Un nuovo premio

Una Favola in Tavola “Il mondo di Ortolandia” mi ha premiata con il Lovely Blog Award 2014, che va ad aggiungersi ai molti altri riconoscimenti che mi sono stati generosamente attribuiti in questo primo anno di attività del Blog.
Grazie Manu, per la gentilezza, per la presenza, per i commenti sempre lusinghieri.
Sono veramente felice che tu mi abbia ritenuta meritevole di questa graditissima Rosa dell’Amicizia.

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Come sempre non posso nominare i blog che preferisco perché con 10 nominations non comincerei nemmeno a rendere giustizia all’impegno e alla passione che voi tutti mettete in questo interesse che abbiamo in comune.
Dunque offro a ciascuno di voi che mi seguite una Rosa dell’Amicizia, neanche troppo virtuale.
Silva

Un anno di blog

20140426-221655.jpgOggi è il primo giorno di maggio. Maggio è il mese Mariano, il mese delle rose, il mese degli asini, il mese in cui è nato questo blog.
È nato un anno fa per dare visibilità al primo libro che ho pubblicato, che ogni tanto vi ricordo perché se vi piace questo blog, non potrà che piacervi anche il libro, forse di più.
Poi questa nuova passione mi ha coinvolta in maniera esponenziale e ormai scrivo sul blog praticamente ogni giorno e pur mantenendo i miei articoli entro i confini della cucina, fin dai primi post mi è piaciuto sempre raccontare qualcosa di me, aprire una finestra sulla famiglia, i ricordi, i viaggi, le esperienze maturate negli anni, gli affetti, le amicizie lontane.
Me li ricordo i primi articoli, il piacere delle prime risposte, l’interesse che via via suscitavano le mie ricette, i contatti che sfociavano in conoscenza e cominciavano a trasformarsi in una forma di amicizia più che virtuale.
Immagino succeda ad ogni blogger: si finisce con l’affezionarsi a chi fa regolarmente interventi e commenti, si cerca di soddisfare le richieste, ci si sforza di essere all’altezza delle aspettative, si libera la fantasia, si prova a scrivere articoli interessanti e coinvolgenti.
E si resta delusi quando si perdono i contatti con alcuni di quelli che mi rifiuto di chiamare followers, perché erano diventati qualcosa di più. Però c’è l’orgoglio per i molti riconoscimenti, ci sono le nomination, la curiosità affettuosa dei nuovi amici, lo stupore di accorgersi dell’interesse che suscita quello che scrivi.
A me capita di non vedere l’ora di scorrere i Blog che seguo per scoprire nuove ricette, nuove storie, nuove fotografie, per parlarne con mio marito, per confrontarmi, per inorgoglirmi di certi vostri articoli che reputo speciali come farei per il successo di un figlio o di un amico.
Ecco: questo è più o meno tutto quello che questo primo anno mi ha dato in emozioni e partecipazione. Ne sono felice e ringrazio tutti voi che mi avete permesso di provare queste emozioni.
Il vero anniversario sarà il 17. Per quel giorno dovrò pensare a qualcosa di speciale da pubblicare per festeggiare adeguatamente.
Quella di oggi è solo un’anticipazione e il vassoio di tartine che apre l’articolo è tutto per voi.

Salsa verde & Co.

Ho accennato ieri alla salsa verde che ho messo sulle uova sode nella mia insalata.
Quella verde, che i Piemontesi chiamano “bagnet verd” è anche da noi una delle classiche salse usate per accompagnare i bolliti, ma che in cucina trovano un utilizzo molto più ampio.

