I gamberi di Forrest Gump

Qualche settimana fa raccontavo come abbiamo passato una tranquilla serata in famiglia guardando la registrazione di quel film capolavoro del ’94 di Robert Zemeckis che è Forrest Gump.
Penso l’abbiate visto tutti o a suo tempo al cinema o più tardi in televisione in una delle tante repliche che hanno proposto sia la Rai che Mediaset e Sky.
Ricorderete che Forrest fece fortuna con la pesca dei gamberetti e chiamò la sua impresa Bubba Gump Shrimp Company.
Sulla scia di questa storia qualcuno ha avuto l’idea di aprire una catena di ristoranti in America proprio con questo nome, dove si mangiano soprattutto gamberi in modo molto informale, anche se i prezzi sono quelli da “ristorante con la tovaglia” (distinzione da imparare subito se intendete fare quel famoso viaggio negli Stati Uniti di cui molti di voi mi hanno spesso parlato).
Io faccio i gamberetti fritti proprio come quelli che ho mangiato nel ristorante Bubba Gump al Pier 39 di San Francisco.
C’è stato un anno in cui siamo andati per dieci giorni solo a San Francisco e dintorni. È una cosa che facevamo spesso quella di approfondire con calma una zona visitata in precedenza se non frettolosamente comunque non in modo dettagliato ed esauriente come avrebbe meritato.
Era il nostro terzo approdo alla città del Golden Gate, e non ci tornavamo da una decina d’anni mi pare.
San Francisco non è una città che cambia, non è caotica, è “friendly” con i suoi abitanti e con i visitatori, è varia e bellissima, facile da girare e piena di emozioni e colori, ti ci senti a tuo agio fin dal primo momento.
Avrei mille cose da raccontare delle nostre esperienze nella Bay Area, alcune sono nel mio libro U.S.A. e Jet, altre magari le riassumo in un post uno di questi giorni.
Adesso però parliamo dei gamberi alla Gump.

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Setaccio 150 gr di farina, 50 gr di maizena, 1 pizzico di peperoncino e 1/2 bustina di lievito per torte salate in una ciotola.
Aggiungo 1 uovo intero e 1 cucchiaio di olio di oliva e mescolando con una piccola frusta unisco circa 150 ml di acqua fredda gassata per ottenere una pastella liscia e densa, in modo che i gamberi siano rivestiti di uno strato spesso.
Conservo la preparazione in frigorifero.
Dopo averle sciacquate rapidamente, sguscio circa 400 gr di code di gambero lasciando attaccata la codina, le libero del filo intestinale e le tampono con la carta da cucina.
Le infarino leggermente, le scuoto per eliminare la farina in eccesso e le passo nella pastella reggendole per la codina.
Le immergo in olio caldo, poche per volta e le friggo finché non risultano dorate.
Le scolo con la schiumarola, le appoggio sulla carta da cucine e le servo subito.

Non servo i miei gamberi alla Forrest Gump su finti fogli di giornale come quando li ho mangiati a San Francisco, ma li accompagno anch’io con le patatine fritte, la salsa tartara (https://silvarigobello.com/2015/03/04/salsa-tartara-e-analogie-bizzarre/), una ketchup dolce e piccante e l’insalata coleslaw (http://silvarigobello,com/2015/05/14/coleslaw-limmancabile-insalata-di-cavoli/), per divertirmi un po’ quando mi prende la “nostalgia gastrica”.

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Arrosti di maiale e popover alle mele

L’inverno è la stagione dei grandi arrosti, delle carni morbide e succulente cotte al forno o in tegame, dei profumi intensi di spezie, frutta ed erbe aromatiche e della ricerca di salse e contorni che li accompagnino degnamente.
L’arista e il filetto sono i prìncipi degli arrosti di maiale, di cui vi ho dato molti esempi, e secondo me vanno serviti sempre con qualche contorno particolare che esalti e ingentilisca il loro sapore deciso.
Ve ne ricordo tre di cui vi ho parlato: Un nuovo arrosto farcito (di prugne) del 9.12.13, Filetto di maiale (con salsa di mele) del 24.2.14 e, perché no, Il polpettone di Woodstock (con le albicocche nell’impasto) del 23.8.14.
Vicino a tutte e tre queste preparazioni, ma anche a una semplice arista di maiale cotta nel latte con il tàmaro, stanno benissimo i Popover alle mele: deliziose, profumate, golose e insolite focaccette che ricordano nella forma i muffin, ma la somiglianza finisce lì.

20141025-022135.jpgLa cosa più semplice è frullare 125 gr di farina, 2 uova, 150 ml di latte, 150 ml di acqua gassata, un pizzico di sale e un po’ di pepe. Mentre questa pastella riposa per una mezz’oretta, si fanno rosolare 100 gr di pancetta affumicata tritata grossolanamente in un tegamino finché diventa bella croccante e si lascia raffreddare.
Si sbucciano 2 mele renette e si tagliano a pezzetti, poi si fanno saltare in un padellino con 2 cucchiai di miele, una noce di burro e 2 cucchiai di succo di limone.
Si tolgono dal fuoco quando lo sciroppo inizia ad assumere l’aspetto del caramello e si pepano con generosità.
Si aggiunge alla pastella la pancetta croccante e si riempiono fino a metà 12 stampini da muffin leggermente oliati.
Si distribuisce sopra a ciascuno un cucchiaino di mele e si infornano a 220° per 15 minuti.
Si lasciano intiepidire, si passa la lama di un coltello intorno agli stampini per sformarli meglio e si servono con uno degli arrosti di cui abbiamo parlato, oppure un altro a vostra scelta.

Spesso abbino il maiale alla frutta dunque, che è dolce e contemporaneamente asprigna, quindi perfetta per bilanciare il gusto della carne di maiale e i popover alle mele sono un contorno insolito, per quanto l’abbinamento mele/maiale sia uno dei più comuni, che non mancherà di stupire e rendere felici i vostri ospiti.
Com’è che diceva quel tale? Provare per credere!