I PARCHI  A TEMA AMERICANI

Tratto da “U.S.A. E. JET.  ovvero: come sopravvivere ai viaggi  fai da te in America”

Nei  ricordi di Silva un posto di primo piano spetta ai Parchi a tema, luoghi di divertimento e gioia  per grandi e piccini e occasioni di scoperta di nuovi e gustosi cibi americani.

Lei raccomanda di viverli con il cuore sereno e leggero, godendo della presenza vivace e rumorosa dei figli, della spensieratezza dei luoghi, della gentilezza e affabilità delle persone , della certezza di vivere una esperienza indimenticabile.

Ricordo gli  occhi incantati e il sorriso sempre presente sul volto del mio amore, il suo entusiasmo e gli applausi per  gli spettacoli, gli abbracci ai personaggi Disney mentre era in fila con i bambini per l’autografo, la ricerca di nuovi sapori nei vari ristoranti, la felicità coinvolgente con la quale affrontava le attrazioni  e i gridolini di stupore e gioia per ogni nuova emozione.

Ricordo la continua raccolta di ogni oggetto,biglietto, depliant e foto che potesse fissare e perpetuare nel tempo ogni singolo momento.

Ho nella mente e nel cuore  la dolcezza di quei giorni.

Eccovi Silva:

“Bait, Bite and byte (esche, morsi e tecnologia)”
Oggi cercherò di catturarvi con l’esca della curiosità  e della fantasia e proverò a farvi saggiare un piccolo morso  della magia di certi luoghi che mi sono rimasti nel cuore e nella memoria anche dopo tanti anni.

Non intendo parlare di sensazioni tenere e private vissute in momenti particolari della mia vita, quelle sono esperienze troppo personali, dolcissime, assolutamente irripetibili, non condivisibili e soprattutto poco coinvolgenti per chi legge. Ognuno ha il proprio  inestimabile tesoro di ricordi intimi a cui è legato, ricordi che ci commuovono o ci divertono solo se li abbiamo vissuti in prima persona.

Parlerò invece di Parchi a tema , molti dei quali esistono grazie  ad una speciale miscela di sfrenata immaginazione  ed avanzatissima tecnologia: un indimenticabile insieme di emozioni computerizzate.

Nei miei ricchissimi album dei ricordi di viaggio, strapieni di ” gorgeous memorabilia ed extravaganza galore ” non c’è stato modo di infilare anche l’emozione provata durante la mia prima visita al Parco Disneyland di Anaheim, l’irresistibile Regno della fantasia, nel 1985.

Ci hanno trovato posto solo i biglietti d’ingresso , le mappe , le contromarche del parcheggio, gli autografi di Paperino, Cip e Ciop e Minnie, la foto abbracciata a Pluto  e i conti dei ristoranti a tema. Il resto, l’aspetto ottimista e ingenuo dello spirito americano, l’incontro con i personaggi Disney, la gioia di emozionarti e sentirti parte delle favole , tutto questo mi è rimasto dentro, un ricordo indelebile della suggestione  che mi rapisce sempre e dell’atmosfera allegra e rilassata di questo Parco , dove gli svaghi sono irresistibilmente semplici e piacevoli.

Sono sempre stata presa in giro dai miei perché fin dalla prima volta ho preteso che l’attrazione da affrontare all’inizio fosse il giro orientativo sul trenino, che permette di avere un’immediata panoramica del Parco, una specie di anticipazione della magia.

Li lasciavo dire e intanto mi godevo felice il fischio della locomotiva , il sorriso del capotreno , la salopette a righe del fochista, l’occhiata alla cipolla da tasca del capostazione prima della partenza e lo scambio di gesti di saluto con chi era già in coda davanti alle attrazioni.

Le zigzaganti mega code di Disneyland che si snodano interminabili e le conseguenti lunghe attese, consentono di fare nuove amicizie, di scambiare pareri e impressioni, intrattenere relazioni, farsi corteggiare, raccontare del proprio cane, gatto, pesce rosso o canarino lasciati a casa, riassumere la storia della propria vita, mostrare le foto di famiglia. So di persone che dopo essersi conosciute davanti al padiglione di Peter Pan , alla fine del volo fino all’Isola che non c’è, si sono fidanzate e poi sposate, data la profonda conoscenza maturata nell’attesa del proprio turno.

