Carbonara al tartufo

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Ci sono immagini che non avrebbero bisogno di parole, ma qualcuna ve la dico lo stesso su questo primo piatto robusto e goloso, quasi tradizionale ma sorprendente per la raffinata aggiunta del tartufo.
Il tartufo è quello nero della Lessinia, di cui ho parlato molte volte, facilmente reperibile a prezzi piuttosto ragionevoli.
Io in genere ne faccio un uso abbastanza ampio in cucina: rinforzo i piatti a base di funghi, i sughi di alcuni interessanti arrosti, lo metto sull’uovo al tegamino, sui tagliolini al burro, lo aggiungo alla base di alcune terrine di pesce e cerco sempre nuovi spunti per un utilizzo diverso.
Per questa “carbonara” ho lessato al dente 300 gr di spaghettini.
Nel frattempo ho sbattuto 2 tuorli con 4 cucchiai di panna, 2 di grana grattugiato, 1 pizzico di sale, pepe bianco e tanta acqua di cottura quanta ne occorre per ottenere un composto morbido e cremoso.
Ho fatto dorare in padella 150 gr di guanciale affettato sottile e l’ho sbriciolato sulla carta da cucina.
Ho spazzolato la scorza di 2 bei tartufi con la paglietta di ferro, poi li ho sciacquati e asciugati perfettamente.
Ho scolato gli spaghettini e spadellati a fuoco dolcissimo nel composto di uova mantenendoli morbidi, li ho divisi nei piatti e completati con il guanciale sbriciolato e un’abbondantissima pioggia di tartufo grattugiato.

Io li trovo irresistibili, hanno un sapore complesso e molto morbido, delizioso e raffinato: non lasciateveli sfuggire!

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23 thoughts on “Carbonara al tartufo

  1. Questa fotografia merita proprio un grande applauso! E’ meravigliosa 🙂
    E la ricetta lo è altrettanto perchè è indiscutibile la bontà dei tartufi, quel loro gusto particolare capace di ingentilire diversi piatti.
    Questa può considerarsi una carbonara con i fiocchi e a me gli spaghetti … mi fanno sempre sentire a casa.
    Gran bel piatto, anche stavolta! 😉
    un abbraccio
    Affy

  2. Tartufo? Qui in Sardegna è introvabile.
    Ho provato l’olio al tartufo ma mi ha fatto così schifo che l’ho buttato.
    Non voglio però farmi un’idea sbagliata quindi ho deciso che se mai trovo un lavoro vado a mangiarlo “vero”.
    🙂

      • Devo chiedere a mio fratello quando va al mercato, (adesso ci sono le sagre ad Asti), di portarmi il prezioso fungo profumato, 🙂 poi la preparo, a me piace con le uova, figurati con la ricetta che ci hai proposto!! 🙂

      • Sai il tartufo nero dei nostri Monti Lessini (le Prealpi Veronesi) non è molto pregiato, naturalmente quello Piemontese ha una qualità superiore, ma abbondando un po’ con le dosi, viene un gran piatto comunque!

      • E’ buono comunque Silva, non sono un intenditrice, noi siamo vicini ad Alba e posso dirti che quello bianco costa parecchio ma ci accontentaimo di un piccolo tartufo nero, sentire solo il suo profumo fa venire voglia di mangiarlo con il pane e burro, proprio come fai tu pero’ se ci sentono i grandi chef ci sgridano, 😀 il tuo piatto e’ eccezionale!!!

  3. Questa è la perfezione! Nobilitare una ricetta così tanto apprezzata e portarla su un altro piano ……. magari al quarto ineterno 21, apro subito con la forchetta in amno 😀 😀
    besos
    sally

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