Quiche Lorraine

La Quiche Lorraine non è che una torta salata, neanche troppo evoluta, che l’alone di raffinatezza culinaria dei Francesi ha reso però famosa in tutto il mondo.
Il ripieno consta di tre semplici ingredienti: uova, formaggio e pancetta (come nella carbonara!) racchiusi in un guscio di pasta brisè. Naturalmente, come tutte le ricette, si è nel tempo arricchita di altri ingredienti, come verdure, prosciutto, pollo, erbe aromatiche.
Io vi darei la ricetta base, quella in ogni caso da cui partire se per voi è una novità. La preparazione è un po’ lunghetta, ma se ci mettete vicino un’insalata, vi risolve il problema della cena in modo superbo.

quicheSi prepara una pasta brisè con 200 gr di farina, 100 gr di burro, circa 75 ml d’acqua e un pizzico di sale. Si stende nella tortiera, si bucherella il fondo e si inforna, coi soliti fagioli, per una decina di minuti,
Intanto si rosolano in padella 200 gr di pancetta affumicata a cubetti e si tiene da parte. Si sbattono 3 uova più 1 tuorlo con sale, pepe, noce moscata e 250 ml di panna da cucina.
Si uniscono al composto di uova 200 gr di groviera grattugiato (o 100 gr di fontina e 100 di emmental tanto per non dargliela sempre vinta ai Francesi) e la pancetta scolata dal suo grasso.
Si toglie il guscio di brisè dal forno, si eliminano i fagioli, si versa il composto al suo interno e si inforna di nuovo a 180 gradi per una mezz’oretta. La superficie deve risultare dorata ma non bruciacchiata. Si serve tiepida o a temperatura ambiente. Non tagliatela finché è calda o le fette non resteranno in forma.

Confesso che personalmente ce l’ho un po’ coi Francesi per la presunzione e l’alterigia con cui propongono la loro cucina, però confesso che la trovo anch’io irresistibile. Che ci posso fare?

Abitudini rivisitate

Nostra figlia, quando era molto più giovane pur essendo fantasiosa, eclettica, artisticamente dotata in campi diversi, era irreparabilmente negata per le attività domestiche e riteneva che il massimo in cucina fosse la preparazione di una qualunque della proposte di “4 salti in padella” e che in fatto di dolci le merendine del Mulino Bianco fossero più che accettabili (e allora Antonio Banderas non parlava ancora con le galline!).
In pochi anni è diventata invece attenta e abile, reinterpreta addirittura un sacco di squisite ricette di casa e ne elabora di nuove, dandomi perfino le dritte per realizzarle alla sua maniera.
Domenica ha preparato la mia vecchia torta salata di cento anni fa. Semplice e fragrante. Eccola.

Torta salata

Occorrono 2 confezioni di pasta sfoglia tonda. Con la prima si fodera una tortiera, si bucherella il fondo, si copre con 200 gr di prosciutto cotto e 200 gr di emmenthal affettato molto sottile con il pelapatate (per carità non usate le sottilette). Si stende sopra il secondo disco di sfoglia e si sigillano bene i bordi. Si spennella con un po’ di latte e si inforna a 180 gradi per 35-40 minuti.

Mi sa che l’ha anche spolverizzata di paprica dolce. Approvo la variante.