Walt Disney Word , in Florida, in parte è un clone di Disneyland , nella zona del Magic Kingdom, e in parte è costituito da EPCOT (acronimo di “Experimental Prototype Community Of Tomorrow”), con la sua inconfondibile geosfera sfavillante all’ingresso e si sdoppia in Future World e World Showcase, dove è rappresentata anche l’Italia , in maniera un po’ approssimativa se vogliamo, ma non c’è da formalizzarsi.

All’ombra del campanile di San Marco, abbiamo mangiato le leggendarie Fettuccine Alfredo, poi degli appiccicosissimi Danish alla cannella nel padiglione della Norvegia e, all’interno del Magic Kingdom, sia gli indimenticabili gelati di fragole, che la versione da passeggio della banana split ,che vengono venduti su antiquati carrettini falso-vittoriani lungo i percorsi di trasferimento.

Di solito si trovano vicina alla macchina rossa coi fregi dorati  del pop-corn.

Non lasciateveli scappare, potrete rinfrescarvi mordicchiandoli seduti scomodi e sorridenti sul cordolo del marciapiedi della Main Street durante la magica Parata del pomeriggio. O applaudendo al passaggio dell’Elettrical Parade che conclude  “brillantemente” la serata in entrambi i Parchi.

La vegetazione lacustre,gli arbusti, le aiuole, i cespugli fioriti, gli alberi frondosi di tutto Disney World sono rigogliosi in maniera  quasi imbarazzante. I laghetti e gli stupefacenti giochi d’acqua sono rinfrescanti e fantasiosi.E perfino il modo di raggiungere il Parco può essere personalizzato.

Per esempio all’andata si può scegliere la Monorail e poi tornare  al parcheggio col battello a pale attraversando uno dei più di cento laghi della Regione. O viceversa, naturalmente.

Anche Sea World si può visitare con soddisfazione  sia in Florida che in California e non ci sono grandi differenze: si vedono da entrambi più o meno le stesse acrobazie dei delfini ammaestrati, lo stesso scherzo delle orche addestrate ad annaffiare le prime due file di spettatori, gli esercizi di foche,otarie e trichechi, gli stagni coi Flamingo, i venditori di churros, le vasche dei pinguini, dei pesci tropicali, degli squali, davanti alle quali gli stessi stupidi bambini fanno smorfie, boccacce  e battono sui vetri.

Lo spettacolo di Shamu è comunque emozionante in entrambi i Parchi.

Quello di San Diego l’abbiamo visitato anche a fine dicembre e siamo stati accolti dagli antenati Barney e Fred sotto un grande albero composto da decine e decine di stelle di Natale in vaso, molto suggestivo,mentre un coro cantava dal vivo allegre carole Natalizie. Nonostante i 24 gradi di temperatura e il sole splendente.

Gli Universal Studios sono un’ennesima attrazione presente sia a Orlando che a Los Angeles, ma i nostalgici appassionati di Cinema come me visitavano più volentieri questi ultimi , che in qualche modo sembravano più credibili degli altri , più concretamente legati alla realtà hollywoodiana e al suo glorioso passato.

Ormai però tutti gli Studi cinematografici sono scomparsi da Hollywood ad eccezione della Paramount, che ancora resiste con la sua maestosa facciata color avorio e crema sull’elegante Melrose Avenue, testimonianza della storia del Cinema , che ormai sembra più che antiquata, addirittura antica. Come i dinosauri nei Tar Pit di La Brea.

Durante l’ultima visita, nel 2010, però li ho trovati enormemente cambiati, quasi non si riconoscono. Ormai assomigliano sempre più a Luna Park che a Studi Cinematografici. Mi piacevano di più una volta, quando visitarli era realmente eccitante ed evocativo e i film rappresentati erano leggendari monumenti alla storia del Cinema.

