Toast e latte

Qualche volta la cena dei miei figli, quando erano ragazzini, consisteva in toast prosciutto e formaggio e un bicchiere di latte. Era un modo semplice e gustoso di mettere insieme un pasto veloce ma sostanzioso che mi lasciava il tempo, per esempio, di organizzare la cena con ospiti che sarebbe seguita.
Anche da grandi, prima di andare a vivere fuori casa, qualche volta “toast e latte” hanno continuato ad essere un’alternativa rapida e soddisfacente se si dovevano sbrigare per il cinema o un appuntamento con gli amici, anche se è diventato decisamente un sandwich un po’ più evoluto, magari accompagnato da una bibita gasata al posto del latte.
Ultimamente il vecchio, tradizionale toast ha subito alcune modifiche strutturali che l’hanno trasformato in un gallico “croque monsieur” oppure in un “sandwich Montecristo” yankee, che sono piuttosto simili.

toastSi spalma una fetta di pancarrè con senape e maionese, si copre con una fetta di prosciutto, una di tacchino e una di emmental e si chiude con un’altra fetta di pane. A casa nostra se ne confezionano 1,5 a testa.
Si immergono i sandwich in una miscela di uovo sbattuto con un po’ di latte e un pizzico di sale, si fanno leggermente sgocciolare e poi dorare da entrambi i lati in una padella antiaderente leggermente unta di burro.

Ricetta semplice, nostalgica, ipercalorica, da consumare con moderazione.

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Club Sandwich

Ah i ricordi! Quei subdoli, striscianti frammenti di vita che riappaiono all’improvviso per tenerti compagnia quando meno te l’aspetti!
A volte i flashback sono gradevoli e graditi, a volte invece ci riportano a momenti tristi o malinconici della nostra vita, ma fortunatamente non sempre è così.
Magari da un sacco di tempo non ripensavi a un determinato episodio, un luogo, un profumo, un sapore e poi, tac, scatta qualcosa e ti immergi in un’emozione quasi dimenticata.

Club SandwichNon è detto si tratti di una sensazione romantica, spesso i ricordi non partono dalla mente o dal cuore, ma dallo stomaco…
Proprio stamattina, mentre mi confrontavo con un’altra blogger sugli ingredienti dei Club Sandwich sono stata assalita dai ricordi dei numerosi viaggi negli U.S.A. che negli anni ci hanno portato ad approfondire la cucina, la storia (e la geografia) di questo grande Paese.
In realtà sto proprio elaborando un abbozzo per un secondo libro che dopo “I tempi andati e i tempi di cottura” parlerà delle esperienze della nostra famiglia, questa volta in America e proporrà molte interessanti ricette.
Che voglia di tornare negli Stati Uniti per mangiare di nuovo quei mai dimenticati, straordinari, ipercalorici panini imbottiti fin troppo generosamente di lattuga, petto di tacchino, bacon e pomodoro, grondanti salsa rosa dalle fette di pane leggermente abbrustolite.
Stasera li faccio per cena. Con le patatine fritte. Evviva.

In America nei Club Sandwich non ci mettono l’uovo. E fanno bene.