Riso al tartufo che non c’è

Quando non c’erano i freezer il tartufo si conservava nel riso.
Si riponeva intero, lavato e asciugato alla perfezione in un vasetto a tenuta ermetica, di quelli con la gomma intorno all’apertura e la chiusura col gancio di metallo.
Si copriva di riso e si toglieva per affettarne un po’ sull’uovo al tegamino o sulle tagliatelle e poi si riponeva fino a quando non serviva un’altra volta.
Quando il tartufo finiva, col riso in cui era stato conservato si faceva un risotto squisito e profumato.
Nonostante del tartufo in genere non rimanessero che dei pezzetti di scorza, si grattugiavano e si miscelavano al parmigiano.
Il profumo intenso e inconfondibile del tartufo aveva ormai impregnato tutto il riso contenuto del vaso, quindi era sufficiente preparare un semplice risotto bianco e mantecarlo alla fine con un bel pezzetto di burro e il parmigiano al tartufo.

20141108-230229.jpgIl mio risotto bianco è quello che mi ha sempre consentito di portare in tavola simultaneamente piatti conditi con sughi diversi senza nessun problema.
Anche se non è il modo corretto di cucinare il risotto, questo a casa nostra è diventato “il modo”.
Ne ho già parlato, ma faccio un rapido riassunto.
Misuro il riso che mi serve e metto in una pentola il doppio del suo volume di brodo.
Quando arriva a bollore verso il riso a pioggia, scuoto la pentola, abbasso il fuoco e faccio cuocere semi coperto finché tutto il liquido non è stato assorbito, senza mai mescolare.
Questo coincide di solito con la perfetta cottura del riso.
Fuori dal fuoco aggiungo il burro e abbondante parmigiano.
A questo punto in genere completo con un sugo o una salsa che ho già preparato a parte anche il giorno prima.
Nel caso del riso profumato al tartufo, è sufficiente mantecarlo con il burro e il mix di parmigiano e tartufo grattugiati e servirlo subito.

Tutto qua, ma complice l’aroma che è stato assorbito e quindi restituito, ne esce un risotto memorabile.

Annunci

30 thoughts on “Riso al tartufo che non c’è

  1. Hai ottimizzato in maniera ineccepibile un risotto.
    Mi è piaciuta tantissimo la descrizione che accompagna la ricetta di oggi e mai avrei pensato che cucinando il riso dov’era stato conservato un tartufo si potesse ottenere un piatto così profumato e pregno di sapore.
    Ed anche oggi hai regalato una chicca speciale … grazie infinite! 😉
    ti abbraccio
    Affy

    • Grazie a te Affy, attenta depositaria dei miei “segreti dello chef”, che come sai condivido sempre con grande spirito di comunione con tutti quelli che mi stanno a sentire e apprezzano i miei suggerimenti e le mie trovate!
      Ricambio l’abbraccio. Buona giornata.

    • Che bello Cris: noi nonne la sappiamo lunga… La cottura del riso così come l’ho più volte spiegata (2 parti di brodo, quando bolle 1 parte di riso, si abbassa la fiamma, si lascia sobbollire semi-coperto, senza mai mescolare, fino a fine cottura) secondo me ha molti vantaggi e una volta che si adotta, sarà difficile tornare alle abitudini precedenti, vedrai!

    • Grazie Ines, l’abitudine di utilizzare il riso in cui sono stati conservati i nostri modesti tartufi dei Lessini è una vecchissima pratica di famiglia. Io l’ho ereditata da mia nonna Virginia che in questo modo ottimizzava al massimo le caratteristiche del tartufo!

  2. si sa che per il risotto ci sono le diverse scuole di pensiero. Secondo me sono tutte valide se poi il risultato è buono. Io son di quelle che aggiungono il brodo un po’ alla volta ,ma voglio provare il tuo metodo.
    Il tuo risotto ha un aspetto molto invitante.

    • Hai ragione, un buon risottino non ha orario!
      I tartufi, un po’ come i funghi, sono molto delicati e hanno bisogno di essere conservati all’asciutto. Il riso è sempre stato il modo migliore per assorbirne l’umidità. Naturalmente con l’avvento del freezer è tutto più semplice. Quando riesco a procurarmene un po’ a prezzi ragionevoli preparo il burro e lo metto via a panetti che poi utilizzo quando mi serve, ma il riso resta sempre il metodo più collaudato. Prova!

  3. La cottura e’ un po’ come preparare il riso alla pilota, mi sembra, senza mescolare, e’ buonissimo, io ho provato anche a cuocerlo in forno Silva, devo cercare la ricetta, vengono entrambi buonissimi!! Con il formaggio al tartufo, favoloso!! Non sapevo della conservazione del tartufo, anche perche’ “qua”, se ci regalano un pezzetto/ino di tartufo lo finiamo subito, 😀 baci cara amica, ❤

    • Si sa, per quanto riguarda i tartufi voi siete dei privilegiati! Qui nei dintorni se si riesce a comprarne un bel po’ direttamente dai cercatori si pagano il giusto e vale la pena di farne una piccola scorta. L’anno scorso sono stati un graditissimo regalo di Natale dei miei consuoceri e grattugiati e messi in freezer mi sono durati un bel po’.
      Come dicevo, prima dell’avvento del freezer, mia nonna e poi mia mamma li hanno sempre conservati nel riso e quando ero piccola odiavo quell’odore quando aprivano il barattolo. Adesso li mangerei a morsi con pane e burro!
      Oggi è San Martino e ho fatto il castagnaccio, domattina posto la ricetta: vedrai, ho scritto che anche questo è un sapore che ho imparato ad apprezzare da grande.
      Grandi chiacchiere anche stasera eh?! Guarda le mail, ti ho inviato una foto. Buonanotte Laura, un grosso bacio. Un abbraccio a Kiara, un saluto ai tuoi uomini di casa e una carezza a Willy. A domani.

      • Vado a vedere Silva, aspetto la ricetta, voglio farlo anch’io, che bello leggerti, il tuo blog oltre le ricette, favolose sa di buono, per i teneri racconti che ci regali, grazie di cuore, ❤ Notte serena!!!

    • P.S. Anch’io faccio in forno il riso pilaf. Il concetto è proprio un po’ quello, ma quello in pentola lo faccio semplice, solo con il brodo, il burro e il parmigiano perché alla fine aggiungo il sugo che ho scelto, mentre a quello al forno aggiungo spezie, cipolla e odori. Diventa un po’ più orientale come sapore.

  4. Che meraviglia leggere le tue premesse😊 Sono delle vere e proprie “chicche” da custodire….. il tartufo, è uno di quei doni che l’autunno porta con sé ed il tuo, è certamente il modo migliore per lasciare esprimere e sprigionare al meglio le sue caratteristiche….
    Un felice Venerdì a te Cara Silva😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...