Sono stato in assoluto il primo Parco che ho visitato negli Stati Uniti, 30 anni fa, a bordo di un tram con guida parlante solo in Inglese, che mi ha portato sui set dove sono stati girati antiquati e famosissimi film come lo Squalo , Psycho, Conan il Barbaro, E.T., I dieci Comandamenti, Guerre stellari, Ritorno al futuro, Airport 77, Apollo 13, King Kong, Jurassic Park, è una infinita serie di telefilm che non sto ad elencarvi. Cito solo la Signora in giallo, che continuo a  seguire con passione, anche dopo aver scoperto con disappunto che Cabot  Cove non esiste e che gli esterni sono stati tutti girati a Mendocino, nella California  del Nord e non nel Maine.

Poi ho passeggiato nei fumosi saloon dei film western, nella jungla di Tarzan, in una piazza di Roma antica, tra le tombe di polistirolo di un cimitero della Guerra Civile, mi  sono seduta sulla panchina di un parco cittadino col Municipio e la Torre dell’orologio, sono sfuggita alle zampe anteriori di King Kong, ho volato in bicicletta con E.T., ho affrontato le fauci di uno squalo ad Amity, sono sopravvissuta ad un terremoto e ad un’inondazione, mi sono fatta fotografare accanto alla DeLorean di Doc, coi sosia dei più grandi attori del passato e con Woody Woodpecker, che adesso però non circola più sui vialetti intorno ai punti di ristoro, da dove è scomparso anche quel simpatico Pinguino di cui ho l’autografo.

Che fine avranno fatto? Chissà se L’ ASPCA , l’associazione che in America si dedica alla Protezione degli Animali, se ne sta occupando.

Gli MGM Studios, che adesso sono diventati Disney Studios, sono finti teatri di posa che fanno concorrenza  agli Universal , dove ci si diverte coi personaggi dei cartoni Disney  in carne e ossa  e si passeggia in un bellissimo falso Hollywood Boulevard con tanto di Man’s Chinese Theatre in fondo al viale , dove ti puoi far fotografare in compagnia dei VIP o finire  sulla copertina di qualche Tabloid . Sia a Orlando che ad Anaheim.

Nell’unica sede di Buena Park, nella Orange County, a 10 minuti da Disneyland e senza filiali in Florida, c’è la deliziosa Knott’s Berry Farm il cui soggetto è il Far West. Puoi farti contagiare dalla febbre dell’oro e trovare una pepita setacciando la sabbia in uno speciale angolo del Parco sorvegliato  da un vecchio cercatore e dal suo mulo , salire su un’autentica diligenza del 1800 o su un trenino minerario a scartamento ridotto, assistere ad uno spettacolo di bellissime  ballerine di Can Can in un Saloon quasi credibile , comprare un portachiavi  con una vera zampa di coniglio portafortuna , incontrare i Peanuts , provare tutte le più classiche delle attrazioni  e assaggiare le specialità  della signora Cordelia Knott, che con il marito Walter ha cominciato la sua attività nel 1920 , vendendo su una bancarella lungo la strada di fronte alla loro fattoria , conserve, marmellate e gelatine fatte in casa.

Successivamente hanno aperto un ristorante per famiglie che serviva cibi semplici e campagnoli e poi un’area destinata al luna Park che negli anni si è via via ingrandita. E anche i ristoranti  sono aumentati  di numero .

Si assomigliano un po’ tutti, ma sono ugualmente divertenti anche se piuttosto rustici , per veri “Pioneers in heart”.

È lì che ho mangiato per la prima volta corn on  the cobb   , una pannocchia fresca bollita , intinta nel burro fuso, abbondantemente salata e servita con un eccellente burger alla salsa di peperone rosso veramente notevole , magari non proprio di facilissima digestione , ma squisito.

E comunque , con tutta la Pepsi free refill che si ingurgita, digerire non è certo un problema.

E adesso,per par condicio, faccio un accenno ad un’attrazione unicamente floridiana: Cypress Garden, sorta a Winter Haven, a metà del strada tra Orlando e Tampa.

