And the winner is…

versatile-blogger-awardAmici, che settimane. È stato come sfilare più volte sul Red Carpet: ho ricevuto tre Awards e una nomination!
Roberta (Cucinare con fantasia e allegria) a Carola (La mora in cucina) mi hanno benevolmente assegnato The Versatile Blogger Award e A fine binario mi ha citata tra i blog che segue, sempre in relazione a questo premio.

Liebster AwardInoltre Elly (Ovosodo Cook) mi ha premiato con il Liebster Blog Award.
Sono felice, orgogliosa e infinitamente grata a queste nuove amiche, followers sempre calorose e generose nei commenti, per tanta considerazione.

Cose su di me ne ho già dette tante, quindi se per voi, blogger che premio oggi con questa segnalazione, va bene, mi limito ad elencare i vostri link (in ordine alfabetico) senza porvi domande:

I premiati sono 20 e comprendono sia quelli che avrei citato per il Liebster Blog Award che quelli per The Versatile Blogger Award.
Bravissimi tutti, i vostri blog sono interessanti, piacevoli, educativi, condivisibili e coinvolgenti.
Un abbraccio.

Silva (né Silvia, né Silvana)

Sconti di Ferragosto

Dopo l’informazione che avevo postato il 18 luglio sul blog, ho un’ulteriore bella notizia per tutti i lettori appassionati di cucina, viaggi, storie familiari, bon ton e curiosità.

Il mio Editore Youcanprint propone un’imperdibile promozione: lo sconto del 25% sull’acquisto del mio libro direttamente sul suo Store.

Quindi suggerisco a quelli tra voi che cercano un’idea per un regalo, non sono ancora andati in vacanza e vogliono un libro da mettere in valigia, o sono semplicemente lettori aperti e curiosi, di non lasciarsi sfuggire questa iniziativa editoriale.
Per poter usufruire dello sconto basterà effettuare l’acquisto on line sul sito Youcanprint e utilizzare il codice coupon “AGOSTO25“.
L’offerta decade il 31 agosto, quindi ci sono più o meno due settimane di tempo per accaparrarsi “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” usufruendo dello sconto speciale del 25%.

Spero che questa iniziativa spinga chi ancora non aveva cercato di approfondire la conoscenza, maturata attraverso gli articoli che pubblico sul mio blog, ad avvicinarsi al mio mondo, a ridere, a commuoversi, a viaggiare, a cucinare e a osservare gli altri alla mia maniera.
Buona lettura a tutti.

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I segreti dello chef

Tutti gli chef hanno dei segreti, che non si lascerebbero sfuggire nemmeno sotto tortura. Sono quei misteriosi tocchi che rendono le loro ricette diverse e spesso spettacolari.
Non essendo uno chef, io invece condivido e divulgo volentieri i miei piccoli trucchi.
Per esempio, sapete come ottengo quelle scenografiche “salse a specchio” che tanto piacciono ai miei ospiti e li lasciano spesso a bocca aperta? Utilizzo come base salse che ho già preparato, contorni o verdure destinate generalmente ad un uso più classico.
Oggi ho fatto la solita peperonata (peperoni rossi e gialli, cipolle bianche, pomodori ramati, aglio, basilico, prezzemolo, olio, sale e pepe) che ci siamo mangiati a pranzo col pollo.

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Una parte però l’ho frullata con un cucchiaino di curry e uno di zucchero vanigliato e l’ho riposta in freezer in un vasetto. La utilizzerò prima o poi mettendoci sopra uno sformatino o un timballo.
A un po’ della pomarola appena fatta aggiungo invece panna da cucina, Tabasco e Cognac e la conservo allo stesso modo per servirla con su un trancio di salmone o un filetto di branzino.
Gli spinaci già ripassati in padella, li frullo con latte, gherigli di noce, cannella e pepe e userò questa salsa per appoggiarci su del filetto di maiale in crosta, a fette.

Sono solo tre delle infinite possibilità che la cucina di ogni giorno, classica, familiare, persino banale ci offre come spunto per creare qualcosa di nuovo e di speciale.
Qualunque sia la base da cui partite, non scordate mai l’ingrediente principale: la fantasia.

Per chi ama la lettura…

I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)Sono felicissima di comunicare a tutti voi che avete imparato a conoscermi attraverso il blog che il mio primo libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” è finalmente in vendita, oltre che in eBook, anche nell’antiquata versione cartacea, da poter maneggiare e sfogliare, odorosa d’inchiostro come piace a me, che sono un nostalgico esempio di adattamento all’evoluzione tecnologica.

Da oggi quindi se voleste tenere le mie golose perle di saggezza gastronomica, i divertenti resoconti di viaggio e le storie di famiglia a portata di mano sullo scaffale dei libri o voleste fare un regalo ad una persona di gusti tradizionali, ecco la soluzione.
Potete trovarlo ad esempio su Amazon, Feltrinelli (anche nei loro punti vendita), Youcanprint.

