey faceva infatti preparare per Evelina una crostata con le more.
Lo chef Igor impastava una pastafrolla con 200 gr di farina, 100 gr di zucchero, 100 di burro, 3 tuorli d’uovo e un pizzico di sale, la infornava dopo aver bucherellato il fondo e una volta cotta, la lasciava raffreddare.
Copriva tutta la superficie con della confettura di amarene e sopra accomodava uno strato di more freschissime nate nella serra del Conte e le spennellava di gelatina alla Crème de Cassis che la Contessina Evelina riceveva dalla sorella direttamente da Parigi.

20140322-233444.jpgPer Guendalina invece Jean Baptiste ordinava al suo pasticciere una crostata guarnita di delizioso ribes.
Lo chef Antoine preparava una base di pastafrolla casualmente con le stesse dosi e modalità del collega Russo e, una volta cotta, la spalmava di mascarpone montato con zucchero e Cognac, poi pazientemente la copriva di chicchi di ribes rosso ben accostati e spennellati di gelatina al miele.

20140322-235227.jpgCome a suo tempo gli adorati genitori, gli adoranti consorti avevano entrambi disposto che il dolce per il compleanno delle loro deliziose metà avesse la forma di un cuore, come segno del loro affetto infinito.

Aspic di frutti di bosco

Quando ho ospiti evito sempre di concludere la cena con una macedonia.
Non c’è un vero perché, la macedonia anzi mi piace molto, ma preferisco offrire la frutta, quando è prevista, in un’altra forma, cercando sempre qualche idea elegante.
A volte la servo semplicemente affettata su un vassoio e spolverizzata di zucchero a velo, a volte cotta con le bucce degli agrumi e il vino rosso, ma la presentazione di maggior effetto è senza dubbio l’aspic di frutti di bosco in mono porzione. Colpisce sempre molto.

20140105-100910.jpgLa realizzazione di questo luminoso e colorato fine-pasto è semplicissima, il che non guasta mai.
Si lavano brevemente lamponi, mirtilli, more, ribes e fragoline di bosco (se le trovate, se no vanno bene anche normali fragole piuttosto piccole) e si tamponano delicatamente per asciugarli..
In un tegamino si fanno sciogliere 100 gr di zucchero in 1/2 litro di vino Moscato, si spegne il fuoco e si aggiungono 5 fogli di gelatina prima ammollati in acqua fredda.
Si mescola e si versa un po’ di questo composto sul fondo di 6 stampini.
Al loro interno si distribuiscono i vari tipi di frutti di bosco e si versa il resto della gelatina che si inserirà negli spazi tra i frutti.
Si conservano in frigo fino al momento di servirli.

Magari lo zucchero con il Moscato che è già dolce, vi sembra troppo abbondante, ma ricordate che i frutti di bosco sono piuttosto asprigni e qui sono al naturale. Secondo me la proporzione è perfetta, ma eventualmente regolatevi secondo il vostro gusto.
Come al solito per sformare questi piccoli aspic senza problemi, occorre immergere per qualche secondo gli stampini in acqua calda prima di capovolgerli.
Si possono anche decorare con un rametto di menta, la mia sul balcone è ancora bella.
Facile, no?

La salsa semplice di more (con le bionde non riesce)

Se passeggiando ai margini del boschetto di cui abbiamo già parlato, aveste raccolto più more di quante ve ne servono per il dolce, ma non abbastanza per la marmellata, potreste preparare una di quelle salse senza cottura così chic, che a poche persone viene in mente di utilizzare anche per guarnire piatti semplici, quasi di tutti i giorni.
Con le more (di rovo, non di gelso, lo avevate capito vero?), ma in realtà anche con i lamponi solo che questi ultimi bisogna andare a comprarseli perché sulle colline del Garda non nascono spontaneamente, si può mettere insieme un’eccellente salsa di accompagnamento al tonno affettato sottile, appena scottato in padella antiaderente o sulla piastra, che gli fa subito cambiare il solito sapore, eccellente ma ripetitivo del condimento olio e limone a cui siamo abituati.

Salsa alle more

Occorrono 2 tazze di more fresche e ben sciacquate che si frullano, tenendone da parte qualcuna per decorare il piatto, con il succo di 1/2 arancia, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 1 cucchiaio di aceto di mele.
Si appoggiano le fettine sottili ti tonno scottato su un piccolo letto di rucola condita con pepe, sale e olio, si cospargono di salsina e si decora con le more tenute da parte e qualche fettina di limone.