Si tratta del primo Parco a tema  degli Stati Uniti, nato nel 1936  come. Giardino botanico sulle rive del lago Eloise, uno specchio d’acqua che fin dal 1943 divenne teatro di eccezionali  spettacoli  di sci nautico, molti dei quali fecero da sfondo ai film con Esther Williams.

Come “Chi è Ester Williams?” , scherziamo ?! E adesso mi direte che non sapete nemmeno chi era Bob Hope, ma non avevate il coraggio di confessarlo vero?!

Cypress Garden era una rilassante distesa di giardini  fioriti sulle rive di tranquilli corsi d’acqua da percorrere pigramente in barca fra mangrovie, ficus, cipressi,salici, magnolie e sorprendenti banyan tree, occhieggiando alligatori e candidi aironi.

Il parco era costellato di verdissimi prati delimitati da cespugli di rododendri e azalee e dolci declivi che culminavano in romantici gazebo, da affrontare in  salita  per raggiungere  autentiche ,radiose bellezze del Sud abbigliate con crinoline ,vaporose gonne a cerchi e graziosi  cappellini di paglia, che salutavano con morbidi movimenti del polso i sorridenti visitatori accaldati.

C’era anche una porzione di ombroso e rigoglioso boschetto felicemente abitato da picchi , ghiandaie e scoiattoli,dove si poteva assistere a gare di equilibrio sui tronchi galleggianti o a sfide di taglio degli alberi,inscenate da muscolosi boscaioli che indossavano pittoresche camicie scozzesi di flanella nonostante il caldo afoso tipico della Florida Centrale , che infastidiva perfino noi turisti col nostro abbigliamento piuttosto succinto. Poveretti.

In un sacco di punti panoramici predeterminati si aveva la geniale quanto semplice possibilità di posizionare la macchina fotografica su un piedistallo di fronte ad uno specchio enorme e riuscire a ritrarsi tutti insieme , proprio l’intera famiglia, con lo sfondo di prati, boschi, ruscelli e tempietti, senza ricorrere all’autoscatto.

Che fosse tutto troppo romantico, decadente, idilliaco, antiquato, bucolico?

Può essere: il Parco, così come l’ho descritto, è stato chiuso definitivamente nel 2009, dopo un maldestro e non riuscito tentativo di salvataggio mediante l’infelice aggiunta di roller coster e  varie giostre da luna Park che però, oltre ad averlo brutalmente snaturato, non sono servite ad aumentare il numero di visitatori.

Dal mese di ottobre 2011 è diventato il più grande Parco Legoland del mondo con 60 tipi diversi di attrazioni e show.

L’esserne venuta a conoscenza  mi ha reso un po’ triste, anche se adoro i Lego, che in certi momenti sono stati  quasi una baby sitter per i miei figli, ma ormai lo sapete tutti quanto mi immalinconisco nel momento in cui le cose finiscono, soprattutto quelle cariche di ricordi.

Pazienza. Almeno io “quel” Cipress Garden l’ho visitato due volte e mi è sempre piaciuto proprio tanto.

RELISH RED PEPPER
Della Knott’s  Berry Farm

1 peperone rosso arrostito, privato della pelle e dei semi, 2 cucchiai di marmellata di prugne , 2 cucchiaini di aceto di vino rosso, qualche foglia di basilico , 2 cucchiai di olio ,sale e pepe.

Con questa insolita salsina si farcisce un classico hamburger di manzo alla griglia. Eccellente alternativa alla ketchup.

DELIGHT SALAD
Macedonia deliziosa

2 piccoli meloni tagliati orizzontalmente a metà e privati dei semi, 2 cestini di lamponi, 1 tazza di sorbetto    all’ananas, 1/2 tazza di marmellata di fragole , 1/4 di tazza di succo di arancia , 4 rametti di menta.

Con l’apposito scavino si riduce la polpa dei meloni in palline , che si mettono in una ciotola. Si aggiungono i lamponi, si mescola e si riempiono i mezzi meloni svuotati, si guarnisce con qualche cucchiaiata di sorbetto e si versa sopra la marmellata frullata col succo d’arancia . Si decora infine con un rametto di menta.

