La Caesar salad

Questo articolo è tratto dal capitolo La scoperta dell’America, del mio libro “I tempi andati e i tempi di cottura (con qualche divagazione)” e parla della Caesar Salad a cui ho accennato in relazione al post Un irresistibile panino con l’aragosta.

“Ogni volta che sbarco a Los Angeles mi manca il fiato.
Lo so, probabilmente non dipende dall’emozione ma piuttosto dall’altissima concentrazione di monossido di carbonio presente nell’aria, ma che vi devo dire, comunque per me è sempre una sensazione fantastica.
Negli Stati Uniti ci sono andata per la prima volta nel 1985, ci sono tornata altre dodici volte e restano sempre una delle mie mete preferite.
Contrariamente alla maggioranza dei miei coetanei o quasi, non ho mai associato l’idea di America a New York.
Per me l’America è la California. Lo è sempre stata. In fondo sono venuta su a pane è Hollywood quindi identifico il sogno Americano con la West Coast, senza ripensamenti.
Sono affetta da una memoria di ferro, che a volte è proprio una maledizione perché non dimentico proprio niente e non riuscendo ad essere selettiva, purtroppo spesso vengo assalita da reminiscenze anche sgradevoli, ma nel complesso riesco a ripescare e rivivere momenti che vale proprio la pena di ricordare.
Di quel primo viaggio in America, il più classico dei cosiddetti Coast to Coast (Los Angeles – San Diego – Las Vegas – Monterey – San Francisco – New York) non ho buttato via niente, nemmeno fisicamente, anche se ho dovuto ridurre la quantità di ricordi cartacei perché entrassero nell’album delle memorabilia.
È un album con poche foto, ma contiene tutte le matrici degli ingressi ai Parchi, le ricevute degli alberghi, gli scontrini degli acquisti fatti da Macy’s e da Saks Fifth Avenue, i tovagliolini di carta col logo dei Fast Food – che non erano ancora arrivati in Italia – e perfino le Guide TV. E sono solo degli esempi.
Ne compongo uno ad ogni viaggio. Ancora adesso.
Ciò che quella prima volta non sono riuscita a mettere nell’album me lo ricordo comunque: per esempio la mia prima Caesar Salad al Blue Bayou di Disneyland.

20140306-012812.jpgSi riduce a crema 1 spicchio d’aglio e lo si lavora in una tazza con 1 cucchiaio di senape, 2 cucchiai di succo di limone e 1 cucchiaio di salsa Worcester.
Un po’ alla volta si uniscono 3 cucchiai di panna da cucina, 1 pizzico di sale e 1 tazzina di olio d’oliva.
Si ottiene così un’emulsione montata e ben amalgamata con la quale si condisce un cespo di lattuga romana lavata e spezzettata con le mani.
Si mescola delicatamente, si cosparge di pepe nero appena macinato e di scaglie di parmigiano.
Si completa con alcuni filetti di alici, una cucchiaiata di crostini fritti e l’insalata è pronta.
Negli Stati Uniti la propongono come entrée, prima del main course, ma diventa un piatto unico a pranzo se si arricchisce con un petto di pollo alla griglia tagliato a listarelle, oppure con una tazza di gamberetti al vapore.
La panna è una variante che preferisco all’uovo crudo, o in camicia, che spesso si trova nelle ricette originali e che crea una specie di maionese: se volete provate anche questa versione, ma direi che come la faccio io è proprio buona.”

Personalmente adoro questo condimento. Certo se cominciamo a pensare all’imminente prova costume… dimentichiamocelo!

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42 thoughts on “La Caesar salad

  1. Io l’ho conosciuta quando studiavo a Londra ed stata un vera e propria ancora di salvezza, un’ ottima soluzione per allontanarmi dai chicken pot pie. È buona, fresca e completa!

  2. sai che non l’ho mai fatta nè mangiata? non sono un’amante di insalate, ma questa mi ha sempre incuriosito. Mi sa che ora la proverò 🙂
    anche io ad ogni viaggio mantengo quanto di più significativo, e ci faccio dei quadri, incollando tutto in ordine sparso su una mappa della zona o della città visitate. Sono tutti appesi in corridoio, e quella parete sembra un viaggio nella nostra vita
    buona giornata. Claudia

    • Molto bello Claudia, anch’io da sempre colleziono i ricordi di viaggio e dei momenti importanti della vita in una sorta di collage. Perfino gli album della nascita dei miei figli non sono per nulla convenzionali!
      Io contrariamente a te, faccio delle insalate dei veri banchetti a mezzogiorno, ma anche per quanto riguarda il pranzo a volte sono piuttosto “alternativa”!

