Maccheroncini alla Cubana, questi sconosciuti

Ve lo ricordate quando la settimana scorsa ho pubblicato il risotto al nero di seppia? Era il 31 ottobre.
Dato che come sempre non mi sono limitata ad esporre la ricetta ma ho fatto al post il solito “cappello” di vita vissuta, ho accennato a due di quelli che negli anni Settanta erano i must in fatto di primi piatti citando i Maccheroncini alla Cubana e il Risotto allo Champagne.
Oltre a queste due pietre miliari della cucina del boom economico, a quell’epoca si portavano in tavola i tortellini alla panna, le pennette alla Vodka, le tagliatelle panna e prosciutto, il già nominato risotto allo Champagne e quello con le fragole.
Erano questi i primi piatti speciali dei miei primi anni di matrimonio, delle cene con gli amici, degli inviti ai genitori, piatti che molti di voi non conoscono, come dimostra la curiosità manifestata nei confronti dei maccheroncini di oggi, dove per maccheroncini si intendono anche le pipe rigate, i sedani o le mezze penne.
Accontento volentieri quanti hanno chiesto di saperne di più sperando di non deluderli con una ricetta tutto sommato senza tante pretese, che a me è piaciuto comunque preparare… in ricordo dei bei tempi andati, quelli della mia giovinezza.20141031-214113.jpgSi trita una cipolla e si fa imbiondire in un tegame con 2-3 cucchiai di olio, 1 peperoncino e 1 spicchio d’aglio.
Si aggiungono 300 gr di funghi champignon affettati piuttosto sottili e si fanno cuocere finché non si è asciugata la loro acqua di vegetazione.
Si uniscono adesso 100 gr di prosciutto cotto in una sola fetta tagliato a cubetti, qualche cucchiaiata di passata di pomodoro e una confezione di panna da cucina.
Si amalgama tutto insieme, si insaporisce con una grattata di pepe e fuori dal fuoco si completa con 1 cucchiaio di prezzemolo tritato e abbondante parmigiano grattugiato.
Si scolano al dente 300 gr di pasta corta e si ripassano nel tegame con il sugo che deve risultare cremoso ma non troppo fluido.
Volendo si aggiunge ancora un pizzico di peperoncino in polvere.

Tutto qua. Questa è la semplice ricetta dei Maccheroncini alla Cubana. Niente di speciale, d’accordo, ma fa parte delle ricette che da mio nipote per esempio, quando sarà grande, potranno essere considerate una sorta di “modernariato” da accostare a quelle antiche e tradizionali delle mie nonne.

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30 thoughts on “Maccheroncini alla Cubana, questi sconosciuti

  1. Evvai … subito pronta a soddisfare la nostra curiosità! (clap, clap, clap = applauso)
    E finalmente posso collocare nel mio cassetto della memoria il nome “maccheroncini alla cubana” con la spiegazione dettagliata della ricetta e pure la fotografia. E’ un bel primo piatto e guardando con attenzione la fotografia non mi è sfuggita quella pipa rigata con al suo interno il cubetto di prosciutto cotto, stuzzica la golosità 😉
    Un piatto che sa di casa, di famiglia, di amici … un piatto che trasmette calore!
    Grazie Silva, un forte abbraccio
    Affy

    • Potevo lasciarvi con una curiosità non soddisfatta?! Mai!
      Ho fatto il sugo, che è anche semplice e veloce come vedi, e ho condito le pipe rigate anziché i maccheroncini regolamentari, che non avevo in casa… Mi pare che il risultato sia più che soddisfacente: l’hai notato anche tu!
      Grazie Affy cara, buon pranzo.
      Le penne alla boscaiola le conosci…?

