Ma voi lo fate il Ratafià?

La nostra compagnetta di blog Mchan di My lovely trips, ha postato qualche giorno fa una deliziosa ricettina di fragole al cioccolato, quelle semplici, intinte nel cioccolato fuso, che devi consumare abbastanza rapidamente perché non è che si conservino a lungo.
E meno male, così almeno il senso di colpa è mitigato dalla consapevolezza che di questi tempi non si butta via niente.
Racconta che la sua mamma aveva acquistato fragole in abbondanza approfittando di un’offerta speciale, così ne erano avanzate a sufficienza per preparare anche queste friandises.
Quando anche dal mio fruttivendolo Pakistano ho visto queste fragole fuori stagione, mi sono ricordata che a comprarne in abbondanza finisce che puoi preparare cose da Mille e una notte.
Quindi le ho comprate e ho fatto il Ratafià, come lo fa la mia amica Parigina.
Il Ratafià è un liquore che si può preparare con un’infinità di frutti: ciliegie, amarene, visciole, fragole o fragoline di bosco, albicocche, more e lamponi con l’aggiunta di zucchero, alcol ed eventualmente aromi e spezie.

Ecco la mia ricetta “francese”.

Ho messo semplicemente in infusione in 2 tazze di Cognac, 2 tazze di fragole lavate, private del picciolo, asciugate e poi schiacciate con 1/4 di tazza di zucchero sciolto in 1 tazza d’acqua calda.
Adesso l’infuso sta riposando al fresco per almeno 1 mese in un vaso a chiusura ermetica. Ogni 2-3 giorni mi ricordo di dargli una mescolatina, capovolgendo più volte il recipiente.
Fra circa 4 settimane lo filtrerò attraverso un telo fitto strizzandolo per recuperare tutto il succo delle fragole e lo farò riposare ancora per almeno altre 2 settimane.
Finito questo periodo di attesa, lo filtrerò nuovamente e ne verserò una parte in quella graziosissima bottiglietta degli anni ’30 in vetro decorato con delicate incisioni Liberty, che ho appena comprato a Parma, al Mercante in Fiera.

20131026-120705.jpg
Vi confido che è stato proprio per poter utilizzare quest’ultimo acquisto (che al momento se ne sta vuoto accanto alle altre bottiglie del Primo Novecento che contengono i miei “liquorini”: ai limoni di Sorrento, ai mirtilli di Baselga di Pinè e al caffè Illy, qualunque ne sia la provenienza) che ho fatto il Ratafià…
Adesso aspetto 7.8.Novecento a Modena per acquistare un’altra piccola bottiglia dello stesso periodo, con una forma delicata ed elegante come quelle che ho già, per poter fare l’interessante Liquore alla liquirizia postato l’altro giorno da Lolla di Sale quanto basta.
La mia foto, ovviamente è work in progress!

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12 thoughts on “Ma voi lo fate il Ratafià?

    • L’unico problema dei “liquorini” fatti in casa è proprio il tempo di attesa. Però quanta soddisfazione eh?! Credo che il mio ratafià si possa fare anche con il semplice alcol da liquori che si compra nelle drogherie, certo però che il Cognac (o il brandy) gli conferiscono un aroma più pieno e intrigante.

  1. Grazie per la citazione!!! Ed hai citato anche la mia mamma… A proposito, lei fa sempre il limoncello ed a detta di tutti è molto buono, io non lo so perché sono per lo più astemia, della serie che vado ko anche solo con la birra. Comunque glielo posso proporre che lei adora le fragole.
    Le bottiglie sono deliziose!!! Anche noi ne abbiamo un paio, con annessi bicchierini, ma sono vuote che il limoncello bisogna tenerlo in frigo e le bottiglie sono delicate…
    Mchan

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