La cotoletta

Banale? A Verona c’è un ristorante (che ha di recente anche aperto una filiale) dove la cotoletta è il piatto più importante del menù!
Io la cotoletta me la faccio in casa, ovviamente, certo non l’orecchio di elefante per cui il suddetto ristorante è famoso, ma una croccante costoletta di maiale, tenera all’interno, con una panatura bella saporita. E in famiglia non si è mai lamentato nessuno.

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Mi faccio battere bene per assottigliarle al massimo delle costolette (o braciole: ogni regione ha un modo tutto suo di chiamare i tagli della carne) di maiale.
Le spalmo con un velo di senape di Digione, le passo nella farina, nell’uovo sbattuto a cui ho mescolato della buccia grattugiata di limone e poi nel pangrattato miscelato con una o più cucchiaiate di grana, parmigiano o anche pecorino (anche in questo caso dipende dalla vostra regione di origine).
Le friggo in burro spumeggiante o, per ottenere il massimo, in burro chiarificato, che non brucia e soprattutto non bruciacchia la panatura. Le salo dopo la solita sosta sulla carta da cucina.
Le dosi di uova, buccia di limone e formaggio grattugiato naturalmente dipendono da quante cotolette avete in programma di fare.

La carbonara del venerdì

Forse otto o dieci anni fa ho scritto una piccola serie di aneddoti che giravano intorno ad alcune ricette tradizionali rielaborate. Naturalmente erano scritte a mano su un blocco perché è da pochissimo che mi sono evoluta tecnologicamente. I titoli erano perfino stati illustrati in modo simpatico e umoristico da mia figlia. Ci saranno ancora da qualche parte, forse dove tengo le carte da decoupage, è un po’ che non ci guardo.
In ogni caso, questa ricetta me la ricordo e la condivido perché è un’ideuzza piuttosto golosa.

carbonaraSo che per la carbonara ogni famiglia ha la sua particolare ricetta. C’è chi utilizza un uovo intero a testa, chi solo i tuorli, chi aggiunge la panna, quindi vi suggerirei di regolarvi come siete abituati di solito.
L’unica fondamentale variante è che anziché soffriggere la pancetta affumicata (o il guanciale) per completare il piatto, dovrete far appassire dello scalogno con poco olio e qualche goccia d’acqua e poi aggiungere, udite udite, una dadolata di salmone affumicato (in commercio ce ne sono delle confezioni molto pratiche già a cubetti) lasciandolo sul fuoco giusto il tempo perché si scaldi e poi versarlo sugli spaghetti fumanti conditi con le uova, il parmigiano (o il pecorino) e abbondante pepe.

Come vedete, questa particolare versione “di magro” della carbonara potrebbe essere tranquillamente mangiata anche nei venerdì di Quaresima, ma voi buttatevi avanti e assaggiatela già adesso!

Club Sandwich

Ah i ricordi! Quei subdoli, striscianti frammenti di vita che riappaiono all’improvviso per tenerti compagnia quando meno te l’aspetti!
A volte i flashback sono gradevoli e graditi, a volte invece ci riportano a momenti tristi o malinconici della nostra vita, ma fortunatamente non sempre è così.
Magari da un sacco di tempo non ripensavi a un determinato episodio, un luogo, un profumo, un sapore e poi, tac, scatta qualcosa e ti immergi in un’emozione quasi dimenticata.

Club SandwichNon è detto si tratti di una sensazione romantica, spesso i ricordi non partono dalla mente o dal cuore, ma dallo stomaco…
Proprio stamattina, mentre mi confrontavo con un’altra blogger sugli ingredienti dei Club Sandwich sono stata assalita dai ricordi dei numerosi viaggi negli U.S.A. che negli anni ci hanno portato ad approfondire la cucina, la storia (e la geografia) di questo grande Paese.
In realtà sto proprio elaborando un abbozzo per un secondo libro che dopo “I tempi andati e i tempi di cottura” parlerà delle esperienze della nostra famiglia, questa volta in America e proporrà molte interessanti ricette.
Che voglia di tornare negli Stati Uniti per mangiare di nuovo quei mai dimenticati, straordinari, ipercalorici panini imbottiti fin troppo generosamente di lattuga, petto di tacchino, bacon e pomodoro, grondanti salsa rosa dalle fette di pane leggermente abbrustolite.
Stasera li faccio per cena. Con le patatine fritte. Evviva.

In America nei Club Sandwich non ci mettono l’uovo. E fanno bene.