20140423-021620.jpgIn qualunque trattoria tradizionale e spesso nelle famiglie della nostra zona dove la domenica si va ancora a pranzo dalla nonna, dalla mamma o dalla suocera, con il bollito e il cotechino questo tris non manca mai: cren, mostarda e salsa verde.
Ovviamente a parte si serve anche la pearà, ma di questo abbiamo già parlato.
Per finire il discorso sulla salsa verde, come avete visto ieri, io la utilizzo anche per insaporire le uova sode e mi piace spalmarla su uno dei quattro angoli di una fetta di pane a cassetta, mentre sugli altri tre metto: alici spezzettate, tonno sminuzzato, salsa tartara. Completo poi con prosciutto e formaggio affettato sottile e faccio tostare sulla piastra: un’alternativa molto più saporita e corposa del solito toast.
Torniamo dunque alla salsa verde se no non la finiamo più.
Sono sicura che la fate tutti e non è che ci siano poi tanti metodi regionali o innovativi… comunque se interessa, questa è la mia ricetta.

Trito finemente con la mezzaluna un grosso ciuffo di prezzemolo con 1/2 spicchio d’aglio e 3-4 alici sott’olio.
Li verso in una ciotola e aggiungo 1 uovo sodo prima affettato e poi schiacciato bene con una forchetta e 1/2 panino raffermo privato della crosta, ammollato nell’aceto, strizzato e sminuzzato finemente.
Mescolo tutto e incorporo un po’ alla volta tanto olio quanto ne occorre per ottenere una salsina morbida e ben amalgamata, come nella foto.
Io aggiungo anche un pizzico di sale e di pepe, ma la salsa verde è già bella saporita anche così.

Nella foto si vedono chiaramente anche la mostarda di arance e il cren. La prima ormai è troppo tardi per farla: ne parliamo l’anno prossimo. Il secondo, dato che mi rifiuto di sottopormi alla sofferenza di grattugiare le radici di rafano, lo compro già pronto.

Ancora a proposito di Liebster Award

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Con questo sorriso felice ringrazio di cuore Una cuoca pericolosa e Sergio in cucina per avermi assegnato altri due graditissimi Liebster Award.
Come sempre dedico questi riconoscimenti a tutti gli amici blogger che seguo e che mi seguono: siete formidabili.
Vi leggo sempre con interesse, curiosità e, in molti casi, affetto. Nei vostri blog trovo sempre qualche spunto per migliorarmi in cucina e nella vita.
Grazie ancora dunque a Francesca e Sergio, che spero mi perdoneranno se non rispondo alle loro 10+10 domande.
Nei miei post non mi limito mai unicamente alla descrizione della ricetta, ma racconto sempre qualcosa di me, così anche la curiosità di chi ancora non mi conosce bene, può ritenersi appagata.

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Vi abbraccio tutti.
Silva

Felice Pasqua a tutti!

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Auguro a tutti una Pasqua serena e una Pasquetta soleggiata!

Plumcake salati per il pic nic di Pasquetta

Ormai vi toccherà di sentirmelo dire di tanto in tanto: non manca poi molto a Pasqua e a Pasquetta!
Che si faccia o no la gita fuori porta, credo che una delle tradizioni da mantenere sia quella del pic nic di Pasquetta.
Gli anni in cui si passa la Pasqua al Lago, il Lunedì dell’Angelo pranziamo sul terrazzo con un buffet freddo che offre il vantaggio di poter essere preparato in anticipo e di non richiedere troppe formalità.
Uno dei piatti immancabili sono i plumcake salati, molto graditi, che si possono offrire anche tiepidi.
Me li ha fatti ricordare Marilena in the kitchen la settimana scorsa, quando ha pubblicato la ricetta di un plumcake appunto, molto gustoso.

20140310-010914.jpgIn queste occasioni ne faccio due o tre versioni, non di più perché nel forno non mi ci starebbero tutti insieme in un’unica infornata.
Dunque preparo la base, che è comune a tutte e tre le varianti che ho scelto oggi.
Emulsiono con le fruste elettriche 4 uova, 250 ml di latte, 150 ml di olio e 1 pizzico di sale.
Sempre aiutandomi con le fruste incorporo 400 gr di farina setacciata, 100 gr di parmigiano grattugiato, 1 bustina di lievito per torte salate e 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio.
Divido il composto in 3 parti.
A una aggiungo 50 gr di gherigli di noci pestati nel mortaio, 1/2 cucchiaino di timo secco, 100 gr di emmental grattugiato e 100 gr di mortadella di Bologna tritata.
Alla seconda incorporo 100 gr di salamino piccante affettato molto sottile, proprio a velo, 1/2 cucchiaino di origano, 150 gr di scamorza a cubetti, 30 gr di olive nere e 50 gr di pomodori secchi tritati insieme.
All’ultima unisco 100 gr di prosciutto cotto tritato grossolanamente, 100 gr di provolone grattugiato, 1 cucchiaino di prezzemolo tritato e 100 gr di funghi trifolati tagliuzzati a coltello.
Fodero i miei 3 piccoli stampi da plumcake con la carta forno inumidita e strizzata e verso in ognuno un composto.
Li livello e li inforno a 180 gradi per 40-45 minuti.

