L’ultimo arrosto farcito di questa stagione: il tacchino ripieno (a modo mio)

Per anni avevo creduto che in America il tacchino ripieno fosse il piatto forte del pranzo di Natale. Anche voi?
Invece non è così, negli Stati uniti si portano in tavola piuttosto Prosciutto al forno e Oca arrosto quasi dappertutto, mentre il tacchino ripieno è la portata principale del Giorno del RingraIamento.
Io comunque mi attengo ancora ai miei falsi convincimenti e più o meno ad anni alterni cucino la mia versione semplificata del tacchino ripieno e la servo a Natale con la salsa di mirtilli, il purè e le carotine glassate.
Non ho mai avuto il coraggio di cuocere in forno un intero, enorme volatile, ma ho farcito col tradizionale ripieno di cui oggi vi do la ricetta, quasi 2 kg di fesa di tacchino.

20131217-090035.jpgOccorre dunque la solita bisteccona ben battuta di carne, che va stesa sul piano di lavoro.
Andrà farcita con una sorta di “polpettone” da posizionare al centro che resterà avvolto nella fesa di tacchino grazie a numerosi giri di spago da cucina.
Passiamo dunque alla preparazione del ripieno:

– si fanno rosolare con 1 noce di burro 250 gr di salsiccia spellata e sbriciolata; si toglie dalla padella e si sistema in una ciotola;
– nel suo grasso si soffriggono 1 grossa cipolla, 2 gambi di sedano tritati e 1 peperoncino fresco, che non deve essere troppo piccante, affettato sottile. Si uniscono 30 gr di funghi porcini secchi ammollati in acqua tiepida, strizzati e tagliuzzati; una volta cotti si versa tutto nella ciotola della salsiccia;
– si sbriciolano 300 gr di pane di mais fresco, si spruzza con 1/2 bicchiere di Porto, o di Marsala e si irrora con 75 gr di burro fuso;
– si unisce ai funghi e alla salsiccia, si amalgama aggiungendo 1 cucchiaio di salvia fresca tritata finemente e si aggiusta di sale e di pepe.
Il composto deve risultare umido ma compatto.
Si forma un “salsicciotto” e come si è già detto sopra, gli si avvolge intorno la fetta di fesa di tacchino.
Dopo aver ben legato l’arrosto, si sistema in una casseruola con olio, burro, aglio, rosmarino, alloro e salvia. Si fa rosolare da tutti i lati, si sala appena, si sfuma con un altro 1/2 bicchiere di Porto e si inforna, coperto, a 220 gradi per 10 minuti, poi si abbassa a 160, si bagna con 1 mestolo di brodo e si cuoce per circa 2 ore, rigirandolo un paio di volte e aggiungendo altro brodo se necessario.
A cottura ultimata si fa leggermente intiepidire, si elimina lo spago e si affetta.
Intanto si filtra il sugo, si aggiungono 250 ml di panna da cucina, si fa restringere e si serve a parte in salsiera.

Se voi siete più bravi di me, con lo stesso composto potete farcire anche un cappone o una tacchinella e infornarli cuocendoli come siete abituati. Se no, non scartate l’idea del petto di tacchino ripieno come vi ho suggerito io, perché è squisito.

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17 thoughts on “L’ultimo arrosto farcito di questa stagione: il tacchino ripieno (a modo mio)

  1. Questa ricetta è superba…nei giorni scorsi pensavo di chiederti suggerimenti per un arrosto,e tu sei arrivata prontamente con questo piatto,penso proprio di portarlo sulla tavola per il pranzo di Natale,grazie Silva. Ines

    • Grazie per la puntuale dimostrazione di fiducia, Ines carissima. In questo ripieno (che assomiglia molto a quello tradizionale con cui negli Stati Uniti farciscono il tacchino) a volte ho aggiunto una mela a cubetti, per renderlo più morbido e qualche castagna lessata, che fa tanto Natale!

    • Ma grazie a te! Pare che questo arrosto farcito abbia riscosso un grande successo, quasi più degli altri che ho postato fin dal mese scorso.
      Sarà che è l’ultimo che intendo pubblicare, una specie di canto del cigno insomma, anzi del tacchino!!
      Un abbraccio.

  2. Mi dispiace solo una cosa: che è l’ultimo arrosto dell’anno 😦 Considerato però che l’anno sta finendo gioisco al sol pensiero delle prelibatezze che mi aspetteranno col nuovo anno.
    L’ultimo arrosto direi che chiude in bellezza la serie! 😉
    Non mi azzarderò a farcire nè un cappone nè una gallinella perchè non saprei proprio da dove iniziare però sperimentare la tua farcia in una bella fetta di fesa di tacchino sarà un pretesto in più per sentirti vicina.
    Un abbraccio Silva 😉

    • Vedi?! Ti adoro perché non ti limiti a commentare la ricetta, ne fai un pretesto per mostrare tutta la bellezza che che hai dentro (e sicuramente anche fuori!). Ma come facevo quando non c’eri?!
      Una doverosa precisazione. Leggi il labiale Affy: trattasi dell’ultimo arrosto FARCITO dell’anno…
      Quindi cosa ci riserveranno le prossime settimane? E chissà mai, potrei persino essere una bugiarda! Comunque, non farmelo dire da dove dovresti iniziare per farcire un volatile intero…!

  3. Certo Silva che bisognerebbe istituire un premio per i tuoi arrosti farciti!!!! Io un anno ho fatto il cappone farcito ed è venuto buonissimo ma è stato un po’ complicato tagliarlo con il suo ripieno. Questo è sicuramente ottimo e di più facile preparazione (posso sostituire il pane di mais con una comune mollica di pane?).
    A presto 🙂

    • Certo che si. Questa è la rivisitazione il più vicino possibile alla farcia che negli Stati Uniti utilizzano nel tacchino ripieno, ma sono ammesse tutte le varianti!
      Dicevo a Ines che una volta ho aggiunto per esempio una mela a cubetti all’impasto, e che ci stanno bene anche noci e castagne.
      Il pane bianco non comporta comunque una variazione di sapore essenziale.
      Ci credo che hai faticato non poco a farcire il cappone intero e soprattutto a porzionarlo! È proprio per evitare questo tipo di stress che ripiego sulla fesa di tacchino, che ha comunque un’aria Natalizia.
      Buona serata cara.

  4. You prepared a wonderful stuffing, Sylva. It would be enjoyed at many tables here in the States. In fact, I bet it is better than the stuffing I was served last Thanksgiving — but don’t tell anyone 😉

    • Stufings are one of my specialties. As I tell in my book, the story of my stuffings begins long ago as an exigence but now it’s a delicious solution for different kinds of meet. I don’t believe you… I know your way to cook, dear John!

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