BOCCONCINI DI POLLO
Con salsa per intingerli

1 petto di pollo tagliato a cubetti di 2 cm, 2 cucchiai di farina, 1/2 tazza di noci Pecan tritate finemente, 1 cucchiaino di origano secco, 1 cucchiaino di cumino macinato, 1/2 cucchiaino di timo secco, 1/4 di cucchiaino di peperoncino in polvere,1/2  cucchiaino di sale , 6 cucchiai di olio.

Si immergono i bocconcini di pollo in metà dell’olio e si ungono bene. Si riuniscono su un piatto piano farina, noci, origano,cumino,timo, sale e peperoncino  e si passano i bocconcini in questo mix facendolo aderire bene.

Si scalda il resto dell’olio e si fanno rosolare da tutti i lati. Si tolgono dalla padella e si infilano uno per uno su degli stuzzicadenti decorativi.

La geniale signora Knott suggeriva di mangiarli intinti in una salsa speciale di sua invenzione , che viene tuttora proposta, ottenuta mescolando energicamente con una piccola frusta 1/2 tazza di marmellata di lamponi senza semi e 1 cucchiaio di senape di Dijon forte. Da provare.

SANDWICH MONTECRISTO
Dal Cafe’ Orléans

3fette dì pancarrè, 1 cucchiaio di maionese, 1 cucchiaino di senape, 2 fette di prosciutto cotto , 2 fette di petto di tacchino, 2 fette di formaggio svizzero, 1 uovo, 1/2 tazza di latte.
Si spalma una fetta di pane con maionese e senape, si copre con una fetta di prosciutto, una di tacchino e una di formaggio. Si appoggia sopra la seconda fetta di pane spalmata su entrambi i lati di senape e maionese e si alternano sopra le fette dei tre ingredienti rimaste.Si copre con l’ultima fetta di pane spalmata sul lato interno con le salse mescolate.

Si elimina la crosta del pancarrè, si taglia il sandwich in due triangoli che si immergono in uovo e latte  sbattuti insieme.

Si fanno dorate su entrambi i lati in una padella leggermente unta, a fuoco medio.

Lo so, è una variante del Croque Monsieur, infatti si mangia anche nella zona Creola di Disneyland ( per intenderci tra i Pirati dei Caraibi e la Casa dei Fantasmi) dove però viene servito cosparso di zucchero a velo e accompagnato da salsa di mirtilli e frutta fresca. Insolito.

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10 thoughts on “I PARCHI  A TEMA AMERICANI

    • Grazie Simona Spero piacciano anche le ricette americane. Purtroppo io non ho le. foto dei piatti e quindi inserisco qualche ricordo del mio amore. Così rivivo anche io quei momenti bellissimi. Se non sei mai andata in America e se ti piace segui anche i prossimi capitoli. Sono tutti episodi, emozioni , suggerimenti che fanno meglio comprendere quel mondo che ci affascinava molto e che abbiamo visitato più volte sempre con grande piacere ed entusiasmo Lino

      Inviato da iPad

      >

      • Le ricette americane mi piacciono molto, anche perchè Silva ha veramente iniziato a svelarci un mondo, a sfatare la convinzione che in America si mangiano solo porcherie. Le ricette sono belle anche senza foto, anche i miei vecchi libri non hanno le figure. Non sono mai andata in America e, a questo punto, penso che non ci andrò mai, approfitto di questa “finestra aperta sugli USA”. Scusa se mi sono permessa un commento troppo personale, ma non sono mai riuscita a stare zitta davanti a certi sgrardi 😦

  1. Ciao Lino, quanti bei ricordi ci stai mostrando. Lei era sempre gioiosa e lo si vede dalle foto dove hai saputo catturare il suo sorriso inconfondibile. Un abbraccio Bea
    PS: Ogni volta che vedo un tuo post sull’America penso alla promessa che ci eravamo fatte di parlare del giro che ho programmato per maggio e di acciuffare tutti i suoi buoni consigli.

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