      • ma infatti fai benissimo. Le mie insalate sono prive di…insalata 🙂 in quanto non amo la lattuga e affini, ma in estate, quando l’orto produce a tutto regime le faccio anche io, anche per educare il piccolino a mangiare tutto.
        mi incuriosiscono molto i tuoi banchetti di insalate 😉
        se cerco nel tuo blog trovo qualche spunto a tema? facciamo che nei buoni propositi primaverili aggiungo “fare più insalate”

      • Ti segnalo le date in cui avevo pubblicato delle ricette di “insalate” piuttosto interessanti (e intelligenti):
        14/06 Ma cos’è l’insalata?
        14/07 A proposito di insalata di pollo
        28/07 Contro il grande caldo
        23/08 Non è la Nizzarda
        29/10 Le code di gambero, preziose alleate in cucina
        31/10 Se non ci fosse la misticanza
        13/11 Un’insalata casuale e compulsiva
        21/11 Mancava solo il pesce spada
        18/01 Code di gambero tiepide su un letto di insalata
        07/03 insalata con gamberi, salmone e avocado
        Magari ce ne sono altre, sai, ma mi pare che queste 10 potranno esserti d’ispirazione! Se ne hai voglia va a guardartele, poi mi dici, eh?!

  3. Anch’io conservo le matrici dei biglietti delle varie escursioni che faccio, ma anche mappe, volantini di ristoranti o musei, sottobicchieri dei pub, a volte persino i biglietti dei mezzi pubblici…
    Se penso all’America mi viene subito in mente New York, però mi piacerebbe moltissimo fare il giro che hai fatto tu. Adoro Los Angeles, ma ancora di più San Francisco e poi non si può non fare un salto a Las Vegas. E ci includerei anche Boston. Mi sa che se parto poi non torno più… 😉
    Mchan

    • Si torna, si torna, ahimè! Noi programmiamo sempre i nostri viaggi negli Stati Uniti per zona geografica, perché le distanze sono tali che conviene approfondire una regione per volta e al successivo viaggio sceglierne un’altra. Gli spostamenti negli U.S.A. portano via infatti un sacco di tempo e poi noi non siamo tipi mordi e fuggi: preferiamo approfondire e vivere a fondo i luoghi che visitiamo. E l’esperienza di tanti anni da felici viaggiatori internazionali ci da ragione! La West Coast va visitata senz’altro insieme a Las Vegas. Boston si associa invece al resto del New England, a New York e a Washington. Anche Miami, le Keys e la Florida che si affaccia sul Golfo del Messico sono mete indimenticabili! Insomma sono così appassionata di viaggi, specie negli Stati Uniti che potrei aprire un blog apposta solo per queste esperienze!
      Ciao Mchan.

  4. ottima la Caesar salad e affascinanti i racconti dei tuoi viaggi.
    Sai che ogni tanto mi pento di non aver conservato e catalogato tutti i biglietti, gli ingressi a mostre e musei ecc., dei viaggi che ho fatto.

  5. Sarà anche ingrassante ma è di una goduria unica.
    Mi piace molto l’idea del piatto unico con l’aggiunta di pollo o gamberetti (tornano sempre 😉 ).
    Ma come si fa a resistere? Viene fame solo a guardarla, con quei crostini…. mhhhhhh 😆
    complimenti anche per le apprezzabili varianti, un abbraccio grande

  6. mai mangiata la ceasar salad…e mai stata in America
    stiamo valutando se fare quest’estate la traversata con la piccola pulce…ma forse è ancora troppo piccola! Se ho bisogno di qualche consiglio so di certo a chi rivolgermi…

    • Sì! Sempre pronta a dare suggerimenti sui viaggi negli U.S.A.
      Però per apprezzare il viaggio i bimbi devono avere almeno tre anni, secondo me, così in attesa di arrivare a Disneyland o a Disneyworld trovano lo stesso cose interessanti con cui distrarsi, altrimenti è uno stress per loro e per i genitori!

  7. Non sono un’amante della senape e neppure delle alici, ahimè per me!….ma mi hai fatto sognare parlando degli Stati Uniti! È uno dei viaggi più belli che ho fatto e la West Coast mi è rimasta nel cuore, soprattutto San Francisco. A New york non volevo andarci, ma poi ne sono rimasta affascinata, anche se non ci vivrei mai!
    Buona serata!
    Giusy

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