È stato nelle vicinanze di Pontassieve che nell’autunno successivo all’attentato alle Torri Gemelle ho assaggiato per la prima volta i peperoncini verdi dolci chiamati friggitelli.
Prima di raggiungere l’Agriturismo che ci avrebbe ospitati, ci siamo fermati a pranzo in una rinomatissima trattoria della zona, dove ho scelto un filetto “olio e aglio” accompagnato dai friggitelli. Tutto molto semplice. Tutto molto saporito.

Cosa ci avesse portato proprio nella terra di Renzi e del Mostro di Firenze è una strana storia che state per sorbirvi in aggiunta alla ricetta.
Erano gli anni in cui il significato di estate coincideva con i Villaggi Valtur: credo li abbiamo frequentati tutti.
Quella fu l’estate di Pollina, vicino a Cefalù.

Quell’anno avevamo fatto un corso di Tai Chi Chuan che ci aveva entusiasmato tanto da farci iscrivere per partecipare a fine estate ad una sessione speciale organizzata in Toscana dai due maestri di Arti Marziali fiorentini.
Questa ricetta è rimasta dimenticata nei famosi cassetti della memoria fino a quando non ho acquistato dei friggitelli freschissimi per un altro piatto (del quale parleremo senz’altro) e mi è tornata in mente.
L’introduzione è piuttosto lunga, lo so, ma come sapete ho una memoria formidabile e quando i ricordi tornano a farsi vivi, mi fa piacere condividerli, per dare un senso e una fisionomia alla ricetta, che in compenso è semplice e veloce.

Si affettano sottili 2-3 spicchi d’aglio e si mettono in infusione in un piatto con una tazzina di olio.
Si aggiungono 2 fette piuttosto alte di filetto di manzo di circa 150-180 gr l’una e si lasciano insaporire in frigorifero, coperte con la pellicola, per qualche ora, si rigirano una volta.
Nel frattempo di lavano accuratamente circa una dozzina di friggitelli freschi possibilmente tutti della stessa misura e si asciugano.
Si scalda molto bene una piastra o la griglia e si sgocciola il filetto.
Si arrostiscono per primi i friggitelli che vanno spennellati ogni volta che si rigirano, quindi spesso, con un rametto di rosmarino intriso con l’olio in cui si è marinato il filetto.
Quando sono belli rosolati si tolgono dalla piastra e si tengono da parte.
Velocemente si cuociono su tutti i lati i filetti, spennellandoli sempre col rosmarino e l’olio all’aglio, si aggiustano di sale e pepe e, raggiunto il grado di cottura desiderato, si servono insieme al friggitelli.
Questa ricetta sembra una di quelle sciarade che partendo dall’indicazione 11 Settembre 2001 e attraverso il Tai Chi e il Pacciani, portano alla cottura di un filetto profumatissimo d’aglio, vero?
Ottima sciarada!
Mi sono divertita a tirarla in lungo con la storiella perché la ricetta è di una semplicità tale da non giustificare un post, in fondo! Nonostante sia agosto!
Le storielle sono sempre piacevoli.
Che acquolina… gnam gnam!
Grazie Cix. È un piatto essenziale ma la qualità degli ingredienti ne fa una squisitezza.
A Napoli si usa chiamarli “friarielli” e quando mi sono trasferita lì, spesso non capivo se parlassero di peperoni o dei broccoli… Entrambi buonissimi! Però da me i frigitelli-friarielli sono i peperoni verdi e si cuociono tagliandoli a metà in un po’ d’olio, facendo “saltare” i semi… Buonissimi! La tua ricetta mi fa venire in mente che ho proprio voglia di mangiarli!
Ho dimenticato una g in friggitelli xD dal cellulare capita u.u
Capita spesso! Oppure il correttore automatico dell’iPad ti cambia alcune parole senza che tu te ne accorga!
Cosa bruttissima, a volte scrivo “Nutella” e mi esce “quella” ma come!
Spesso ahimè me ne accorgo dopo aver inviato la risposta e sembro illetterata o deficiente!
Esatto!! Maledetti
È vero: in Campania friarielli e friggitelli sono sinonimi, ma indicano entrambi gli ortaggi. Da noi tradizionalmente invece non si usano nemmeno le cime di rapa e i peperoncini verdi in genere vengono conservati sott’aceto. È solo di recente che in questo mondo aperto alla globalità perfino i Veneti mangiano i peperoncini verdi anche in altri modi!
Tanto la tradizione culinaria italiana é tutta buona, se ci globalizziamo nel territorio creeremo delle bombe fantastiche!
Come sempre piacevole l’introduzione e ottima la ricetta. Ma quanto sono buoni i friggitelli?
Great photos! Beautiful place and delicious recipe. 🙂
Grazie Anna, the story il longer than the recipe!
My pleasure, Silva. That’s okay. I don’t mind reading it. Besides, what’s a recipe without a history? 🙂
Li adoro i friarielli, mia mamma li preparava, la tua ricetta e’ ottima e il racconto troppo bello, che posti stupendi, un abbraccio Silva cara, mi e’ piaciuto tanto questo post, sei bravissima, ❤
Ormai postare le ricette semplicemente legate solo agli ingredienti mi piace molto meno! Ognuna ha una sua storia e quando posso la racconto. Qui da noi i friarielli non sono così conosciuti ed è un peccato perché sono squisiti e si prestano a tante ricette. Per i prossimi giorni ne avrò pronta un’altra…
Aspetto la ricetta, io li adoro ma non li preparo mai, ne ho mangiati tantissimi dalle mie zie a Salerno quando andavo al mare in vacanza, provero’ le tue di ricette, baci tesoro, ❤