Spiedini di salmone coi limoni del Garda

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Questo è un piatto che preparava mia nonna Emma quando abitava a Garda, però con il delicato coregone del nostro lago, messo in risalto dai poco conosciuti limoni del Lago di Garda, ricchi invece di storia e di sapore.
Io, non amando particolarmente il pesce d’acqua dolce, preferisco usare invece il salmone, dalle carni dolci e gustose, ma non ho sostituito la provenienza campanilistica dei limoni, che avendo una buccia profumatissima particolarmente sottile, si prestano molto bene a questa vecchia ricetta
Ve la do subito perché dopo ho voglia di raccontarvi quello che so sui nostri agrumi gardesani, ossia benacensi, a scelta.

Si tagliano a cubi 5-600 gr circa di salmone privato della pelle e delle lische (io lo trovo già “cubettato” dal mio pescivendolo) e si fa marinare per un’oretta con succo di limone, aneto, olio d’oliva, prezzemolo tritato, pepe e un pizzico di paprika.
Intanto si affettano molto sottili, con un coltello affilato, un paio di limoni non trattati e lavati con cura.
Si toglie il salmone dalla marinata e si alterna sugli spiedini alle fettine di limone piegate in due. Si infornano a 200 gradi per una decina di minuti spennellati abbondantemente di marinata, e poi si servono con le patate bollite, come faceva mia nonna, per mitigare l’asprezza dei limoni.
Questa è la ricetta, adesso permettetemi un po’ di folklore gardesano.

I limoni del Lago di Garda non sono famosi come quelli della Costiera Amalfitana, ma ancora più ricchi di storia.
Fin dal Settecento il litorale a nord di Salò, sulla costa Bresciana, a circa 46° di latitudine, divenne famoso per essere la zona di coltivazione di agrumi più settentrionale al mondo, grazie al suo microclima quasi mediterraneo e alle imponenti serre a vetrate di cui oggi non restano che le vestigia.

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Ma ancora prima, nel 1464 l’antiquario Felice Feliciano scriveva di quella zona che “era luogo profumato dagli effluvi dei rosai e ombreggiato dai rami frondosi di limoni e cedri”.
Nel 1483, anche Marin Sanudo, storico e diarista di origini veneziane riferì di “zardini de zedri, naranzari et pomi damo” presenti lungo la Riviera.
Nel Cinquecento Bongianni Grattarolo, poeta e accademico letterario nativo di Salò, annotava come “la riva del Lago di Garda possiede molti giardini copiosi in ogni stagione dell’anno, di tutti quei pomi che hanno la scorza d’oro”.
Agli inizi del Settecento a Bogliaco fu fondata la ditta “G. Francesco Bentotti per il commercio dei limoni” che li esportava in tutta Italia e in molti Paesi dell’Europa Nord Orientale.
Il limone del Garda era infatti richiesto per “le sue qualità medicinali, per l’acidità, l’aromatica fragranza del succo e della sua corteccia, il suo durar fresco più a lungo d’ogni altro”.
Oltre a ciò era molto apprezzato per la sottigliezza e la lucentezza della scorza e la forma più rotonda, che ne facevano raddoppiare o triplicare il prezzo rispetto a quello dei limoni di altre zone d’Italia.
A cavallo tra Ottocento e Novecento però la produzione dei nostri limoni cominciò a risentire pesantemente della concorrenza di quelli delle regioni meridionali, prodotti a costi molto inferiori, dalle pesanti spese di manutenzione delle limonaie e dalla scoperta dell’acido citrico sintetico.
L’interesse quindi per la coltivazione si andò esaurendo e oggi le storiche e imponenti limonaie che per secoli avevano rappresentato una grande risorsa economica, sono quasi del tutto scomparse.
Una delle poche che ancora resistono è sulla sponda Veronese del Lago, a Torri del Benaco, addossata al castello.

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Il castello di Torri del Benaco fu fatto costruire nel 1383 sulle rovine di un preesistente maniero risalente all’Alto Medioevo, da Antonio della Scala, che fu l’ultimo Signore della Famiglia degli Scaligeri di Verona.
Sul lato meridionale si trova l’antica limonaia, costruita nel 1753 e ancora ben curata secondo le tecniche tradizionali, che consistono nel rimuovere o sigillare perfettamente le vetrate a seconda delle stagioni.
Questa è una scena che si incontrava molto di frequente nel paesi del Lago di Garda fino agli anni Sessanta, direi: i venditori di cedri e limoni con il loro carrettino.