E mi fermo qui, ma se avessi un forno più grande e più stampi… ne potrei fare ancora almeno altri 3 tutti diversi.

Solo una postilla

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Questo è praticamente un P.S. all’ultimo post.
Ringrazio di vero cuore la cara Roberta di “Cucinare con fantasia ed allegria” per avermi assegnato un altro graditissimo Liebster Award (discover new blogs!). Mi ha fatto molto piacere e le sono grata per l’attenzione e l’affetto che mi ha sempre dimostrato e che ricambio.
Naturalmente vale quello che ho già più volte detto: non continuo con le nomination perché non potrei proprio fare una scelta.
Ma comunque ancora grazie.

Altro giro sul red carpet

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È così: ho ricevuto un’altra nomination grazie alla generosità di Bea (http://viaggiandoconbea.wordpress.com).
Grazie infinite, Bea, ne sono felice.
Come sempre però non nominerò nessuno, perché non posso scegliere solo un ristretto numero di persone tra i blog che seguo senza rammaricarmi delle così esigue possibilità di citare per questo premio tutti voi.
Quindi dedico questo nuovo riconoscimento a tutti quelli che mi seguono e a tutti quelli che seguo con simpatia, con affetto, con ironia, con condivisione, con partecipazione, con curiosità, con fiducia.
Bea mi chiede di ottemperare alla regola di rispondere alle sue domande e questo almeno lo posso fare, anche se ritengo di avere ormai veramente pochi segreti da svelare. Nei miei post infatti non mi limito a fornire foto e ricette, ma parlo liberamente di me, della mia famiglia, delle mie esperienze e in generale della vita.
Grazie a tutti per l’attenzione.

1) Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Come ho già detto in altre occasioni, il blog è nato per pubblicizzare il mio primo libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” che sono certa avrete ormai tutti acquistato e letto, divertendovi e traendone ispirazione.
E poi il blog è diventato via via più importante del libro.

2) Hai mai pensato di poter trovare un risvolto economico dal tuo blog?
Certo che sì. Proprio perché nasco come scrittrice, dal blog mi aspetto di avere un riscontro positivo anche in campo letterario. A questo proposito, il mio famoso libro lo potete acquistare su Amazon o ordinare alla Feltrinelli.

3) Come?
Facendomi conoscere e apprezzare, attraverso il blog e il libro, per la mia arguzia, i buoni sentimenti, l’esperienza, l’intelligenza, la simpatia e il cuore e naturalmente la passione per la cucina. Ah, e anche la modestia.

4) Senti un affetto virtuale verso i tuoi followers?
Ecco, è proprio quello che è successo: ogni giorno non vedo l’ora leggere i vostri post, rispondere ai vostri commenti, farne io stessa, immedesimarmi nelle vostre storie, testare le vostre e creare le mie ricette apposta per pubblicarle. Cerco di ricordarmi il nome dei vostri figli, la vostra città, guardo le vostre foto e non ho quasi più tempo per scrivere. Forse non è solo virtuale, eh?!

5) Hai mai pensato di fare un grande meeting tra i blogger con cui sei virtualmente legato?
Certo, mi piacerebbe molto. È un’idea che con qualcuno ho già abbozzato. Ma mi sembra un po’ complicato.
Magari sarebbe relativamente più semplice incontrarci per zone geografiche, o dividerci per gruppi di interesse, in ordine alfabetico, per fasce di età… No, mi sembra ESTREMAMENTE complicato.

