Gli zaletti Veneziani

Gli zaletti sono squisiti dolcetti Veneziani, a base di farina di mais, come molte altre specialità Venete, di antichissime origini.
In dialetto veneziano si chiamano “zaeti”, dove la zeta iniziale si pronuncia con quell’inconfondibile, morbida intonazione di molte parole dialettali della nostra Regione.
Il nome deriva dal colore giallino di queste prelibatezze, che in veneziano di dice appunto “zaeto”, gialletto insomma.
Ci sono diverse scuole di pensiero circa la loro preparazione. Alcuni fanno un impasto piuttosto sodo da tirare col mattarello e ricavarne con un coppapasta dei biscottini rotondi. Altri danno all’impasto la forma di un salame e lo tagliano a fette. Altri ancora (e io appartengo a questo terzo gruppo) preparano un composto ricco e morbido da depositare a cucchiaiate sulla placca del forno.
Il risultato sono dei dolcetti delicati dalla consistenza cremosa, contrapposti a quelli piuttosto asciutti delle altre varianti.

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Prima di tutto bisogna mettere in ammollo in un bicchierino di rum caldo 80 gr di uvetta. Intanto si portano a bollore 1/2 litro di latte con 120 gr di zucchero e 150 gr di burro.
A pioggia si versano nel latte 200 gr di farina di mais “fioretto” miscelata con 150 gr di farina 00 e 1 pizzico di sale e si fa cuocere 5-6 minuti sempre mescolando con una frusta per non creare grumi.
Fuori dal fuoco si incorporano, come sempre una alla volta, 3 uova intere, la buccia grattugiata di 1 limone, 1 bustina di lievito per dolci vanigliato e le uvette scolate.
Si amalgama tutto per bene e, come s’era detto, si depone l’impasto a cucchiaiate ben distanziate, sulla placca del forno foderata di carta forno leggermente imburrata.
Si inforna a 180 gradi per un tempo che varia dai 15 ai 25 minuti: dipende dal forno, dall’umidità in origine della farina, dalla dimensione delle cucchiaiate e da chissà quali altre variabili che è impossibile prevedere.
Gli zaletti insomma devono essere tenuti d’occhio e poi sfornati non appena risultano dorati in superficie e colorati più intensamente nella parte a contatto con la carta forno.
Vanno serviti spolverizzati di zucchero a velo.

Si possono aggiungere all’impasto anche 30 gr di pinoli. A volte lo faccio anch’io, ma non sempre.
Suggerisco di non provare altre ricette dove gli zaletti risultino più consistenti o finiranno per somigliare a dei comuni biscotti, mentre questi sono veramente speciali, “Serenissimi” e degni della tavola dei Dogi!

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25 thoughts on “Gli zaletti Veneziani

    • Gli zaletti sono davvero dolcetti assolutamente e unicamente Veneziani, con qualche sconfinamento nelle città limitrofe. E sono non solo deliziosi, storici e rustici ma adatti anche a occasioni formali. Hanno infatti l’eleganza tipica di Venezia.

  1. Eccomi!! A scuriosare :)..avevo chiesto l’aggiornamento sui tuoi post ma non me è arrivato..:(..menomale me lo hai detto che hai pubblicato questi dolcetti…. facciamo un “orgietta” di dolci regionali.!!

    • Grazie. La cornice è senz’altro adatta a questi sontuosi dolcetti, retaggio dello sfarzo della Serenissima.
      Se è vero che siamo quello che mangiamo, devo dire che mi riconosco negli zaletti Veneziani: morbidi, dolci, datati!
      Buona serata, apprezzo molto la tua vera ironica.

  2. Silva come promesso sono corsa da te per “assaggiare” i tuoi splendidi dolcetti. Sono davvero strepitosi! Semplici, genuini, buonissimi e golosiiiii. Devo assolutamente provarli anche perchè mia sorella e il suo ragazzo amano l’uvetta nei dolci! 😛 grazie per questa golosa visione! Bellissima foto! sembra quasi che i dolcetti facciano parte dell’arredo… hai colto l’angolazione giusta! bravissima, come sempre! 🙂 bacioniiiiiiiiiiiii

  3. Questi dolcetti veneziani sono un modo per far rivivere antiche atmosfere e tradizioni familiari.
    Giusto rispolverare di tanto in tanto alcuni dolci tipici, ricette di gran gusto che meritano attenzione.
    Seguita alla lettera credo che questa ricetta possa offrire risultati sorprendenti … per cui val la pena provare.
    Io poi adoro l’uvetta nei dolci.
    Un abbraccio 😉

    • Sono squisiti davvero, sai. A noi piacciono così: morbidini, dolci dolci, con le uvette appena asprigne all’interno. L’eventuale aggiunta dei pinoli dona all’insieme un’inaspettata,casuale croccantezza. Come vado come sponsor?! Buona serata carissima amica.

  4. These look very good, Sylva, and are not to be found here. My friends would be surprised and delighted, especially when I tell them these zaletti were enjoyed by the Doges. 🙂

  5. un giorno mio papa’ mi parlo’ di questi zaletti che mangiava da bambino…allora io per fargli una sorpresa andai su internet e seguii la prima ricetta che trovai…mi sembro’ che il risultato fosse ottimo, ma ahime’ papa’ mi disse che i suoi zaletti non erano assolutamente come quelli…allora gettai la spugna…ma ora la speranza e’ tornata…faro’ i tuoi e ti diro’ se riusciro’ a regalargli un po’ della sua infanzia!!! ciao Silva!!!

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