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Quando ero bambina ce n’era uno all’ingresso del ponte per entrare a piedi a Sirmione. Il mio papà mi comprava sempre un grosso cedro che poi a casa mangiavo a fettine coperte di zucchero.

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32 thoughts on “Spiedini di salmone coi limoni del Garda

  1. Ho letto tutto con sommo interesse incuriosito dal fatto che non conoscevo proprio questa qualità di limoni, non avendola mai sentita nominare.
    Dopo aver letto tutto mi viene solo da pensare ed accettare il fatto che nella nostra società il capitalismo e la sola e mera possibilità di guadagno stanno facendo scomparire un qualcosa che è appartenuto alla nostra storia e che era indice di qualità assoluta. Sono sinceramente dispiaciuto!

    Complimenti per il piatto che hai preparato, invoglia tantissimo!

    Un saluto e buon inizio settimana

    • Ormai la scarsa coltivazione e la distribuzione dei limoni del Garda è limitata al nostro territorio. È davvero un peccato: vedessi la meraviglia delle antiche limonaie di cui restano solo alcune parti in muratura ormai. Ce ne sono in ogni cittadina della zona centrale del lago, soprattutto sulla costa Bresciana. Ho trovato giusto dedicare un piccolo tributo a questa antica attività della mia zona e l’occasione è stata la ricetta di mia nonna, rivisitata. Grazie Cix, a presto.

  2. La ricetta la farò senz’altro perchè mi” intriga “molto, purtroppo dovrò accontentarmi dei limoni udinesi. Dei limoni ricordo la bontà perchè tutte le volte che sono andata al Lago li ho acquistati. Sono davvero buoni.

    • Lo sai che a Salò fanno anche un liquore molto simile al limoncello coi nostri limoni? E soprattutto l’Acqua di Cedro della ditta Tassoni, la stessa della famosa Cedrata, ormai in disuso e dimenticata, ma sempre con gli agrumi che si coltivano sulla sponda occidentale del Garda. Sono curiosità alimentari che vale la pena di conservare quanto più possibile.

    • Grazie Maria Vittoria. Non sempre i racconti che accompagnano le mie ricette sono storici, a volte sono solo ricordi personali o aneddoti familiari. Altre invece di basano come quella di oggi su informazioni locali poco conosciute che è un piacere condividere.

  3. La ricetta è ottima. Anche io preferisco il pesce di mare anche perchè qui è praticamente impossibile trovare altro…
    La storia è invece profumatissima anche se mi dispiace sempre leggere di qualcosa che nel passato aveva grande prestigio e che ora invece sopravvive appena. E’ un vero peccato.

  4. Non sapevo dei limoni del Garda, hai fatto bene Silva a ricordarlo, devono essere ottimi, sei dolcissima quando parli del tuo papa’ e la ricetta e’ ottima, io cucino spesso il salmone e cucinato in questo modo, a spiedini, mi piace tantissimo, grazie cara, come sempre ci hai deliziato con una ricetta buonissima e con un racconto molto interessante, ti abbraccio cara, buonanotte e a domani, qua stasera piove, si stava cosi’ bene con il sole! ❤

    • Eh sì, mi piace tanto raccontare le storie che so del nostro territorio legate agli ingredienti delle mie ricette! I nostri limoni e i cedri sono buonissimi, ma soprattutto sono molto belle le limonaie lungo la costa Ovest che si vedono dal battello. È un paesaggio suggestivo.
      Buonanotte Laura, a domani. Qua non piove, ma i miei dolori dicono che sicuramente sarà per stanotte o domani!

  5. Pingback: Mousse al limone con salsa di limoni caramellati. | Silva Avanzi Rigobello

  6. ho trovato interessante la tua ricetta, ma ancor di più sono rimasta incantata dai racconti storici del tuo territorio. Anni fa visitai velocemente Limone con lo zio del cuore, ormai trapiantato in Trentino; grazioso centro sul lago! Sconoscevo la intrigante opportunità di visitarlo dall’acqua. Avrò tempo per rifarmi, (spero!). Grazie per le tue lodevoli curiosità, affettuosità Rosamaria

    • Dietro ad ogni ricetta c’è una storia, personale o del territorio. Sono quelle che racconto nei miei libri come spunto per stimolare chi mi legge ad approfondire zone e ingredienti che ancora non si conoscono. Ogni tanto lo faccio anche sul blog ormai. Naturalmente con i limoni del Garda gioco in casa!

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