Tartellette cacio e pere

Ci sono alcuni ingredienti che non devono mai mancare nel frigorifero, perché consentono di improvvisare con ottimi risultati stuzzichini molto divertenti.
Uno di questi è la pasta sfoglia, con la quale si possono preparare mini croissant salati farciti di würstel, torcetti con le alici o il pecorino e le tartellette di cui parliamo oggi.
Sono quelle idee che vanno bene soprattutto per un buffet, ma che risultano comode anche per uno spuntino quando si torna tardi dal cinema o dal teatro, o come oggi che è domenica e si va a fare un giretto.
Basta prepararle prima di uscire e infornarle due minuti, per scaldarle appena, quando si rientra. Ma sono buone anche fredde.

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Per queste tartellette occorre tagliare in 12 rettangoli una confezione di pasta sfoglia rettangolare.
Si bucherella con una forchetta il fondo dei rettangoli ottenuti, si spalmano di robiola, parmigiano grattugiato e gorgonzola dolce mescolati insieme in una ciotolina con abbondante pepe nero e una spruzzata di grappa e sopra si appoggiano a ventaglio 4-5 fettine molto sottili di pera (kaiser o abate) bagnate di limone perché non anneriscano.
Si spolverizzano con foglioline di timo e si infornano a 200 gradi per circa 10 minuti.

Gnocchi di patate in versione estiva

Gli gnocchi sono conosciuti in tutto il mondo in numerose varianti e preparati con ingredienti diversi.
I più diffusi in Italia sono senz’altro quelli di patate.
A Verona sono una consuetudine irrinunciabile. In occasione della sfilata dei carri allegorici di Carnevale, guidata proprio dal “Papà del Gnoco”, sorridente e panciuta maschera che impugna uno scettro a forma di forchetta, vengono allestiti numerosi banchi di degustazione, attorno ai quali si può socializzare e aspettare che inizi la sfilata in compagnia.
Chi non ha voglia di mescolarsi alla folla in maschera per assaggiare quelli proposti a prezzo politico in Piazza San Zeno, sa che comunque li troverà a casa perché ogni famiglia veronese li prepara almeno per il “Venerdì Gnocolar”.
Tradizionalmente vengono conditi con ragù di carne o “pastissada de caval”, pomodoro o anche con burro fuso, zucchero, cannella e parmigiano.
Gli gnocchi di patate sono un piatto povero e facile da realizzare. Le dosi che vi do sono solo orientative perché la quantità di farina richiesta dipende dall’umidità delle patate.

Occorrono circa 300 gr di farina ogni kg di patate (lessate e sbucciate) passate allo schiacciapatate, 1 uovo intero e 1 pizzico di sale.
Si impasta senza lavorare troppo a lungo fino ad ottenere un composto compatto ma morbido, che però non si deve appiccicare alle dita. Si formano dei cordoni spessi in paio di cm, si tagliano a cilindretti lunghi 2 cm e si fanno scivolare, premendo appena col pollice, sul retro della grattugia per dargli la tipica, inconfondibile forma. Si tuffano in acqua salata in ebollizione, si raccolgono con un mestolo forato a mano a mano che vengono a galla e si condiscono a piacere.

E qui vi voglio! Vi ho citato prima i condimenti Veronesi della tradizione, senza prendere in considerazione gli gnocchi alla Valdostana, alla Parigina, alla Sorrentina, al gorgonzola, al pesto, alla bottarga… insomma ogni zona ha la sua specialità.
Io d’estate li condisco con una freschissima crema al limone.

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È facile. Faccio imbiondire 2 spicchi d’aglio in olio e burro, li elimino e nel tegame stempero a fuoco bassissimo 1 formaggio caprino schiacciato, 200 ml di panna, il succo e la buccia grattugiata di 1 limone biologico, sale e pepe.
Dopo 2 minuti verso nella padella gli gnocchi appena scolati e li rigiro delicatamente perché si insaporiscano. Li servo con abbondantissimo parmigiano grattugiato.

È una ricetta dedicata a chi ama le novità.