I biscotti della Jole

Avevo un’amica che non cucinava quasi mai e quando lo faceva, svogliatamente, i tentativi le riuscivano piuttosto male.
C’era una cosa però che faceva bene: le ciambelline al vino, che i miei figli allora bambini, chiamavano semplicemente “i biscotti della Jole”.
Le ciambelline al vino sono dei dolcetti talmente rustici e senza pretese che finiscono con l’essere assolutamente perfetti per completare un pasto altrettanto rustico e senza pretese, o per finire in un cesto da pic nic ed essere inzuppate nel vino.
Sono semplicissime da fare e quelle che avanzano si conservano per giorni in una scatola di latta per essere ripescate in uno di quei momenti della giornata in cui si ha voglia di una piccola gratificazione.

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Si mettono tutti insieme nel vaso del robot da cucina e si frulla fino a che il composto non diventa una palla, questi ingredienti:
– 500 gr di farina
– 125 ml di olio
– 125 ml di vino rosso
– 175 gr di zucchero
– 1 cucchiaino di lievito per dolci
– 1 cucchiaino di bicarbonato
– 1 pizzico di sale
Si impasta brevemente e si fa riposare una mezz’oretta. Si riprende la pasta e si fanno dei cordoncini spessi 1 dito lunghi 15/20 cm. Si sigillano bene le estremità e si infornano a 180 gradi per 25 minuti, però controllate perché ogni forno è un discorso a parte.

Facili, no? Però danno soddisfazione e si possono anche mangiucchiare bevendo una tazza di tè o di caffè, anziché aspettare di fare un pic nic per inzupparli nel vino!

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9 thoughts on “I biscotti della Jole

  1. Buoni, buoni questi biscottini. 🙂
    Sono un ottimo snack a metà giornata, un piccolo spuntino. Spesso ne porto un sacchetto in ufficio e … spariscono subito.
    Facili da fare, si mantengono a lungo e piacciono a tutti. Cosa volere di più? 😉
    Ti auguro una buona domenica 😉

  2. Non ci crederai ma mi hai risolto la serata!! Qui da me piove a “goggioloni”, e dopo una giornata di pigrizia ,mi sono ero decisa a fare dei dolcetti….. ma, visto che sono assente da casa da Giovedì, non ho trovato neanche un uovo. Mio marito , rimasto solo le ha finite tutte .E’ specializzato nel fare “la carbonara” e per questo quando non ci sono a “moderare” l’introduzione dei grassi, lui e mia figlia si gustano tutto quello che fa più male…panini rinforzati ( con minimo 1 uovo”…carbonare…uova strapazzate e salsicce,,..ecc. Non avevo nessuna ricetta di dolci senza uova…grazie 😉
    e buona fine domenica!

  3. Adoro queste ciambelline!
    Da me nelle Marche si chiamano ciambelle della trebbiatura ma sono fatte con vino bianco e semi di anice e poi spolverate di zucchero.
    Le donne le portavano nelle aie e le donavano ai contadini che inzuppandole in un bel bicchiere di vino si riprendevano così dalle fatiche del lavoro nei campi.

    Un abbraccio
    Silvia

  4. Sono i dolci del paese di mio nonno (Albano Laziale)! O comunque di tutti i paesini della provincia romana nell’entroterra laziale. Con un bel po’ di zucchero sopra però. Mia madre li adora e quando li abbiamo (non li cucino io perché non si sa come ma i biscotti riesco sempre a bruciarli) li mangia sempre a fine cena inzuppati nel vino.
    Mchan

    • È proprio così che vanno mangiati! Come i cantucci col Vin Santo. Questi non sono dolci delle nostre parti, noi come biscottini da inzuppare nel vino (Recioto, ovviamente!) abbiamo gli “esse” di Roverè di Velo, una specialità dei nostri Monti Lessini.

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