Torta soffice di pere e ricotta

Ho già detto che non amo particolarmente fare le torte, ma naturalmente di tanto in tanto ne sforno qualcuna.
Le più gettonate soprattutto per la colazione del mattino, a casa nostra sono la crostata con la marmellata gialla e le torte di mele, sia strudel che apple pie.
La marmellata gialla è quella di pesche o di albicocche, come la chiamavano i nostri figli quando erano piccoli, mentre quella rossa era indifferentemente di amarene o di fragole.
Siccome però sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, se non proprio di nuovo, questa settimana ho provato una torta di pere e ricotta proprio niente male.

Torta pere e ricotta

Ho sbattuto con le fruste elettriche 75 grammi di burro morbido e 300 gr di ricotta vaccina con 150 gr di zucchero, poi ho aggiunto la buccia grattugiata da 1 limone, 1 bicchierino di grappa di pere Williams (ma si può usare anche un altro liquore a piacere) e ho incorporato 3 uova intere, una alla volta.
Usando una spatola ho aggiunto a questo composto semi liquido 250 gr di farina setacciata, 1 bustina di lievito, 1 pizzico di sale e 4 pere kaiser (si possono scegliere anche le Abate) sbucciate e tagliate a cubetti e ho mescolato delicatamente per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Ho versato questo composto in una tortiera a cerniera imburrata e infarinata e prima di infornare a 180 gradi per circa 50 minuti, ho affettato sottilissima in orizzontale la parte centrale di un’altra pera con la mandolina e ho decorato la superficie della torta.
Non ho spolverizzato con lo zucchero a velo perché le fettine di pera erano carine così.

Crumble di prugne

Mentre postavo qualche giorno fa la ricetta della “Macedonia al forno“, mi è venuto in mente un “Crumble” di Nigella Lawson, che con Jaques Pépin è per me una fonte inesauribile di idee per questi dessert gratinati, semplici ma molto decorativi.

crumbleprugneSi fanno fondere in padella 30 gr di burro, si aggiunge 1 kg di prugne tagliate in quattro e snocciolate, si spolverizzano con 50 gr di zucchero e si completa con il succo e la buccia grattugiata di 1/2 limone. Si fanno ammorbidire poi si versano in una pirofila (o nella già citata tortiera di porcellana da forno).
Per il crumble, si uniscono 150 gr di farina, 1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci e 100 gr di burro a pezzetti e si crea un composto di briciole con la punta delle dita, si aggiungono 75 gr di zucchero e 100 gr di amaretti frantumati. Si mescola e si distribuisce su tutta la superficie della tortiera.
Si inforna a 190-200 gradi per circa 30 minuti.

Ooooops! Ho una foto solo della prima parte della ricetta, perché il risultato finale è stato mangiato prima dello scatto finale… ma è facilmente intuibile!

Semifreddo miele e cannella

I semifreddi sono forse i dolci che propongo più spesso come dessert a fine pasto.
Trovo che concludere una cena con qualcosa di fresco, aromatico e facile da servire sia il modo più rilassante di offrire un dolce.

I semifreddi si possono preparare in anticipo, anzi se ne può addirittura fare una scorta e utilizzarli anche per accogliere gli ospiti inaspettati con qualcosa di sfizioso già pronto.
Uno dei miei must è il semifreddo a base di miele e cannella, che ha sempre un discreto seguito.

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Mescolo insieme in una ciotola 50 gr di zucchero a velo, 2-3 cucchiai di miele d’acacia o millefiori, 2 bicchierini di Cognac o brandy e 1 cucchiaino di cannella.
Incorporo 500 ml di panna fresca montata, ma non troppo, con le fruste elettriche e mescolo delicatamente.
A circa 1/3 di questo composto aggiungo 50 gr di amaretti ridotti in polvere e una grattugiata di noce moscata e lo verso sul fondo di un piccolo stampo da plumcake (foderato di carta forno, che ne faciliterà l’estrazione). Ai rimanenti 2/3 unisco invece la buccia grattugiata di 1 limone e 50 gr di Pavesini frullati e verso anche questo composto nello stampo sovrapponendolo all’altro.
Lo metto in freezer e lo servo a fette decorando con bucce di limone candite e qualche pezzetto di stecca di cannella.

Per preparare questa decorazione prelevo la buccia a 2 bei limoni non trattati, la taglio a fettine che faccio bollire e scolare per un paio di volte per eliminare le impurità, poi le sistemo in un pentolino con con 200 gr di zucchero e 200 ml d’acqua. Faccio cuocere fino a quando le bucce risultano belle lucide e lo sciroppo trasparente.
Conservo in frigorifero in un contenitore col tappo fino a quando non mi servirà.

Il thè delle cinque

20130522-084039.jpgRiunire le amiche per un thè pomeridiano è molto chic, ma per farlo non dovete lavorare.
Al limite potete essere insegnanti, aver scelto il part-time o aver raggiunto l’età della pensione, altrimenti alle cinque sarete ancora in ufficio, in negozio o in studio e l’unico modo in cui concepirete un thè alle cinque sarà svitare il tappo di una bottiglia di Estathè.

Se invece volete offrire un thè “serio”, oltre a scegliere una o due qualità di thè pregiati da servire in belle teiere di porcellana con limone e latte a parte, dovrete procurarvi succhi di frutta e acqua minerale e prevedere la possibilità di offrire in alternativa persino un caffè alle irriducibili estimatrici di questa bevanda. E naturalmente preparare tartine, tortine e tartellette.

A questo punto ci vuole fantasia, perché il fumo negli occhi vale più dell’abilità e dell’esperienza.
Le vere tartine all’inglese non sono altro che minuscoli quadratini di pancarrè senza crosta spalmati di burro salato e sormontati da qualche fettina di cetriolo affettato a velo e una foglia di crescione o valeriana, ma sono insolite e curiose. E anche fresche.
Le pizzette si ottengono tagliando con un coppapasta spizzettato, ma anche no, dei dischetti dal solito pancarrè. Infornatele due minuti sotto il grill spalmate di passata di pomodoro e guarnitele con mezza alice,o una fettina di salamino piccante o di würstel, un pezzettino di mozzarella o quello che vi piace di più. Semplicissime.

Potere fare altre semplici tartine spalmando dei dischetti di pane di segale con poca maionese e completandoli con una fettina di salame, di prosciutto o un gamberetto.
Per stupire, ma senza caricarsi di stress, si possono mettere in tavola anche decine di ovetti di quaglia (rassodati per quattro minuti) che le vostre ospiti sgusceranno da sé, per passare il tempo in alternativa al pettegolezzo. Come condimento, a parte, potrete servire una salsa tonnata già dosata sui cucchiaini da caffè.

Per la componente dolce può bastare una torta di frutta, una crostata o un dolce al cioccolato, preparati anche il giorno prima e affettati al momento o dei biscotti di pasta frolla, sfoglia o lievitata, quelli che vi riescono meglio.
Poche cose, facili ma non banali, sono il segreto per la riuscita di un vero thè all’inglese.