      • Sei stata fantastica, come sempre!
        Le penne alla boscaiola le conosco ma sono sicura che non hanno quella particolarità sempre presente nelle tue ricette. Quella particolarità che rende un piatto comune “un piatto speciale”! 😉
        Con tutto il tuo comodo … apprezzerei conoscere la tua elaborazione, che sarà ghiotta … già me lo sento! 😀
        Buon pranzo anche a te ♥

  2. Grazie per aver soddisfatto la mia/nostra curiosità sui maccheroni alla cubana, però ora dovresti dirci anche perché si chiamavano così dato che gli ingredienti utilizzati non mi sembrano proprio cubani…
    Comunque ogni tanto anche a casa mia si cucinava così la pasta. Quando si utilizzava spesso la panna, ora non più. Non so il perché ma quando ero piccola, negli anni ’90, la panna si utilizzava molto più spesso. Ora è raro averla in casa. Almeno a casa mia.
    Mchan

    • Ah io non lo so proprio il perché di questo nome! So che dappertutto si chiamava così! C’era una Pizzeria in centro che era famosa per questa pasta in alternativa alla pizza e anche un Ristorante non lontano da dove lavoravo da giovane (nel Marketing di una grossa Azienda Farmaceutica Veronese) dove la facevano eccellente. E poi naturalmente c’era casa mia, ma l’ho sempre fatta senza approfondire l’origine del nome.
      Io utilizzo ancora la panna in molte ricette ma non in maniera massiccia come in quegli anni, che veramente si finiva col metterla dappertutto, come si fa sempre, esagerando, con le novità!

    • Ocio alla panna eh, Laura! Mettine poca, come ho fatto io e non tanta come si faceva negli anni in cui è nata la ricetta!
      È un modo veloce per preparare una pasta gustosa e dal sapore pieno e ricco, di quelle insomma che danno soddisfazione con poca fatica.
      Oggi invece abbiamo mangiato un polletto “in tecia” coi funghi proprio buono e per stasera abbiamo i tortellini in brodo e poi verdura cotta e formaggio grana. Buona cena anche a te, dunque! Cosa si mangia da voi?
      Un abbraccio, cara.

      • Che bonta’ i tuoi menu’, dunque, cara Silva, a mezzogiorno ho fatto gli gnocchi con la semola rimacinata, sono venuti cosi’ buoni, diciamo un po’ rustici con un bel sughetto, volevo fare la foto ma purtroppo al mattino non ho tempo, con Willy che mi mette prescia, 😀 poi ho fatto gli spinaci con formaggio e frutta a piacere, adesso ci sono i mandaranci che sono dolcissimi! Stasera con gli spinaci avanzati ho fatto le polpette con carne macinata e formaggio, nell’impasto ho messo anche una patata bollita schiacciata, sono buonissime, le ho gia’ pronte, nel forno da scaldare, come frutta ho le mele fatte al forno, ho letto ieri la ricetta da Elisa del blog “poesilandia” , mamma mia che buone, le faceva mia mamma! Baci cara, buona serata, sei fantastica, io la panna la metto, tanto mio marito dalla nutrizionista va domani, poi per un mese puo’ stare tranquillo, 😀

      • Se ti piacciono le mele al forno, Laura quando hai tempo dà un’occhiata al mio post “Una ricetta vintage” del 24 novembre 2013, l’anno scorso quindi. Vedrai quanto assomiglia a quella che hai citato di Elisa, che sono andata a guardare proprio adesso!
        Le mele al forno sono un vero passpartou.

      • Vado a vedere Silva, ho ancora un cestino di mele, voglio provarle, mio papa’ adora le mele cotte e alla sua eta’ vanno proprio bene!! Grazie!! ❤

      • Silva sono buonissime e con la grappa piacciono a mio papa’, ne metto poca, ho poi curiosato, ma lo sai che ho fatto il nadalin anch’io un anno a Natale, il tuo e’ bellissimo, poi il libro, lo voglio comprare, assolutamente, come siete belli, mamma mia, sembrate dei divi di Hollywood, baci cara, bellissima star!!! ❤

      • Grazie, grazie! Il libro lo puoi ordinare su Amazon, lo sai vero? La foto in copertina l’abbiamo fatta a Disneyland una ventina di anni fa e mi pareva adatta al titolo, così l’ho utilizzata per il libro. Vedrai come ti piacerà…
        Un abbraccio, cara. Buona notte.

      • Me lo faccio regalare da mio fratello a Natale (mi ha gia’ chiesto cosa voglio di regalo, pensa te :D), so gia’ che mi piacera’, notte cara amica!

  3. Rispondo con oltre un anno di ritardo. Ricordo di aver mangiato per la prima ed ultima volta proprio ditalini alla cubana e risotto allo champagne nel 1973 durante un sontuoso pranzo di nozze. Mi erano piaciuti tantissimo, ma non ho più avi combinazione di mangiarli. Grazie per la ricetta ritrovata

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