E se volete un assaggio prima di decidere… i primi 3 capitoli sono gratis per tutti.
Buona lettura!

Toast e latte

Qualche volta la cena dei miei figli, quando erano ragazzini, consisteva in toast prosciutto e formaggio e un bicchiere di latte. Era un modo semplice e gustoso di mettere insieme un pasto veloce ma sostanzioso che mi lasciava il tempo, per esempio, di organizzare la cena con ospiti che sarebbe seguita.
Anche da grandi, prima di andare a vivere fuori casa, qualche volta “toast e latte” hanno continuato ad essere un’alternativa rapida e soddisfacente se si dovevano sbrigare per il cinema o un appuntamento con gli amici, anche se è diventato decisamente un sandwich un po’ più evoluto, magari accompagnato da una bibita gasata al posto del latte.
Ultimamente il vecchio, tradizionale toast ha subito alcune modifiche strutturali che l’hanno trasformato in un gallico “croque monsieur” oppure in un “sandwich Montecristo” yankee, che sono piuttosto simili.

toastSi spalma una fetta di pancarrè con senape e maionese, si copre con una fetta di prosciutto, una di tacchino e una di emmental e si chiude con un’altra fetta di pane. A casa nostra se ne confezionano 1,5 a testa.
Si immergono i sandwich in una miscela di uovo sbattuto con un po’ di latte e un pizzico di sale, si fanno leggermente sgocciolare e poi dorare da entrambi i lati in una padella antiaderente leggermente unta di burro.

Ricetta semplice, nostalgica, ipercalorica, da consumare con moderazione.

Liquorino al limone fatto in casa

Fate in casa i liquori solo se vi divertite, se vi piace l’idea di offrirli a fine pasto bullandovi della vostra abilità e se avete delle bottiglie carine in cui travasarli.
Di ritorno da Positano, l’altr’anno ci siamo portati qualche chilo di limoni. Per non fare torto a nessuno abbiamo comprato sia la varietà “Sfusato d’Amalfi”, che “Ovale di Sorrento”. Entrambi hanno una buccia molto profumata e ricchissima di oli essenziali, con la quale ho preparato il “limoncello”. La definizione però è inappropriata perché si tratta di un liquore IGP, quindi il mio chiamiamolo liquorino al limone, che è più corretto.

liquoreCon un coltellino affilatissimo ho tolto solo la parte gialla delle scorze di 6 limoni. Le ho sistemate sul fondo di un vaso a chiusura ermetica con 1/2 litro di alcol a 90° e qualche foglia di erba Luigia. Non so se in Campania lo fanno, ma io trovo che questa aggiunta conferisca al liquorino un sapore ancora più intenso. Ho lasciato tutto in infusione per 2 settimane.
Trascorso questo tempo ho preparato uno sciroppo facendo bollire per circa 5 minuti 1/2 litro d’acqua con 350 gr di zucchero semolato e quando si è raffreddato l’ho aggiunto nel vaso.
Ho fatto riposare questo preparato per altri 10 giorni poi l’ho filtrato attraverso un tovagliolo a trama sottile e l’ho versato in una bottiglia di vetro.

Poi però l’ho travasato in una bellissima bottiglietta da circa 1/2 litro degli anni ’30 che ho comprato a un mercatino e che tengo su un vassoio in salotto con altri liquorini (di mirtilli, caffè, arancia) sempre in bottigliette vecchiotte recuperate ai mercatini dell’antiquariato (da rabboccare all’occorrenza) insieme ad alcune classiche caraffe di cristallo con liquori tradizionali e a vasetti inglesi di frutta sotto spirito.

Il premio

Sono stata premiata da Carola, lamoraincucina! Non avevo nemmeno idea che mi potesse succedere qualcosa di così strano e imprevisto. Grazie infinite.

Ho risposto così alle sue domande:
1 – Quali altre passioni hai oltre alla cucina? Viaggi, cinema, letture, antiquariato, decoupage.
2 – L’ingrediente in cucina che ti piace da morire? L’amore!
3 – L’ingrediente che non ti piace per niente? La noia.
4 – Il libro che ti ha toccato il cuore? “La montagna è giovane” di Han Suyin.
5 – Mare, montagna o lago? Tutto. Perfino le metropoli!
6 – Ti piace la moda? Molto, ma la seguo a modo mio.
7 – La Nazione più bella che tu abbia mai visto? L’Italia.
8 – Se fossi un colore quale saresti? L’arcobaleno.
9 – Il tuo cantante preferito? Elvis Presley, Frank Sinatra, Rod Stewart.
10 – Se fossi un animale quale saresti? Senza dubbio un gatto.
11 – Il giorno più bello della tua vita? Spero di non averlo ancora vissuto!