La solita panna cotta

Se è la solita panna cotta, perché parlarne, vi chiederete. Perché si può sempre cercare di migliorare anche quello che fino ad oggi ci era sembrato perfetto.

Per la mia versione di panna cotta alle more per 6 persone servono: 1 cartone da 250 ml di panna fresca, 100 ml di latte intero, circa 150 gr di more, 15 gr di gelatina in fogli, 25 gr di zucchero vanigliato…100 gr di cioccolato bianco e 1 cucchiaino di aceto balsamico, che non vi aspettavate, vero?
Si fanno scaldare 200 ml di panna (i restanti 50 ml si montano per la decorazione finale) con il latte, si aggiunge la gelatina ammollata in acqua fredda e strizzata e il cioccolato bianco tritato, si toglie dal fuoco e si mescola finché non si è sciolto completamente.
Si frullano metà delle more con lo zucchero vanigliato e l’aceto balsamico e si versa il composto sul fondo di 6 bicchierini, si distribuisce la panna cotta e si conserva in frigorifero.
Al momento di servire si decora con un ciuffetto di panna montata e si suddividono nei bicchierini le restanti more intere.

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Allo stesso modo si possono preparare dei bicchierini di panna cotta arricchita di cioccolato bianco e completati con 120 gr di lamponi (o di fragoline di bosco) sempre frullati con aceto balsamico e zucchero vanigliato e magari servirli insieme.
Très chic!

Merenda sul lago

Quando siamo sul Lago di Garda non faccio il famoso thè delle cinque, ma qualche volta se non siamo in piscina, facciamo merenda sul terrazzo con qualche coppia di vicini.
Lungo la strada che costeggia il residence ci sono moltissimi rovi deve cogliere a secchi more freschissime e saporite. Ci si possono fare marmellate, conservarle sotto spirito o utilizzarle per preparare dolcetti vari.
Con un bicchiere di Brachetto o Malvasia è perfetta la crostata di more, nettarine e noci da gustare guardando il lago.

Crostata more noci

Si fa la solita pasta frolla e si fodera una tortiera. Si bucherella, si copre con qualche cucchiaiata di marmellata di pesche e si cosparge con una manciata di noci tritate.
Si appoggiano sopra le more coprendo tutta la superficie della torta e si dispongono qua e là le fettine di 2 nettarine. Si spolverizza con 2-3 cucchiai di zucchero di canna e si inforna a 180 gradi per 35-40 minuti.

L’aggiunta delle nettarine (ma potrebbero essere anche pesche) dona un po’ di freschezza e acidità alle more, altrimenti leggermente stucchevoli.

Si fa presto a dire Fast Food

Il mio mito in fatto di cucina è Jacques Pépin.
Si tratta di uno chef franco-statunitense, insignito di non so quanti premi (tra cui la Legion d’Onore) e lauree ad honorem, che ha svolto incarichi prestigiosissimi nell’ambito della ristorazione e scritto molti libri a tema gastronomico. Docente presso la Boston University e il Culinary Institute di New York, è anche la star di numerosi programmi culinari della PBS e con la leggendaria Julia Child ha vinto un Emmy Award.
E nonostante l’impressionante curriculum, cucina in modo semplice e veloce. La sua genialità sta proprio nelle ricette cha definisce “fast food my way” molto facili da copiare.
Ve ne do un’idea suggerendovi un golosissimo gratin di frutta che pur non presentando nessuna difficoltà ha un aspetto ingannevolmente elaborato.

Gratin di frutta

Si tratta semplicemente di sistemare il una pirofila imburrata 250 grammi di lamponi, more, mirtilli o fragole, oppure un misto di tutti questi frutti di bosco e coprirli con 100 grammi di biscotti frollini pestati nel mortaio (non frullati). Si versano sopra tre cucchiai di burro fuso, si spolverizza con 75 grammi di zucchero di canna e si inforna a 200 gradi per una ventina di minuti.
Tutto qua. Si serve ancora caldo, a cucchiaiate, con un ciuffo di panna montata o una pallina di gelato alla vaniglia.