Pesce spada con limone caramellato

Finché non ho fatto la prima vacanza in Sicilia, non avevo mai mangiato il pesce spada.
Nel 1979 non è che a Verona si trovasse sui banchi dei pescivendoli facilmente come oggi. Non c’era nemmeno il tonno fresco, comunque, ma solo lo spinarolo (l’asià) per quelle preparazioni che richiedevano il pesce a fette.
Adesso, anche se non è sempre presente nei miei menù, ogni tanto lo cucino e mi piace molto, anche come ingrediente per il sugo della pasta qualche volta, ma più spesso come secondo piatto.
Questa ricetta è nuova e molto intrigante secondo me, ma se non dovesse piacervi vi ricordo lo spada più classico con la salsa tipo Pico de gallo: https://silvarigobello.com/2015/05/13/pesce-spada-alla-mediterranea/

20150902-140304.jpg
Si taglia 1 limone a spicchi, che si fanno caramellare in un padellino con 1 cucchiaino di zucchero scuro di canna, 1 cucchiaio di miele, 2 cucchiai di aceto di mele e 1 noce di burro.
Si tolgono dal fuoco appena sono lucidi e si tengono da parte.
Si rosolano in tegame con un filo d’olio 2 fette di spada di circa 250 gr l’una, dopo aver tolto la pelle.
Si insaporiscono con sale e pepe, si sfumano con uno spruzzo di aceto di mele e appena è evaporato si completano con alcune zeste ricavate con il rigalimoni e qualche cappero.
Si impiatta aggiungendo i limoni caramellati e il loro sugo e si serve con un’insalata.

Questa è a mio avviso una ricetta molto sofisticata e assolutamente da provare perché il limone caramellato dona al piatto un tocco pungente e il miele ingentilisce il sapore deciso del pesce spada.

Involtini al limone

Voi le fate le scaloppine al limone? Io le facevo spesso, soprattutto quando i ragazzi erano ancora a casa: piacevano soprattutto a mio figlio, mentre mia figlia gradiva di più quelle classiche al Marsala.
Da qualche anno però, dopo uno dei nostri viaggi (da cui torniamo sempre carichi di “Sfusato di Amalfi” e “Ovale di Sorrento”) in Costiera Amalfitana e nella Penisola Sorrentina, cucino piuttosto che le scaloppine, degli involtini al limone che sono la fine del mondo.
La prima volta, li ho assaggiati in un Ristorante molto noto di Sorrento, dove si pranza in una limonaia sotto un pergolato carico di zagare e di frutti giallo intenso. Li ho trovati irresistibili, merito anche dei prodigiosi limoni che crescono in quella terra benedetta e li ho fatti miei..

20140618-170712.jpgLa ricetta è semplicissima e come spesso accade è proprio la bontà dei pochi ingredienti richiesti e determinare la qualità del piatto.

Si stendono sul piano di lavoro 600 gr di scaloppine di vitello e si coprono con una fetta di prosciutto crudo non troppo sottile e una fettina di limone tagliata con un coltello affilatissimo.
Si arrotolano gli involtini, si fermano con il solito stecchino o con un giro di spago da cucina e si infarinano leggermente.
Si fanno rosolare in padella con olio e burro. Si sfumano con 1/2 bicchiere di vino bianco, si aggiunge il succo di 1 grosso limone profumato e si continua la cottura.
Quando sono belli dorati si servono con qualche fettina di limone e alcuni fiori del cappero che ne accentuano la leggera e gradevole acidità.

Vedrete: se amate le scaloppine al limone, apprezzerete sicuramente questi involtini così profumati.