Io premio con molta gioia:

E adesso le mie domande:
1 – Per chi cucini?
2 – Come: tradizionale, etnico, regionale, fusion?
3 – Quale ingrediente utilizzi di più?
4 – Hai mai fatto corsi di cucina?
5 – Leggi libri di cucina?
6 – Cucini di più carne o pesce?
7 – Preferisci invitare o essere invitato?
8 – Qual è il tuo piatto forte?
9 – Conosci la cucina degli Stati Uniti?
10 – E quella Francese?
11 – Ti consideri un colapasta o un frullino?

Ciao a tutti.

Salsa di ribes e mirtilli

Lo so, è una salsa che serve ad accompagnare il tacchino, o il cappone, a Natale. E Natale è lontanissimo, ma se non la preparate adesso che è la stagione dei frutti di bosco, come fate a tirarla fuori quando è il momento?!
Quindi, procuratevi la materia prima e mettetevi all’opera, il pranzo di Natale avrà un sapore speciale quest’anno!

salsaribesVi serviranno 300 gr di ribes, 200 gr di mirtilli, 200 gr di zucchero di canna, 50 ml di aceto rosso, fettine di buccia di 1 limone e un’arancia non trattati, 2 chiodi di garofano, qualche bacca di ginepro, 1 piccola stecca di cannella.
Sgranate con delicatezza il ribes, mettetelo in una casseruola con tutti gli altri ingredienti e portate a bollore a fuoco vivo. Abbassate la fiamma e continuate la cottura mescolando con delicatezza e schiumando se occorre per una ventina di minuti.
La salsa si deve presentare con la parte liquida della consistenza del miele e le bacche ancora riconoscibili come in una confettura.
Invasate a caldo, chiudete ermeticamente i vasetti e capovolgeteli. Conservateli al buio e al fresco fino a Natale. Per sicurezza potete sterilizzare.

Supplemento al thè delle cinque

Intanto grazie a tutte le persone che seguono il mio blog, a chi mi conosce, a chi ho riconosciuto e ai nuovi amici che mi sto facendo.
Ci pensate che fino a meno di due anni fa non avevo nessuna idea di come inviare una email, cosa fosse un blog o che si potesse pubblicare in eBook?

Non che l’abbia fatto da sola, non sono ancora così abile, ha pensato a tutto mio figlio, quindi se il mio libro non vi è piaciuto… prendetevela con lui.
Fosse stato per me “I tempi andati e i tempi di cottura” sarebbe rimasto una faccenda personale, un progetto privato, una serie di resoconti di viaggio e storie di famiglia arricchiti poi con le ricette, scritti su due quadernoni buffi che mi ha regalato mia figlia.
Ma ormai sono in ballo, grazie anche a voi, quindi vi dedico con affetto la ricettina di oggi.
Visto che mi pare che l’articolo che vi è piaciuto di più sia quello che suggerisce le tartine per l’ora del thè, vi do un altro suggerimento British nell’idea, ma Italian nel sapore.

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Preparo una crema consistente frullando insieme 100 gr di prosciutto cotto, 50 gr di mortadella di Bologna, 50 gr di Philadelphia e 2 cucchiai di maionese.
La metto nel sac-à-poche con la bocchetta piatta e con grazia la distribuisco sulle fette di cetriolo, che gli Inglesi amano tanto col thè, completando con una fogliolina di soncino.

Good afternoon.

Comfort food

comfortfood

Il comfort food, ossia il cibo consolatorio, di cui oggi si parla piuttosto spesso è quella forma di nutrimento che rasserena anche lo spirito.
Ognuno di noi ha in fondo un “cibo della memoria” che, assaporato, dà sollievo e rassicura. Può essere un piatto di famiglia, i risi e bisi della nonna per esempio, oppure i tortellini col brodo di dado, veloci e caldi quando d’inverno si è fatto tardi in ufficio, ma anche pane e Nutella davanti alla TV. Basta che quello che scegliamo di mangiare ci faccia stare bene.

Quando erano piccoli, ai miei figli, come premio o come sostegno, cucinavo la pasta al forno, vero balsamo per tutte le inquietudini adolescenziali.
Adesso non è più tra i piatti preferiti di mio figlio, mentre gode ancora dei favori di mia figlia, che se ne astiene però per ragioni etiche ed estetiche!
Tuttavia, la pasta al forno di casa nostra è rimasta nella memoria anche degli amici e delle compagne di scuola che frequentavano di tanto in tanto la nostra tavola.

Per essere un vero “comfort food” comunque, la pasta doveva essere quella avanzata dal giorno prima ed essere condita o col ragù classico, la besciamella e il parmigiano oppure con tutti quei pezzetti di formaggi vari che restano sempre in ogni frigorifero, un po’ di panna o di latte e la noce moscata.

Sono dell’opinione che solo così, recuperando, le ricette diventano veramente familiari. Di casa. E voi?