Cacio e pepe (con la “zonta”)

“Cacio e Pepe” è uno di quei piatti che possono trarre in inganno perché a volte si tende a confondere la semplicità con la banalità.
Ma proprio perché si tratta di una ricetta povera, con solo tre ingredienti, richiede un’attenzione maggiore per essere perfetta.
Dunque il classico Cacio e Pepe si fa semplicemente scolando la pasta al dente per poi tirarla in tegame con un mestolo di acqua di cottura, pecorino romano e molto pepe nero entrambi macinati al momento.
In questo modo il condimento diventa cremoso senza l’aggiunta di nient’altro che la pazienza di mescolare in continuazione e dosare eventuali aggiunte di acqua calda fino a fine cottura.
E questa è la tradizione: un piatto basico e saporito.
Se però a questa base classica perfino chef come Heinz Beck e Oliver Glowing aggiungono rispettivamente gamberi marinati con il lime e polpa di ricci, ecco che il piatto diventa subito inedito e innovativo.
Fantastico, no?
Allora nel mio piccolo, anch’io ho fatto un’aggiunta. Semplice, equilibrata, personale.
Durante la mantecatura ho aggiunto alle mie penne qualche cucchiaiata di funghi trifolati.
Il risultato è stato un primo piatto dal sapore sapido e caldo, mitigato dall’aroma dolce e profumato dei funghi.

20140409-011243.jpgOgni aggiunta personale che ho sempre fatto ai piatti tradizionali, mia nonna la chiamava la mia “zonta” e ne sorrideva.
Questa parola, in dialetto Veronese, a me faceva venire in mente quello che mi raccontava la mia mamma sui venditori di castagnaccio, con la bicicletta e il tabarro, che davanti alla sua scuola, quando era una bambina, offrivano a richiesta un pezzettino in più di bole! Quella era la zonta.
Strana cosa la memoria…
Tornando a noi, i funghi trifolati che ho usato erano quelli buonissimi cucinati dalla mia consuocera Giulietta, quei pochi avanzati dal pranzo di Pasqua: semplici e squisiti champignon affettati e saltati in padella con olio, scalogno, aglio e prezzemolo.
Queste due ultime cucchiaiate dunque, le ho utilizzate per arricchire un piatto essenziale come “Cacio e Pepe” senza però stravolgerlo.
Il risultato mi ha convinta. Ha convinto anche voi?

Penne, melanzane e tonno fresco

Vi dirò la verità: con questa ricetta avrei voluto partecipare al Contest Melanzane di Ostriche, ma non ce l’ho fatta.
Quindi la pubblico oggi, mentre le ricette pervenute in tempo utile sono già al vaglio della “giuria”.
Si tratta di un primo piatto robusto, sapido e appetitoso, decisamente più frutto della mia fantasia culinaria e della voglia di sperimentare che della tradizione regionale o di famiglia.

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Occorre per prima cosa ridurre a cubetti 1-2 melanzane, del peso diciamo di circa 400 gr e friggerli in olio ben caldo con 2 spicchi d’aglio schiacciati, che vanno poi eliminati.
Si scolano con un ragno, si fanno asciugare sulla carta da cucina e si salano.
Nella stessa padella si fanno saltare adesso 400 gr di tonno fresco tagliato a dadini della stessa dimensione di quelli di melanzana. Bastano veramente 2 minuti di cottura.
Si scolano anche questi e si “parcheggiano” con le melanzane, salandoli appena e pepandoli invece abbondantemente.
Si dà una veloce pulita alla padella e ci si fa imbiondire dentro 1 piccola cipolla bianca tritata con un filo d’olio e quando è appassita si aggiungono 400 gr di pomodori, sempre a cubetti.
Si uniscono quindi i dadini di tonno e quelli di melanzana e si fanno scaldare.
Si completa con 6-7 foglie di basilico e altrettante di menta spezzettate a mano e la buccia grattugiata di 1/2 limone.
Si condiscono con questo sugo profumato e stuzzicante delle penne (o se preferite anche dei fusilli o dei sedani).
Si passa a parte della mollica di pane raffermo frullata e tostata con aglio grattugiato, olio, peperoncino secco e prezzemolo tritato, come se fosse parmigiano da spolverizzare su un piatto di penne al ragù.

In questa ricetta ci sono diversi passaggi, ma è decisamente semplice e di sicura riuscita.
In più è molto appetitosa e piena di profumi.