Al posto del classico sorbetto

Fate conto di aver organizzato una cena proprio di lusso, con anche una portata di pesce seguita da una di carne e che quindi abbiate la necessità di servire un sorbetto fra le due. Ci siamo?
Vi do un suggerimento per un intermezzo rinfrescante più sfizioso e soprattutto più nuovo del vetusto sorbetto al limone che anch’io, confesso, ho servito più volte.
Questo è invece un felice abbinamento di gelato al basilico e granita di melone ed è fantastico.

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Per il gelato al basilico si frullano 25-30 belle foglie di basilico con 50 gr di zucchero e 250 ml di panna fresca sminuzzando le foglie al massimo.
Si sbattono 4 tuorli con altri 100 gr di zucchero per renderli chiari e spumosi.
Si mettono a scaldare in un pentolino altri 250 ml di panna con 250 ml di latte, una presa di sale e 2 pezzetti di buccia di limone, si versano lentamente sui tuorli e si rimette sul fuoco basso finché la crema addensandosi, non veli il cucchiai col quale si è mescolato continuamente.
Si toglie dal fuoco, si fa intiepidire e si unisce al composto a base di basilico. Si fa raffreddare completamente, si versa in un contenitore con coperchio e si mette nel freezer mescolandolo ogni mezz’ora circa, finché non assume un aspetto cremoso.
Se invece avete la gelatiera vi risparmiate quest’ultima fase piuttosto noiosa.
Per la granita di melone si tagliano a pezzi 750 gr di melone Cantalupo sbucciato e privato dei semi e si frullano.
Si prepara uno sciroppo con 150 gr di zucchero e 150 ml d’acqua, si aggiunge il succo filtrato di 1/2 limone, si unisce alla polpa di melone frullata, si mescola, si versa nei contenitori per i cubetti di ghiaccio e si mette in freezer, vicino al gelato al basilico, perché come il gelato anche la granita va mescolata ogni mezz’ora, ma con una forchetta.
Al momento di utilizzarla si estraggono i cubetti e si frullano brevemente. Si distribuisce la granita nei bicchieri da Martini, ci si suddivide sopra il gelato al basilico e si decora con un lampone, o una fragola, o una foglia di basilico, o un ombrellino di carta (scherzo!), quello che vi è più comodo.

Naturalmente gli abbinamenti sono infiniti, ma trovo questo molto azzeccato: il ristorante dove l’ho assaggiato per carpirne il segreto, vanta uno chef stellato, quindi fidatevi.