Per favore, non chiamatelo polpettone

Il pasticcio di carne è un piatto di origine Anglosassone che costituiva il pratico pasto dei minatori della Cornovaglia.
Però l’ho sentito chiamare Shepherd Pie, cioè: pasticcio del pastore… stranezze Anglosassoni!
Guidata dallo spirito di Gordon Ramsey, ne ho fatto qualche tempo fa una interessante rivisitazione che vorrei condividere.
Ho fatto saltare in padella con olio e burro 200 gr di funghetti coltivati affettati, 1/2 spicchio d’aglio ridotto a crema e le foglioline di 1 rametto di timo, ho salato e una volta cotti li ho lasciati intiepidire.
Li ho poi uniti a 400 gr di polpa macinata di maiale insaporita con 2 scalogni e 1 gambo di sedano tritati, prezzemolo, grana grattugiato, 1 uovo intero, noce moscata, sale e pepe.
Ho dato all’impasto la forma di una pagnotta, ho praticato al centro un solco e l’ho riempito con 300 gr di salsiccia spellata.
Ho avvolto tutto nella pellicola e conservato in frigorifero finché ho preparato una pasta brisé con 300 gr di farina, 150 gr di burro, 1 pizzico di sale e 1 dl d’acqua molto fredda.
Dopo averla fatta riposare la solita mezz’oretta, l’ho stesa con il mattarello, al centro ho posizionato il polpettone, l’ho sigillata spennellando i bordi con una miscela di uovo e latte e l’ho appoggiata, con la congiunzione in basso, in una pirofila coperta di carta forno imburrata.
Con i ritagli ho formato foglie e boccioli di rosa e li ho applicati sulla parte superiore della pasta intorno al foro che ho praticato al centro per la fuoriuscita del vapore.
Ho spennellato tutto con i rimanenti uovo e latte e infornato a 170 gradi per 50 minuti.
È venuto una bellezza. Peccato averlo dovuto tagliare per servirlo, ma l’ho fatto in tavola, così tutti l’hanno potuto ammirare prima di gustarlo.

20131222-091657.jpgOvviamente, se voleste cucinarlo a Natale, vi suggerisco di decorarlo con dei motivi più adatti alla stagione, tipo stelle, abeti, angeli, ritagliandoli con le formine taglia biscotti.
Non snobbate questo piatto perché vi ricorda il polpettone… è molto di più!!

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15 thoughts on “Per favore, non chiamatelo polpettone

  1. ma che spettacolo!!! che bella idea…col tagliabiscotti !!! ho giusto un polpettone che conservo in frezeer…invece di farlo lesso…potrei utilizzare questa idea…rivestirlo con pasta brisè..potrebbe diventare un secondo …delle feste…con tutte ste cene!!! interessante!! sempre mille idee tu !!

  2. favoloso! spesso il polpettone viene denigrato invece presentato in questo modo sono certa che nessuno si tirerebbe indietro dall’assaggiarlo…me compresa!
    ti abbraccio e ti auguro una buona domenica
    Silvia

  3. Com’è belloooo …. appena l’ho visto ho pensato ti fossi convertita alla ceramica: dalla cucina all’argilla. Ma è fantastico con quelle applicazioni che lo rendono “ultra-super-special” e c’è pure l’ombelico per guardarci dentro! 😉
    Non parlo del gusto perchè ormai mi hai abituata a piatti eccezionali ma l’amorevole vestitino con il quale hai inteso addobbarlo me lo rende vincente su tutti i fronti.
    Bellissima idea, ottima presentazione. Tutto sembra meno che un “pasticcio”, questa è una vera opera d’arte.
    E vestirlo in base al proprio estro, alla propria fantasia me lo rende davvero simpatico.
    Complimenti bella Signora, sempre trop(P)po brava!
    un abbraccione … per gli auguri ripasso 😉

    • Grazie cara. Sono così felice che ti sei rifatta viva! Non ti ho disturbata perché ho immaginato che se non commentavi le mie ultime creazioni (o creature) era perché avevi qualche impegno che ti distoglieva dal gioco del buon gourmand, ma ‘staltra volta se ti allontani, lasciami almeno di nuovo Fotograffio a tenermi compagnia. Cominciavo ad affezionarmi anche a lui!
      Buona domenica sera e felici ultimi giorni d’Avvento.

  4. In Michigan, where I was raised, there is a meat pie tradition, too. Some say it came from Cornish miners that came to the area early in the 1800’s. They’re delicious, as I’m sure yours is, but none are decorated quite as beautifully as yours. Very nicely done, Sylva.

  5. E come si potrebbe snobbare un piatto come questo?
    Ho cucinato la torta del pastore del mio buon amico Gordon e mi è piaciuta molto. Questa tua versione ha promette proprio bene.
    Un abbraccio Silva, buone feste
    Emanuele

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