Torta Delizia

Sono nata, con l’aiuto della levatrice del paese natale della mia mamma, in casa dei nonni materni, come era tradizione in quegli anni.
Era un paese minuscolo, ormai inglobato come periferia nel Comune di Verona. Infatti dista non più di 6 o 7 km dal centro della città.
La casa dei miei nonni era accanto a quella della mia bisnonna, che viveva con il figlio primogenito e la sua famiglia. Le due case avevano un grande cortile in comune con un fico e il pollaio e si affacciavano direttamente sulla strada Provinciale, non lontano dalla fontana con il lavatoio comune ormai scomparso, insomma “in centro”.
La Parrocchia (di cui un mio prozio era il campanaro) sorge invece nella località “Molini” dove il mio trisavolo aveva la sua attività di mugnaio, ma ve ne ho già spesso accennato.
Fino al 1958 la Valpantena era servita da un tramway che partiva da Porta Vescovo e andare a trovare i parenti con “il trenino” era una vera avventura per una bambina cresciuta in pieno centro storico.

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Oltre a passare a salutare tutti i parenti, una sosta d’obbligo era quella dalla signora Gigia: una delle persone più ricche e influenti del paese. Più che una visita era un dovere per renderle omaggio: retaggio d’infanzia della mia mamma.
La sua domestica preparava un dolce indimenticabile che ci è stato servito per moltissimi anni, ogni volta con un bicchierino di vino passito che anch’io dovevo assaggiare per compiacerla.
L’eredità di questa ricetta è arrivata a me attraverso la cortese figlia della signora Gigia, ex compagna di scuola della mia mamma, ma solo dopo la sua morte.
Questa è la Torta Delizia e adesso capirete il perché del nome, seguendo la mia ricetta modernizzata.

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Si prepara il guscio di questa delizia con 200 gr di farina 00, 100 gr di burro molto freddo tagliato a cubetti grandi come piselli, 1 cucchiaio di zucchero, 1 pizzico di sale e 2-3 cucchiai di acqua gelata.
Si impasta velocemente con la punta delle dita, si fa una palla, si incarta con la pellicola e si mette in frigorifero.
Intanto si prepara la crema frangipane classica come ripieno.
Con le fruste si battono 100 gr di burro questa volta a temperatura ambiente, dunque morbido, con 80 gr di zucchero. Quando il composto è gonfio si incorpora 1 uovo, si miscela col frullino e poi si aggiunge 1 altro uovo.
Si uniscono adesso 80 gr di farina di mandorle e 50 gr di farina autolievitante e si mescola accuratamente.
Si toglie la pasta dal frigo, si impasta velocemente e si stende con il mattarello tra due fogli di carta forno della misura della tortiera, compreso il bordo.
Si trasferisce così com’è nella tortiera scelta, leggermente imburrata. Si inforna per 10 minuti a 180 gradi.
Trascorso questo tempo si toglie il foglio superiore e si cuoce per altri 5 minuti, finché la pasta non risulta dorata.
Si sforna, lasciando il forno acceso, e si lascia intiepidire.
Si spalma il fondo con 200 gr di confettura di prugne e si versa delicatamente la crema frangipane. Si livella, si cosparge di lamelle di mandorle e si inforna di nuovo per altri 40 minuti circa.
Quando si sforma, la carta forno inferiore va tolta con delicatezza per non rompere la torta.

È una torta veramente deliziosa, che a me piace servire con un bicchiere di Recioto Bianco di Soave, contravvenendo alle regole ferree della signora Gigia.

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27 thoughts on “Torta Delizia

    • Adoro queste che bene o male sono ricette di famiglia, con una storia di ricordi e di affetto fra gli ingredienti! Come hai notato tu, la ricetta è particolarmente articolata e il risultato è fantastico, anzi… una delizia!

      • E si’, ho visto, la tua torta la faro’, mi piace tantissimo, appena usero’ di nuovo il forno, oggi qua fa di nuovo caldissimo mentre domani e dopo cambia di nuovo, prendiamoci tutto da quest’estate torrida, passa troppo in fretta, siamo gia’ a meta’ agosto, 🙂 baci amica mia, vengo a curiosare un po’ da te, 😀

      • Mamma mia, vola davvero il tempo! Nei due mesi che ho passato al lago spesso non mi sono mossa di casa per il troppo caldo: come rimpiangerò di non aver fatto qualche bagno in più quando arriverà l’autunno!

      • Penso che l’acqua al lago sia comunque fredda, vero Silva, io se faccio il bagno dev’essere almeno tiepida altrimenti poi rimango tutta incriccata, 😀 mi ricordo che da ragazza facevo spesso il bagno da mia zia a Salerno a mezzanotte, l’acqua era caldissima!!! Altri tempi, altra eta’, ora mi accontento della vasca idromassaggio, o della doccia emozionale, l’hai mai provata, perche’ non ci regaliamo una settimana in un beauty farm, troviamo un posto a meta’ strada, 😀 😀 😀 sarebbe troppo bello, ecco ho trovato, appena posso ci organizziamo, se ci penso, sai che relax, che chiaccherate, in questo periodo sono una pelandrona, 😉

      • Amica mia! Il bagno al lago è inteso in piscina, non certo NEL lago! Anche noi quando eravamo giovani andavamo la domenica a fare il bagno NEL lago in una località vicino a Torri del Benaco che si chiama Acque Fredde… si nuotava per forza per non morire, anche in agosto era gelida! Adesso solo in qualche località dove il mare è particolarmente caldo mi bagno, se no sto seduta sul bordo della piscina del Residence solo con i piedi a mollo.
        La mia Lisa è un’appassionata frequentatrice di luoghi termali: ne abbiamo tanti qua intorno, io coi miei problemi di cuore e di respiro, devo invece stare attenta a molte cose: il vapore, gli oli essenziali troppo intensi… sono diventata come una macchina da rottamare, ma se tengo duro ancora un po’ divento “d’epoca” e aumento di valore! Ah ah.
        Bella l’idea comunque! Grazie del pensiero. Un abbraccio grosso grosso che duri tutta la serata.

      • 😀 anch’io sono d’epoca, pensa il vantaggio, con noi i nostri mariti non pagano il bollo, 😀 ti adoro tesoro, quando c’incontreremo sara’ sempre fantastico qualunque cosa facciamo!!! Baci cara, buona serata, il tuo abbraccio me lo prendo tutto, ❤

  1. Pingback: Almond and Fig Tart | Stefan's Gourmet Blog

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