6) Come vedono le persone a te vicino la tua passione per il blog?
I familiari sono incoraggianti e orgogliosi, gli amici si dividono in due categorie: gli entusiasti e le volpi e l’uva.

7) Ti senti apprezzato/a ed incoraggiato/a nella tua attività di blogger?
Molto, non avrei mai immaginato il 17 maggio dell’anno scorso, quando sono approdata in questo mondo fantastico del Web, che in meno di un anno il mio blog sarebbe stato visitato, solo su WordPress, già circa 19.000 volte… e poi ci sono Facebook, Foodblogger Mania e Blog Italia di cui però non ho i dati relativi agli accessi.
Ma più di tutto sono i vostri commenti, i complimenti, i confronti e gli stimoli continui a darmi positività, coraggio e allegria.

8) Che progetti hai per la prossima estate?
Niente di diverso dal solito, il successo non mi ha dato alla testa… Staremo un po’ al lago, andremo al mare e se ce la facciamo visiteremo un pezzetto di Francia che ancora non conosciamo a fondo. La Francia è infatti, dopo gli Stati Uniti, il nostro Paese straniero preferito.

9) Sei sempre sincero nei tuoi post o cerchi di fare solo audience?
Sono sempre assolutamente come sono: una che scrive come parla e parla come mangia!

10) Cosa cambieresti nella tua vita?
Poche cose. Nessuna così importante da essere menzionata.
Anzi forse una sì: il nome! Se mi chiamassi realmente Silvia, come molti pensano, avrei meno problemi. Non ci crede quasi nessuno che mi chiamo proprio SILVA, senza la i!

I french toast

Sarà che è lunedì mattina, sarà che ieri sera ho parlato fino a tardi di cibo Americano con Giusy di Sweet Sweet Home, sarà colpa dell’ora legale, fatto sta che stamattina solo i pan cake avrebbero potuto placare la mia voglia di fare colazione con un french toast.

20140330-034847.jpgNel film Kramer contro Kramer Dustin Hoffman incontra non poche difficoltà nel preparare i French toast a suo figlio.
In realtà sono molto semplici. Ipercalorici. Squisiti.

Si miscelano 100 ml di latte, 50 ml di panna, 1 uovo, 30 gr di zucchero, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di noce moscata.
Si immergono in questo composto 2 fette di ciabatta croccante leggermente rafferma, ma ancora relativamente morbida e si lascia che si impregnino senza che si ammorbidiscano troppo.
Si fanno spumeggiare 40 gr di burro in una padella e si fanno imbiondire i French toast da entrambi i lati.
Si servono irrorati di sciroppo d’acero. Oppure spolverizzati di zucchero a velo.

A me piacciono molto con accanto un paio di cucchiaiate di confettura di frutta o qualche fragola e una grossa tazza di caffè Americano, ma vi concedo anche un tè, se lo preferite. L’importante è che nel piatto abbiate uno o due French toast belli caldi!
La prima volta li ho mangiati a Miami, giurerei, ma poteva essere anche Key West. O era Orlando?
Eravamo comunque in Florida, di questo sono proprio sicura, ma poco importa: conta solo che ho imparato a farli!

Doverosi e gioiosi ringraziamenti supplementari

Un’altra serie di “grazie, grazie, grazie”.
Sono riconoscente ai cari amici blogger Fornello Pazzo, Un fulmine in cucina e La pappa pronta che mi hanno assegnato altri due Liebster Award e un altro The Versatile Blogger Award.
Mi riempie di orgoglio aver ricevuto questi nuovi riconoscimenti da chi mi segue da così poco tempo e già mi considera meritevole di un premio!
Come ho detto in precedenza, non mi sento di fare scelte perché mi è impossibile decretare un numero ristretto di blog degni di essere nominati, quindi indistintamente, a tutti voi che mi seguite dedico anche questi recenti riconoscimenti.
Ancora mille ringraziamenti di vero cuore.
Silva

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